Un prestigioso incitamento per lo sforzo bellico arriva alle nostre truppe da scrivania. Mario Draghi ha parlato al Mit di Boston emanando un imperativo: Kiev deve vincere la guerra. “Non c’è alternativa […]

(DI DANIELA RANIERI – ilfattoquotidiano.it) – Un prestigioso incitamento per lo sforzo bellico arriva alle nostre truppe da scrivania. Mario Draghi ha parlato al Mit di Boston emanando un imperativo: Kiev deve vincere la guerra. “Non c’è alternativa per gli Stati Uniti, l’Europa e i loro alleati se non garantire che l’Ucraina vinca questa guerra”.
Contrariamente a molti analisti che ritengono impossibile che l’Ucraina possa arrivare alla vittoria, Draghi non solo ci crede, ma lo spera per i futuri equilibri: “Vincere questa guerra per l’Europa significa avere una pace stabile”.
Il 16 maggio il New York Times ha pubblicato un appello al negoziato e alla pace con cui 15 ex militari ed esperti statunitensi di politica estera chiedono al presidente e al Congresso di “porre rapidamente fine alla guerra in Ucraina con la diplomazia, soprattutto di fronte al pericolo che l’escalation militare possa sfuggire al controllo”. Secondo i firmatari, come gli Usa hanno “perseverato nell’espansione della Nato” perseguendo la strategia del cinismo (“Il profitto dalle vendite di armi è un attore di prima importanza”), analogamente dal 2022 “hanno mandato armi per 30 miliardi di dollari in Ucraina, e l’aiuto totale è superiore a 100 miliardi” per il motivo che “la guerra è un business, molto vantaggioso per pochi”. Si rifiutano di sostenere la strategia di lottare contro la Russia fino all’ultimo ucraino: “La promessa di Biden di sostenere l’Ucraina ‘per tutto il tempo necessario’ è una licenza di perseguire obiettivi malsani e irraggiungibili” e ciò “sarebbe catastrofico quanto la decisione di Putin”.
Draghi, invece, pensa che accettare “una vittoria russa o un pareggio confuso”, quale sarebbe un negoziato, “indebolirebbe fatalmente altri Stati confinanti e manderebbe un messaggio agli autocrati che l’Ue è pronta a scendere a compromessi su ciò che rappresenta”. Per l’establishment italiano l’Ucraina lotta per la democrazia, la libertà e la giustizia europea e Putin incarna il nuovo Hitler, anzi “Satana” (così il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa ucraino su Repubblica), pronto ad annettersi Paesi Nato per pura volontà di potenza. Su Foreign Affairs, autorevole rivista statunitense, l’analista Samuel Charap, membro dell’Ufficio di pianificazione strategica del Dipartimento di Stato sotto Obama, ha scritto un articolo dal titolo “Una guerra che non si può vincere”: “Quindici mesi di combattimenti hanno chiarito che nessuna delle due parti ha la capacità, anche con l’aiuto esterno, di ottenere una vittoria militare decisiva”.
Charap ritiene che Kiev stia affrontando una carenza di mezzi militari, ma se anche la controffensiva andasse bene e “Kiev costringesse le truppe russe a ritirarsi oltre il confine internazionale, Mosca non smetterebbe necessariamente di combattere”, sempre “supponendo, ovviamente, che non faccia ricorso ad armi di distruzione di massa”. Questo scenario non porterebbe affatto la pace draghiana: “Un conflitto prolungato manterrebbe il rischio di una possibile escalation, per l’uso nucleare russo o per una guerra Russia-Nato, al suo attuale livello elevato”.
Draghi vede l’entrata dell’Ucraina nella Nato come una soluzione: “Dobbiamo essere pronti a iniziare un viaggio con l’Ucraina che porti alla sua adesione alla Nato”. Charap pensa che le cose siano un po’ più complesse: “In quanto membro, l’Ucraina beneficerebbe dell’articolo 5 del trattato istitutivo, che richiede ai membri di considerare un attacco armato contro uno di loro come un attacco contro tutti. Ma l’adesione alla Nato è più di un semplice articolo 5. Dal punto di vista di Mosca, l’adesione all’alleanza trasformerebbe l’Ucraina in un palcoscenico per gli Usa per dispiegare le proprie forze. Quindi, anche se ci fosse consenso tra gli alleati per offrire l’adesione a Kiev (e non c’è), garantire all’Ucraina una garanzia di sicurezza attraverso l’adesione alla Nato potrebbe rendere la pace così poco attraente per la Russia che Putin deciderebbe di continuare a combattere”.
Anche John Mearsheimer, professore di Scienze politiche all’Università di Chicago, pensa sia impossibile una vittoria dell’Ucraina per le disparità di soldati e artiglieria e perché “il grande rischio degli F-16 (americani, ndr) è che l’Ucraina li usi per attaccare obiettivi all’interno della Russia”, creando un’escalation fatale; e se i russi sentissero di stare perdendo, aumenterebbe la probabilità dell’uso del nucleare.
Ma perché Draghi ha deciso di incitare alla guerra? Secondo Fabio Mini, “Draghi parla al suo mondo: i profitti della guerra sono una benedizione per i soldi e il potere”.
Non vigesse il dogma dell’infallibilità di Draghi – esperto di finanza, non di geopolitica – si potrebbe derubricare la sua apodittica affermazione al genere di boutade con cui sostenne che il Green Pass dava agli italiani la “garanzia di ritrovarsi tra persone non contagiose” o che bisognava scegliere tra “la pace e i condizionatori”. Quando l’unica richiesta seria sarebbe di fermare il massacro.
