
(DI VIRGINIA DELLA SALA – ilfattoquotidiano.it) – “Davvero un bel modo per celebrare il centenario di Don Milani: riportare la scuola a un assetto pre-costituzionale”, spiega Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena. “Il Priore definiva la Costituzione la legge che ‘il Cristo attendeva da noi da secoli, perché è l’unica che ridia al povero un volto quasi d’uomo’, e pensava che la scuola fosse il luogo in cui questo progetto diventava concreto.
Ora non sarà più così?
Ora i figli dei ricchi potranno studiare cinque anni, e frequentare scuole che (almeno sulla carta) puntano “al pieno sviluppo della persona umana” mentre i figli dei poveri dovranno sbrigarsi ad andare a lavorare: dopo quattro anni di formazione ‘disinteressata’ e non immediatamente finalizzata (cioè l’unica che davvero sia formazione), toccherà loro finire per due anni in mano alle imprese: capitale umano, come amava dire Draghi. Come saranno formati, per dire, a far valere i propri diritti nella sicurezza, se saranno stati formati direttamente dai padroni? Valditara parla di “cultura del lavoro” che entrerebbe a scuola: ma questo non è il lavoro della Costituzione, che libera e fa eguali ma un lavoro che ti viene a scegliere da ragazzo, discriminandoti dai ragazzi ricchi, che possono scegliere. Una scuola che fa profilazione per le imprese.
Cosa pensa del ritorno del voto in condotta?
È il ritorno a una idea autoritaria della scuola, che valuta il rispetto dell’autorità col voto in condotta. Ma la scuola vera educa a contestare l’autorità, argomentando. La risposta alla violenza in classe è più cultura, più liberazione, più vera educazione: non più repressione. E poi si abbia il coraggio di renderlo un voto vero, basta con l’ipocrisia che il 6 non basta: che vuol dire che con 8 in condotta si è penalizzati alla maturità, e che con 6 si frequenta il corso di educazione civica? Non sono voti sufficienti?
I corsi di riparazione di educazione civica non la convincono?
La Costituzione diventa una punizione? Questa è una scuola che sorveglia e punisce, una scuola ‘militare’ che piace a questa destra autoritaria. Il mondo ha bisogno di meno conformismo e gente che obbedisce: e invece questo governo lobotomizza gli italiani dai banchi di scuola. Certo, se il merito è essere sorella, cognato, cugino di un potente, tutto diventa chiaro… Spero che i ragazzi reagiscano contestando e anche occupando le scuole. Sveglia, ragazzi!
I figli dei ricchi non hanno bisogno di studiare. Il titolo, di prestigio, arriva direttamente a casa.
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