
(di Michele Serra – repubblica.it) – “Amadeus (parlando delle vittime delle foibe, ndr) doveva ricordare che Tito era comunista”, ha detto il presidente del Senato alla radio. È proprio vero che ognuno vede e sente solo quello che vuole vedere e sentire. A me, per esempio, sarebbe piaciuto, da cittadino italiano ed europeo, che nelle tante rievocazioni che i tigì Rai hanno coperto con solerzia (non credo ce ne sia sfuggita neanche mezza), qualcuno avesse avuto la dignità e la serietà di ricordare, tra le cause evidenti di quell’orrore, l’invasione fascista della Jugoslavia e le angherie, documentate, ai danni delle popolazioni slave al di là e al di qua del confine: erano in casa loro tanto quanto gli italiani in Istria e Dalmazia. Non è accaduto. E dunque, come prevedibile, il nostro governo nazionalista (oggi sinonimo di provinciale) si è ben guardato dal rischio di uno sguardo europeo, dunque inter-nazionale, sulle foibe e sul doloroso esodo degli italiani.
Peccato, è stata la classica occasione persa. Hanno prevalso la retorica patriottarda, il vittimismo politico, la strumentalizzazione faziosa. Avendo lavorato per molti anni, da ragazzo, all’Unità, ricordo bene, anche da specifici episodi, la cappa di censura e di imbarazzo che avvolgeva la storia delle foibe. Quarant’anni dopo, a me che fui comunista, quel remoto imbarazzo appare una gravissima omissione. Per La Russa e per il nostro governo, evidentemente, settant’anni dopo i fatti, è ancora impensabile parlare di quella atroce guerra, e di quel sanguinoso dopoguerra, come di una conseguenza diretta del nazifascismo. La storia è complicata e dolorosa per tutti, caro senatore La Russa. Alla sua età, sarebbe onorevole prenderne atto.
Non ritengo possibile equiparare le “angherie, documentate, ai danni delle popolazioni slave…” con la decisione di gettare qualunque italiano “ancora vivo”, con le mani legate con del filo di ferro in una profonda fenditura del terreno. Il nostro ex-comunista riesce ad immaginare “come” devono essere morti?
E non me ne frega un ca@@o se chi ha deciso di far morire un suo simile in quel modo fosse “comunista” o “fascista”!
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Angherie, è un termine eufemistico, se si vanno a considerare le migliaia di slavi, comunisti ed ebrei rinchiusi e massacrati nella risiera di San Sabba:unico lager in Italia dotato di forni crematori. Senza dimenticare che, secondo molti storici non certo comunisti ma seri, l’abitudine di buttare le vittime di abusi, delitti comuni, vendette e pulizie etniche fosse molto diffusa e praticata un po’ da tutti: fascisti, italiani, slavi, banditi e comunisti.
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Tu non ritieni possibile…..
Io si, e adesso come la mettiamo?
Mai sentito di quella legge che parla di reazione uguale e contraria?
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La “Legge del Taglione” che tu consideri ancora del tutto legittima risale al Codice di Hammurabi (XVIII secolo A.C.), ma anche il suo antico relatore richiedeva di “identificare” il soggetto che aveva commesso l’offesa o il danno e non mi risulta che gli autori del massacro si siano preoccupati di questo “dettaglio”. Per cui “la mettiamo…” che faresti meglio a riflettere prima di scrivere delle ca@@ate!
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Attenzione, quando si parla di foibe, si deve tenere cobto di un contesto in cui non si può parlare di legge del taglione. Dal momento che l’invasione nazi fascista della Yugoslavia mise in moto dei meccanismi complessi di pulizie etniche, repressioni, massacri e vendette personali. Non leggere la questione italiana nell’Istria sotto qiesta lente vuol dire non riiluscire a leggere correttamente gli eventi. Prima cominciarono gli italiani con l’italianizzazione forzata di quelle terre. E la repressione sanguinosa che ne consegui con deportazioni, onternamenti ed esecuzioni. Poi, con la sconfitta nazifascosta, si scatenò l’orrore della repressione e slavizzazione titina di quei luoghi. In poche parole:se i fascisti non avessero invaso la Yugoslavia, non si sarebbe scatenato quel vortice di violenza che ha costretto migliaia di italiani a scappare e molti altri a finire infoibati. In quanto alla rimozione storica, è un falso: già storici italoani avevano dedicato libri all’argomento, ma condizioni geopolitiche e storiche hanno fatto si che si stendesse un velo di oblio sulla tragedia: l’ Italia fascista aveva perso la guerra. Se avesso chiesto ragione e risarcimenti sarebbe finita subissata da processi internazionali e corrispondenti risarcimenti. Dunque fu giocoforza per i politici di allora di mettere tutto a tacere.
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Esti sei proprio sc e mo.🤷♂️
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Ti cambierei il nickname i Stiqatsiche ignoranza.
Già nel settembre 1942, l’eco della politica d’occupazione dei fascisti e delle atrocità commesse nei paesi della regione balcanica cominciò a diffondersi, tanto che Radio Milano-Libertà comunicava:
«Italiani! Le crescenti difficoltà della guerra e il dileguarsi di ogni speranza di vittoria, rendono Hitler furioso, e aumentano le sue esigenze nei confronti dell’Italia. Hitler […] pretende che i nostri soldati non abbiano né cuore né pietà, che sia annullata in essi ogni traccia di misericordia, ogni sentimento umano. Nei paesi balcanici in Grecia, Albania, Montenegro e particolarmente in Jugoslavia […] i battaglioni fascisti e purtroppo anche alcuni reparti dell’Esercito massacrano e terrorizzano quelle disgraziate popolazioni. Le camicie nere […] si distinguono in particolare per la crudele malvagità, distruggendo, devastando, incendiando villaggi e città, assassinando vecchi, donne e bambini, superando in crudeltà le stesse orde tedesche. Per eseguire gli ordini tedeschi, Mussolini non esita a disonorare l’Italia di Garibaldi e di tutti i grandi italiani che alla cultura, alla civiltà e al progresso materiale e spirituale dell’umanità diedero il loro ingegno e immolarono il loro sangue.»
Italiani brava gente…. Dove, come, quando, con chi?
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Crimini_di_guerra_italiani
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Nessuno dovrebbe dimenticare alcunché del passato che lo riguarda. In compenso si cerca di farci già scordare un PRESENTE che vede lo sdoganamento del neonazismo, un Paese distrutto, fallito e inquinato per decenni, una palla al piede di un’ Europa immiserita e venduta a una potente Spectre da autentici traditori, una pulizia etnica in atto. Il tutto in una cornice di morti, mutilati, dolori, disperazione, povertà e odio vendicativo incancellabile.
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