
(Dott. Paolo Caruso) – Settant’anni fa le prime trasmissioni RAI, così il servizio pubblico televisivo cambiò le abitudini degli Italiani migliorandoli anche dal punto di vista culturale. Anche la trasmissione “Non è mai troppo tardi” del Maestro Masi contribuì in quegli anni con il suo insegnamento semplice e chiaro a debellare l’analfabetismo particolarmente diffuso nelle zone rurali del Paese. Rivolgendosi poi a tutti i telespettatori la RAI con i tanti programmi culturali, di varietà, sportivi, dibattiti politici, e il telegiornale d’informazione in diverse ore della giornata riuscì a plasmare e ampliare lo spazio delle conoscenze di intere generazioni magari omologandoli al sistema prevalente. Da anni però il servizio pubblico della RAI è soffocato sempre più dalla mediocrità e dalla partitocrazia, due mali che come un cancro infiltrano metastatizzando l’informazione e la scelta dei programmi. Il confronto con le altre emittenti private specialmente con Mediaset e LA7 si va via via spostando a favore di queste mentre la RAi rimane un coacervo di interessi che esulano dalla qualità dei programmi, e la stessa informazione giornalistica viene asservita ad una feroce lottizzazione politica. Nel Paese del Grande Fratello e dell’Isola dei Famosi, programmi che hanno fortemente segnato le coscienze di diverse generazioni di giovani invertendo la scala dei valori, i media hanno creato in questi ragazzi fragili e privi di qualsiasi senso critico, con la spettacolarizzazione dei loro sentimenti, prospettive di vita distorte da una falsa e effimera notorietà. Oggi con l’avvento al governo della destra meloniana, il servizio pubblico radiotelevisivo è stato considerato un vero e proprio bottino di guerra in cui la realtà viene volutamente rappresentata in maniera difforme e piegata agli interessi di parte da personaggi di scarsa onestà intellettuale e da politici di estrema mediocrità. Si assiste così al precipitare della RAI nell’ombra vorticosa della restaurazione, ad un vero e proprio esodo di noti professionisti dell’informazione e di personaggi apprezzati del mondo dello spettacolo che lasciando o costretti a lasciare la RAI hanno trovato spazio nelle emittenti private concorrenziali. Un vuoto che come dimostrano i fatti ha provocato un impoverimento culturale e una mediocrità dei programmi RAI con una riduzione significativa dello share. Si può tristemente affermare che i poteri forti hanno una valenza non indifferente sul coinvolgimento e controllo mediatico che in questi ultimi decenni tramite la spettacolarizzazione dei talk show, improvvisati dibattiti, e i telegiornali riescono a diffondere fake news, disinformazione, creando a proposito il verbo della insinuazione e il dubbio dell’evidenza. Il servizio pubblico radiotelevisivo ormai definito per la sua parzialità “Tele Meloni” ha voluto portare l’informazione nell’agone strettamente politico, perdendo di vista le due note essenziali di una libera informazione: l’obiettività e la credibilità. I partiti ipocritamente continueranno a lanciarsi accuse reciproche ma il sistema spartitorio della politica che avendo lottizzato da sempre l’organo di gestione della RAI non ha mai fatto nulla di democratico per cambiare le regole. Ora, “Chi è causa del proprio male pianga sé stesso”. I burattinai meloniani a mo’ di rivalsa politica muovono strettamente le fila dei loro “pupi” che arroccati nel palazzo di viale Mazzini hanno il compito esclusivo di guardiani del potere. Il quadro ad oggi risulta alquanto sconfortante con una crisi sempre più profonda dell’informazione che ormai appare irreversibile e sempre più fortemente condizionata da questa destra di governo.
Articolo condivisibile ma a non è mai troppo tardi io ricordo il maestro Manzi
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La RAI è da sempre occupata dai partiti. Ve ne accorgete adesso perchè lo fa la MEloni che ha vinto le elezioni ma non quando lo faceva il pd che di elezioni non ne ha vinte praticamente mai. Gli unici pirla a non aver occupato la RAI sono i 5s e infatti i risultati si vedono, massacrati qualsiasi cosa facciano
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Non soffocherà mai abbastanza, finché verrà, questo sì, “soffocata” dai milioni a pioggia di un Canone, esatto con sistemi truffaldini come quello attuale. 😦
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