(Alessandro Di Battista) – Il ministro degli Esteri Tajani, quello che a fronte dell’aumento clamoroso degli sbarchi (anche per sua responsabilità) da mesi pensa di cavarsela con la minchiata del “piano Marshall per l’Africa” tanto per buttare la palla in tribuna. Quello che al posto di individuare cause e soluzioni incolpa la Wagner dei propri fallimenti (“c’è la Wagner dietro al boom degli sbarchi”). Quello che ha avallato la strategia delle sanzioni alla Russia ripetendo a pappagallo la balla del “serviranno a costringere Putin a sedersi al tavolo dei negoziati” quando chiunque dotato di un briciolo di intelligenza ha capito che le sanzioni alla Russia sono una strategia economica USA per colpire soprattutto l’industria tedesca (alla quale l’Italia è legata). Ecco quel Tajani oggi ha osato criticare il salario minimo che esiste in mezzo mondo, anche in paesi capitalisti, sostenendo che fosse roba da Urss. “Qua non siamo in Unione Sovietica” ha detto questo mediocre ministro della Repubblica. Parole così indecenti denotano un’ignoranza che dovrebbe far indignare in primis gli elettori di quel che resta di Forza Italia. Comunque sono contento che sia stato scelto proprio Tajani come segretario di FI. La dipartita di questo partito fondato anche da corrotti e uomini vicino a Cosa Nostra sarà più rapida del previsto.