
(Alessandro Orsini) – Ecco ciò che l’Italia ha fatto per la pace in questi 14 mesi di guerra. Ha inviato una grande quantità di queste macchine di morte. Probabilmente sessanta esemplari. L’invio è stato deciso dal precedente ministro della Difesa Guerini e da Mario Draghi. Gli ultimi obici semoventi italiani stanno partendo adesso perché avevano bisogno di manutenzione che è stata pagata da Biden. Altri obici semoventi italiani stanno già sparando sui russi da settimane contribuendo alla distruzione dell’Ucraina e al prolungamento della guerra. Se in Ucraina tutto dovesse precipitare, se si dovesse arrivare un giorno allo scontro nucleare, l’Italia sarebbe pienamente corresponsabile per avere operato soltanto ed esclusivamente per alimentare la guerra dall’esterno. La Turchia, persino l’Ungheria e la Tunisia, hanno il coraggio di dire tantissimi no a Biden e alla Casa Bianca in generale. Noi italiani siamo diventati un popolo vigliacco, senza coraggio e senza dignità. Non inviamo le armi in Ucraina perché siamo coraggiosi, ma perché siamo vigliacchi che scodinzolano al padrone. I media dominanti parlano tanto dell’inesistente penetrazione della Russia in Italia per nascondere il fatto che tutte le cariche istituzionali più alte nel nostro Paese devono prima ottenere l’assenso della Casa Bianca. Durante la prima repubblica non eravamo messi così male.
Siccome in Italia non esiste libertà d’informazione sulla politica internazionale, nessun conduttore radiofonico o televisivo organizza una trasmissione sul tema: “Quali sono stati i processi politico-istituzionali degli ultimi venti anni che hanno consentito alla Casa Bianca di decidere chi debba occupare le cariche politiche più alte in Italia?”.
“Come è potuto accadere che Biden abbia chiesto all’Italia di violare la propria Costituzione ottenendo un sì immediato?”.
Durante la prima repubblica c’era “stay behind”.
Poi hanno capito che serviva un appoggio in chiaro, e quindi hanno “convertito” i loro sforzi occupando quasi tutto l’apparato mediatico. Parlo degli amici alleati d’oltreoceano.
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La manipolazione tramite i media è sempre stata una priorità assoluta dei signori in questione, spesso con risvolti tragici.
Gli ungheresi, quando scesero in piazza per la rivoluzione, lo fecero convinti di avere il mondo a sostegno, perché ascoltavano clandestinamente le trasmissioni americane di “radio free europe”, emittente collocata nella Germania federale. Fu un massacro.
Anche durante il conflitto nel sud est asiatico la Cia operò in tal senso: con operazioni altamente classificate, cercò di instillare nel regime del nord la paranoia che vi fosse una organizzazione interna al paese comunista che tramava per rovesciarlo: “La sacra spada della lega dei patrioti” (sacre sword of patriots league).
A tale scopo vennero fatte recapitare nei villaggi delle radio sintonizzabili in una unica frequenza; ma i messaggi partivano da emittenti di Saigon, cioè dal sud controllato dagli Usa.
Uh! ce ne sono da raccontare..
Manipolatori fuoriclasse.
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Maggiordomi dei nostri friends, succubi dei polacchi; non era così scontato…
Politici del quieto vivere e media dei padroni per il lavaggio del cervello. A Roma e a Brx.
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“Un popolo vigliacco senza coraggio e senza dignità”. Vero. La nostra costituzione? “Fuck off EU”.
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Queste ossessioni sul fatto che saremmo un popolo vigliacco e smidollato erano tipiche del Duce: LVI ha cercato di porvi rimedio come meglio ha potuto, ma a quanto pare questa voglia non ce la siamo ancora tolta.
Io la vedo diversamente: gli italiani non sono quei vigliacchi senza dignità che ai disfattisti (con rigurgiti di machismo) piace tanto dipingere, dando così sfogo a tutto il loro complesso di inferiorità, tutt’altro: gli italiani, diversamente da chi li accusa, sono semplicemente FURBI, e lo sono perché pensano alle conseguenze che comportano determinate scelte, e alla fine agiscono (quasi) sempre nella maniera più conveniente per la Nazione (mi riferisco a chi ha posizioni di comando e solo per quanto concerne la politica estera), ed è una fortuna che sia così perché, dato che nel mondo reale (la cosiddetta realpolitik, che qualcuno pare confondere con un programma di Celentano) le cose non funzionano come in una sceneggiatura di Hollywood: quando i nodi arrivano al pettine, i risultati si vedono.