La Ranieri vuole fermare il massacro? Quindi domani mattina parte per Mosca con Travaglio, Giuseppi, Orsini, Montanari, Santoro è tutto quel mondo lì e si fa ricevere da Putin?
Chissà, dopo aver mandato a quel paese il Segretario Generale dell’ONU, Scholz, Macron (che ha perso l’udito a forza di telefonargli) e persino Erdogan, può darsi che a lei sia ascolto, non si sa mai…
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DDV
Non mi sembra che lo sniffatore sia così propenso ad accettare un cessate il fuoco. Lui non tratta con Putin, la base per una proposta di pace cinese è stata da subito considerata non valida, anche il Papa e stato snobbato. Vuoi vedere che forse il nostro partigiano nazista è solo un pupazzo di un ventriloquo americano?
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Draghi si è da tempo rivelato per quel che è e cioè un perfetto imbecille. È la sua zucca completamente vuota che lo fa servo del padrone di turno. Si aggiunga poi una totale mancanza di dignità umana, il senso spiccato per i quattrini “withever it takes”, l’assenza di qualsiasi senso morale, e la sorprendente incapacità di ragionamento anche quello più elementare a farne. per le élites al potere, l’attrezzo più affidabile, per la gente comune il più somaro tra i somari.
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Ma senti un po’. Per tale @Susanna, Draghi sarebbe un “perfetto imbecille” e gli mancherebbe totalmente la “dignità umana”. Non solo Susannona lo scrive, pensando di dire qualcosa di intelligente, ma si becca pure due bei “mi piace”, da, sicuramente, menti sopraffine e riconosciute in tutto il mondo quanto la sua.
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Per il santo loquasto, qualsiasi terga sieda sullo scranno il dovere di genuflessioni dovrebbe essere insito , sotto pelle, visto che la repubblica monarchica usa l’imbecillità delle mezze calze per i suoi viatici. A vita. E gli altri che crepino d’inedia o donino organi, vero Sansone?
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Meglio mille Susanne che aiutano (anche se non lo so) e danno una mano in difficoltà, che uno stato a cui devolvere i gratta capi dei minus abens, che vista la qualità, li userebbe per farci giocare alle lottomatiche.
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Più che imbecille lo definirei imbarazzante e rimbambito. Non vi dimentichiamo la figura di palta in Algeria, che la scambio per l Argentina….
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Draghi è tante cose, ma di sicuro non è un imbecille.
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È un servo. Furbo come molti servi. Ma intellettualmente un idiota.
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Fa un baffo a Forrest Gump
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Un nanerottolo politico tenuto in piedi dall’ambizione smisurata e da cortigiani di terzo livello tipo quelli che hanno parlato della sua fantomatica agenda iena del nulla.
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piena del nulla
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Dra.ghi ha sempre parlato e agito assecondando quello che in quel momento erano al potere, da sempre.
A proposito del “salvatore” dell’euro.
Prima asseconda l’elite finanziaria europea mandando a catafascio il governo Berlusc0ni e i risparmi degli italiani, con la famosa lettera “segreta” cofirmata con T3ichet,
https://www.wallstreetitalia.com/lettera-della-bce-all-italia-testo-integrale/
poi dice una cazzata qualsiasi, non specificando un caxxo (whatever it takes) e prestando a zero montagne di soldi alle banche, CON TUTTA L’INFORMAZIONE A FARE LA OLA!
Per non parlare di tutte le po3cate fatte da PdC. compreso l’obbligo del Greenpass quale immunità alle malattie, il PNRR col “pilota automatico”, la schiforma Katarbia, le armi per la guerra, l’inflazione mostruosa, la sua candidatura a PdR ecc. ecc.
Avesse parlato da Mosca, avrebbe parlato di esigenza della sicurezza della Ruzzia.
Tutti quelli che lo esaltano sono O dei BOCCALONI o CEREBROLESI o CONNIVENTI
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Non ho la tua capacità d’analisi politico-economica per dare un giudizio definitivo su Mario Draghi.
Si dice che abbia salvato l’euro, lo dice un mucchio di gente di qualsivoglia schieramento politico.
Ma se tu affermi che ha detto una “cazzata qualsiasi” e mezzo mondo gli è andato dietro, c’è sicuramente da crederci.
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le tue sono prittle-prattle da riporto
a chi appartiene l’informazione di MEZZO MONDO?
fatti un giro e controlla quanti sono a chi appartengono i gruppi dell’informazione.
es.:
solo in Italia:
Holding e società: la gestione dell’informazione in Italia
Ai vertici della gestione dell’informazione in Italia, ci sono 4 società: Gruppo GEDI, Fininvest, Cairo Communication e Caltagirone Editore.
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Inutile prendersela. Fattene una ragione . Draghi è intellettualmente politicamente umanamente un idiota.
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Umanamente addirittura.
Vabbè, se lo dici tu.
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Una cosa che mi ha sempre colpito dell’iguana è che è stato allievo di Federico Caffè, economista noto per le sue idee Keynesiane, praticamente l’opposto dell’iperliberismo a tutti i costi dell’azione draghiana. Caffè spari improvvisamente nel nulla, era il 1987, e nulla più si seppe di lui
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Bravo Fos! Anche io ho sempre avuto il tuo stesso dubbio…
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Se lo sarà mangiato l’iguana.
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