
(Dott. Paolo Caruso) – Le immagini trasmesse dalla TV e dai media di tutto il mondo della nostra connazionale Ilaria Salis ammanettata, catene ai piedi, e guinzaglio al collo, entrare nel tribunale magiaro per essere giudicata per sospetta aggressione e lesioni del tutto lievi nei confronti di un gruppo di giovani nazisti durante una manifestazione a Budapest avvenuta quasi un anno fa, lascia perplessi e sconcertati. L’esiguità delle lesioni e la mancata denuncia querela nei confronti della donna italiana da parte dei giovani non ha comunque lasciato indifferente le autorità magiare che hanno adottato il regime carcerario duro per la nostra connazionale. Considerata alla stregua di un criminale pericoloso, la Salis viene sottoposta da undici mesi alle più gravi limitazioni dei diritti umani e come riferisce l’imputata anche a torture e sevizie. Inimmaginabili le sofferenze psicofisiche della detenuta reclusa in una cella “pattumiera”, per mesi in isolamento senza la visita di un legale, e il dolore oltre che lo sdegno dei familiari a cui è stato precluso l’incontro con la figlia. Scene di disumano trattamento riprese da tutti i telegiornali che lasciano totalmente sgomenti trattandosi dell’Ungheria, che fa parte dei 27 Paesi che formano l’Europa. La scena poteva rassegnatamente essere tollerata se trasmessa da un tribunale iraniano o afgano o da altro Paese privo di libertà e di diritti civili, ma sicuramente non da uno nel cuore della Mitteleuropa. L’Ungheria di Erdogan pare che stenti a ispirarsi all’Occidente di cui si sente parte, e a quei valori che hanno fatto grande l’Europa di oggi, che si definisce con tutti i suoi limiti “democratica e liberale” con una Costituzione fondata aprioristicamente sulla dignità della persona e sul rispetto dei diritti umani. La gogna mediatica disumana è inaccettabile da chiunque crede in questi valori, e non può perciò essere giustificabile e valenza di pena. Purtroppo di fronte alle scene terrificanti della nostra connazionale nel tribunale ungherese, non poteva non mancare in Italia lo sciacallaggio politico tanto caro soprattutto al “Cazzaro verde” che rivolgendo offese gratuite e attacchi fuor di luogo nei confronti dell’insegnante Ilaria Salis, detenuta da quasi un anno nel carcere di massima sicurezza di Budapest, ne fa oggetto della sua discutibile e scellerata azione politica. Una vera e propria crociata contro Ilaria Salis di un piccolo uomo, di un ominicchio della politica, per raccattare consenso e qualche voto. Soltanto vergogna, vergogna, vergogna!
condivido pienamente, non ci sono altre parole da aggiungere, a parte la domanda come fa quel primo bastardo ungherese a rimanere in europa…
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L’Ungeria non è più un paese dittatoriale dall’89 anno della caduta del muro di berlino, che doveva restituire i paesi dell’est alla democrazia liberale. nel corso di questi 35 anni vi sono stati governi di sinistra al governo prima che Orban vincesse le elezioni e rivincesse. Cosa facevano i prograssisti veri o presunti in attesa che l’EU li accogliesse fra le sue braccia ? Nei loro tribunali si usavano le manette e le catene come in tanti altri paesi dell”Unione : paesi baltici, Polonia …. e anche in Italia fino a mani pulite ,quando un risveglio improvviso dovuto alla sensibilità alle manette dei politici interruppe l’usanza barbara medievale. La nostra concittadina ha avuto un trattamento diverso dagli imputati in tribunale ? No. E allora chiedete alle nostre istituzioni europee più coerenza e non alla duce nostra ,E giusto per chiudere la faccenda: La nostra connazionale cosa ne pensa dell’apartheid nei confronti dei russi nelle repubbliche baltiche e già che ci troviamo: picchierebbe anche gli Azov visto che con le mani e i nazzisti ci sa fare ?
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