Nella fattispecie il risultato ottenuto, che suscita l’indignazione di molti, è che noi italiani siamo, da sempre, dalla parte del più forte (e quand’anche il più forte dovesse cambiare, cambieremmo sponda anche noi, come peraltro pluridimostrato dalla nostra Storia, verso la quale sarebbe bene mostrare un po’ di rispetto), e chiamateci scemi: se non puoi essere il più forte, almeno alleati con lui.
“La Turchia, persino l’Ungheria e la Tunisia”: mecojons, mica Spagna Francia e Germania, per dire.
A parte che ci sono delle ragioni e dei motivi storici per ognuno di quei Paesi (e Orsini non può non conoscerli), penso che sia di gran lunga preferibile non entrare a far parte di una lista di quattro Stati che sarebbe degradante perfino come girone di un mondiale: non so davvero chi possa invidiare le condizioni di quei Paesi, di certo non chi ha a cuore quelle del suo (io, per non saper leggere né scrivere, nel dubbio preferisco tenermi stretta la nostra pseudodemocrazia).
Ma il capolavoro Orsiniano (che denuncia una certa disonestà intellettuale e suggerisce che il Prof. farebbe meglio a limitarsi alle pregiatissime nonché condivisibilisime analisi, senza avventurarsi in giudizi inutili, pretestuosi e alquanto denigratori per il Popolo tutto), la vetta, è dove lo stimatissimo Prof. riesce a definirci dei “vigliacchi che scodinzolano al padrone” (ovviamente il padrone americano, è sottinteso) e, al contempo, ad accusare l’Italia di essere “pienamente corresponsabile per avere operato soltanto ed esclusivamente per alimentare la guerra”. Eh no, caro Prof. Dott. Gran Lup. Mann.: o siamo schiavi o siamo responsabili, non possiamo essere sia burattini che burattinai, a seconda della convenienza, ad appena tre righe di distanza.
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Ci sono persone che pagherebbero per vendersi. E il tuo commento lo conferma in pieno. Farti schifo ogni tanto, ti aiuterebbe, ma come potrebbe essere visto che tu nei liquami ci sguazzi?
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Soliti problemi con l’email, eh, Mentecatto?
Visto che, tanto per cambiare, non hai nulla da dire nel merito, non mi resta che rinnovare l’invito a curarti che già da più parti ti è stato rivolto. Seriamente, guarda c’è chi si preoccupa per la tua salute.
Affidati alla scienza:
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Chiaro, Jonny,
che quando Orsini NON si limita alle “alle pregiatissime nonché condivisibilisime analisi” e si “avventura” in duri giudizi politici, può succedere che urti le sensibilità di chi sceglie di stare dalla parte del più forte illudendosi, anche legittimamente, che (alla fine) il tornaconto possa essere solo favorevole.
Il problema è che, per Orsini, i rischi di una catastrofe mondiale imminente sono molto più reali di quelli che, a suo parere, percepiscono coloro che aspettano in poltrona la vittoria del potente alleato assecondando tutte le sue mortifere follie sperando di raccogliere i frutti che spettano poi agli untuosi cortigiani.
Lui ci crede davvero che possa verificarsi questa visione negativa delle cose e oltrepassa, così, il campo dell’analisi geopolitica di sua competenza credendo, però, di fare cosa utile a tutti noi.
Ci mette, cioè, la faccia “allargandosi” in giudizi politici pesanti constatando, purtroppo, che TUTTI GLI ALTRI non hanno il coraggio di proferir parola contro chi, a suo parere, ci sta portando a un futuro disastroso.
Ecco perché non puoi parlare di “disonestà intellettuale” di Orsini ma, se mi permetti, di Coraggio.
Del quale bisognerebbe sempre ringraziarlo.
Anche a nome della nostra piccola “pseudodemocrazia” che prevederebbe libertà di opinione (e se ne vede troppo poca)alla quale teniamo tanto tutti, non solo coloro che la identificano solo con gli alleati a stelle e strisce.
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Bello leggere uno che replica per esporre il proprio diverso punto di vista senza insultare. Un vero piacere. E cosa rara ormai.
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Penso che tu e Orsini stiate sopravvalutando (e non poco) il ruolo ed il peso, sia politico che militare, che la nostra piccola nazione di servi furbi è in grado di ricoprire in questo conflitto (le cui sorti sarebbero pressoché identiche perfino se l’Italia non fosse mai esistita).
Se ritieni di ringraziare chi ti insulta dandoti del “vigliacco senza dignità che scodinzola al padrone”, fai pure: se non vedi la contraddizione di farlo in nome di un supposto “coraggio”, non è affar mio.
Quello che voi chiamate coraggio io la chiamo stupidità, e ritengo una fortuna che la nostra politica estera sia subappaltata agli americani: se fosse per voi, saremmo un orgogliosissimo e fierissimo popolo indipendente… del terzo mondo (poi ci mangiamo la dignità).
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Egregio GSI, non parli di coraggio, nel caso di Orsini.
Il coraggio è quello di Boris Nemtsov, assassinato per aver passato la sua intera vita politica ad opporsi a Putin, ben consapevole delle conseguenze.
Il coraggio è quello di Jlia Yashin, condannato a 8 anni di carcere per aver documentato e denunciato la strage di Bucha, ben consapevole delle conseguenze.
Il coraggio è quello di Kara Murza, condannato in queste ore a 25 anni di carcere per aver documentato e denunciato i bombardamenti sistematici sui civili, ben consapevole delle conseguenze.
Se le conseguenze che patisce Orsini sono quelle di essere escluso dalla fiera del libro di Torino, premettimi una GRASSA risata.
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Al “pezzo grosso” manco vale la pena, ma Frankie, il tipo di moto dell’animo di Orsini, sempre coraggio è. Non certo della specie esemplare da te descritta, ma pur sempre coraggio rimane. La questione riguarda una differenza di grado, non specifica: o quello di Orsini si potrebbe definire tranquillmente vigliaccheria, caro Frankie? Perché continuate a giocherellare con le parole?
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Ma falla finita, ma quale coraggio d’Egitto: un coraggioso è uno che, avendo qualcosa da perdere, ha il coraggio di metterlo in gioco, rischiando del suo.
Orsini non aveva proprio niente da perdere, dato che ancora un anno e mezzo fa era solo uno stimatissimo Professor Nessuno (nonostante una carriera già ventennale sulle spalle).
Oggi invece scrive su un grande quotidiano nazionale ed è ospite fisso sulla tv pubblica (niente male, per uno che passa per semi-imbavagliato).
Come ha fatto ad imprimere la svolta finora (e di gran lunga) più decisiva di tutta la sua carriera? Si è semplicemente (e opportunisticamente) servito della scomodità delle sue posizioni (reale, specialmente presso chi tiene bordone ad un certo tipo di narrazione filoatlantista) ma soprattutto ha capito che il vittimismo paga (specialmente presso chi ha più a cuore un altro tipo di narrazione, segnatamente quella antiamericana).
Buon per lui, e bene anche per la comunità, dato che tutto ciò è servito a migliorare, seppur di poco, il pluralismo dell’informazione italiana sull’argomento.
Per inciso, ultimamente è apparso un pochino in difficoltà, e c’è da capirlo: la guerra è entrata in una fase di stasi, e le pur sempre utili (e perlopiù corrette) analisi orsiniane iniziano ad essere, per forza di cose, un po’ ripetitive: apparentemente, la sua reazione è stata quella di atteggiarsi ad arruffapopolo, per tornare a far parlare di sé e provare a riciclarsi da analista ad opinionista (se i risultati sono quelli qua sopra, a mio parere la cosa non gli sta riuscendo benissimo).
Ma se parliamo di coraggio, è stato moooolto più coraggioso Travaglio ad assumerlo, che Orsini a continuare a fare l’Orsini, anche se per farlo si è giocato il Salone del Libro di Torino, nientedimeno.
Anzi, neppure quello (allerta spoiler: Frankie era male informato):
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/04/12/salone-di-torino-orsini-ci-sara-cosi-lagioia-mostra-a-tutti-cosa-sia-il-confronto/7127026/
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Perchè, dopo una giornata passata a soppesare le parole con il bilancino del farmacista, a fine giornata giocherellarci è divertente.
E poi, perchè il coraggio è come le lacrime e, come diceva quel gran furbacchione di Gianni Rodari, (furbacchione come Orsini, solo più sensibile e vissuto) “la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, la lacrima di un bambino affamato pesa più della terra”.
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Allora giochiamo: se nel tuo “nanetto” la lacrima tiene il luogo del coraggio, il primo bambino non può tenere il luogo di Orsini, ma quello degli annnerigani! Per Orsini serve un terzo bambino: a te trovare un movente per la lacrima che non sia grave come la fame, ma nemmeno ipocrita come il capriccio!
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* ammmerigani
PS: anche a(privativo)neri-gani, non è malaccio… Giocherelliamo, eh 🙂
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Jonni e Frankie,
nessuno vi vieta di credere chiamare coraggio quello dei personaggi da voi citati.
Sarei pronto anch’io a solidarizzare con queste persone ma, purtroppo, conosco solo la versione americana delle loro vicende e non conosco affatto la versione opposta in quanto radicalmente censurata nel mondo occidentale a trazione angloamericana.
Il quale (spero ne converrete) ha un interesse politico tanto pernicioso quanto spaventoso nel rappresentare la Russia come impero del male.
D’altra parte gli americani e la Nato devono giustificare, costi quel che costi, il macello ucraino del quale sono responsabili nella misura che ben spiega Orsini.
Se voi non ritenete coraggioso un uomo come Orsini è probabile non riteniate coraggioso nemmeno Assange e tutti quegli uomini nella Storia (compresi i nostri giudici e giornalisti antimafia) che in solitudine si sono battuti contro i tentacoli di un Potere totalizzante che non tollera di essere messo a nudo per le nefandezze che lo riguardano.
Quando Orsini dice “Noi italiani siamo diventati un popolo vigliacco, senza coraggio e senza dignità” sta constatando che non solo i nostri rappresentanti, ma tutti noi (lui compreso), non sanno mettere in moto nemmeno un minimo reazione a questa deportazione di massa che ci vuole tutti scaraventati come animali su treni che ci portano alla guerra di Biden.
Poi voi interpretate quelle parole come meglio vi conviene.
Io le condivido perché faccio parte anch’io di un’Italia che, per inginocchiarsi ai dei ricchi e potenti matti guerrafondai, rinuncia a difendere perfino se stessa. Inostri princìpi costituzionali prima ancora dei nostri interessi.
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@ Gsi: riguardo al presunto coraggio, i motivi che ho espresso in maniera più estesa qua sopra rendono un personaggio come Orsini totalmente imparagonabile sia ad Assange che ai nostri giudici e giornalisti antimafia, che hanno rischiato (e spesso anche pagato) molto, ma molto più di lui.
Quelli sì che sono esempi di coraggio, ma paragonare il rischio corso da loro con quello corso da Orsini è come dire che fare l’impiegato è rischioso quanto lavorare in cantiere (a questo punto, di solito ci sta bene una pernacchia).
Al momento i famosi sei decreti sei, che rappresentano praticamente l’unica conseguenza evitabile (secondo alcuni, da cui dissento) di questa guerra (dato che tutte le altre ce le saremmo ciucciate anche rifiutando l’appoggio militare) non ci sono ancora costati un solo centesimo, pertanto è decisamente fuori luogo blaterare di “deportazioni di massa” e di essere “tutti scaraventati come animali su treni che ci portano alla guerra”, o di “rinuncia alla difesa”.
Ma un po’ di senso della misura, mai? Va bene che la situazione non è allegra, ma ancora la terza guerra mondiale non è scoppiata, vivaddio, con buona pace delle cassandre del malaugurio (di cui Orsini è l’alfiere).
Quando (e se) dovremo ricomprare gli armamenti, al netto di quelli che avremmo comunque dovuto ammodernare, potremo valutare il costo per l’Italia di tutta l’operazione, ma per ora il nostro sostegno militare alla guerra in Ucraina non rientra nemmeno tra i primi cento problemi del nostro beneamato Paese.
Naturalmente, sono sempre pronto a rimangiarmi tutto e a cospargermi il capo di cenere qualora dovessimo venire coinvolti direttamente in un conflitto (la terza guerra mondiale, a questo punto), ma personalmente ritengo estremamente improbabile che una cosa del genere possa realmente accadere, anche se la cosa pare quasi dispiacere ai tanti catastrofisti che non vedono l’ora di addossare anche questa colpa ai satanassi del mondo, soli ed unici responsabili di ogni male dell’orbe terracqueo.
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No caro prof, la lacrima degli ammeregani è quella del coccodrillo, le altre mi sembrano calzare a pennello sulle guance giuste.
Caro GSI, se nella furia cieca delle tue incrostazioni ideologiche da liceale arrivi a paragonare quel gran furbacchione di Orsini a martiri come Assange, Borsellino e Impastato, e non questi alle vittime del revanscismo totalitario di Putin, allora te lo lascio dire senza filtri dalle loro vive ed ultime parole di uomini e donne liberi, davanti alla sbarra di un sistema giudiziario criminale che aveva già scritto le loro condanne, esemplari, e funzionali ad educarne milioni.
Apri gli occhi, non è tutta America quella che puzza di merza, anzi. E l’onda di piena deve ancora arrivare, ma non da ovest.
https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/12/07/news/il-testamento-di-un-oppositore-russo-colpevole-di-aver-detto-la-parola-guerra–4737941/
http://www.memorialitalia.it/lultima-dichiarazione-di-vladimir-kara-murza/
https://www.amnesty.it/russia-la-giornalista-maria-ponomarenko-condannata-a-sei-anni-di-colonia-penale/
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Spiacente cari Jonni e Frankie,
ma le vostre irrisioni e pernacchie a Orsini assomigliano molto a quelle del cuffaro al Maurizio Costanzo Show contro Falcone.
“Apri gli occhi, non è tutta America quella che puzza di merza, anzi. E l’onda di piena deve ancora arrivare, ma non da ovest.”
Tranquillo Frankie, le mie “incrostazioni ideologiche” hanno già fatto i conti con quella puzza, credi davvero di aver a che fare con un liceale che fa il tifo per una bandiera senza vedere cosa ci sta dietro?
Che ne diresti, piuttosto, di saperti liberare tu delle tue di incrostazioni ideologiche da liceale ancora inebriato dalla vittoria planetaria sul comunismo di quelli che ti hanno fatto credere nell’imminente avvento di un mondo simile ad un paradiso terrestre, ed ora, nei fatti, lo stanno portando ad assomigliare ad una cloaca maleodorante e zeppa di armi letali e guerre?
L’omertà nei confronti dei nostri liberatori implicati fino al collo nella guerra in Ucraina non dovrebbe fare il paio con parole come libertà e democrazia.
Ma quel che si vede da noi è solo omertà generale quella si… Da sonore (e sconsolanti) pernacchie.
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@ Gsi: ti consigli di toglierti per un attimo gli occhiali del pregiudizio e andare a rileggere.
Scoprirai che, almeno per quanto mi riguarda, non ho irriso né spernacchiato nessuno, tutt’altro: ho ampiamente argomentato il mio pensiero.
Qua, se c’è uno che si permette di irridere un intero Popolo (cui peraltro mi pregio di appartenere), è solo lo stesso Orsini.
Riguardo alla presunta omertà, personalmente non ho mai fatto sconti ai nostri liberatori, sia riguardo alle responsabilità nella guerra in Ucraina (già pluridenunciate dalle precise analisi orsiniane, da me sempre giudicate come attendibili e sostanzialmente corrette), che nelle numerose altre guerre da loro fomentate negli ultimi ottant’anni.
Piuttosto, non ricordo di aver mai letto nulla di nemmeno lontanamente simile da parte tua, riguardo alle altrettanto gravi responsabilità russe in questo conflitto, che a quanto pare giudichi come inesistenti, denunciando il fatto che la tua analisi si ferma all’antiamericanismo ipocrita (dato che, come tutti, sguazzi nei privilegi d’occidente).
Fintantoché non riuscirai a metterle a fuoco, ti confermo il mio giudizio sul tuo modo di vedere le cose: a mio avviso hai una visione a dir poco disneyana del mondo, diviso nettamente in buoni e supercattivi, quando in realtà si tratta semplicemente di interessi che confliggono (legittimi o meno non fa nessuna differenza): basta volerli vedere (TUTTI, senza girarsi dall’altra parte in base alla simpatia).
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Ah, caro Frankie, vorresti negare il capriccio degli ammerigani? Ma lo sai cosa significa “lacrime di coccodrillo”? No? Ti agevolo: “‘Piangere lacrime di coccodrillo’ è un modo di dire di uso comune che si riferisce a chi, dopo aver arrecato danno, ripensa alla propria azione pentendosi.”.
Ti pare che la parte finale si attagli al modus operandi degli ammerigani?
No, caro (cit. Jonny Dio) Frankie, non ci siamo proprio: spiàze…
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Completando la definizione di wiki: “L’espressione si usa anche quando il danno arrecato ricade proprio su chi lo ha provocato, sottintendendo che questi avrebbe potuto/dovuto prevedere le conseguenze per lui negative dell’atto che stava per compiere.”
Da quanti secoli scrivo qui che il problema di fondo di molti degli amministratori US che si sono succeduti (pur con alcune eccezioni), e da cui derivano tutti gli altri, è la totale ignoranza/incompetenza del mondo e della cultura fuori dai propri confini, funzionale a chi li ha piazzati nei posti in cui sono? Incompetenza/ignoranza che almeno in linea di principio potrebbero sempre trovare rimedio (non senza partire dal popolino americano), viceversa che i Grandi Timonieri, nostri futuri padroni, che ci faranno piangere lacrime assolute.
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«Completando la definizione di wiki: “L’espressione si usa ANCHE quando il danno arrecato ricade proprio su chi lo ha provocato, sottintendendo che questi avrebbe potuto/dovuto prevedere le conseguenze per lui negative dell’atto che stava per compiere.”…».
E non dovevi: questa versione, non esclusiva, a me assomiglia sempre di più a un capriccio che in confronto, quello presunto di Orsini diventa la quintessenza della ragionevolezza.
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Jonni “senza testa”, ti ricordi da che parte stavamo durante la seconda guerra mondiale? Era il “più forte”, e ti ricordi come è finita? Se ora siamo succubi degli USA, è perché eravamo dalla parte dei più forti, ma le circostanze cambiano e, se al più forte va male, va male anche a noi. Si può essere alleati, senza essere servi. Noi siamo servi perché governati da una classe politica senza attributi (e pare che a te piaccia!) e, se sei schiavo perché ti piace, sei anche responsabile delle scelte che fa il tuo padrone!
Comunque ti ammiro, perché ci vuole un certo coraggio a parlare senza tenere minimamente in considerazione logica e buonsenso!
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E tu, Davide “con la testa”, ti ricordi quali erano le alternative? Tra le altre cose, prevedevano quarant’anni (abbondanti) di sottosviluppo, e libertà da terzo mondo.
Non siamo “schiavi” per scelta, ma perché a suo tempo il più forte si è imposto su di noi, anche se a molti fa comodo dimenticarlo.
Che ci piaccia o meno (e neanche a me piace, checché tu ne dica, solo considero le alternative come peggiori) è comunque irrilevante ai fini della “schiavitù”, ma è significativo per chi ritiene di dar sfogo alla propria frustrazione e al proprio complesso di inferiorità inveendo contro il padrone, oltretutto ben riparato da quella calda coperta (leggasi libertà d’espressione) che lo stesso padrone gli ha gentilmente fornito.
Senza offesa, ma questo modo di ragionare è quello di un cane stupido: sempre pronto ad abbaiare e financo a mordere la mano che lo nutre, ma incapace di sopravvivere senza di essa (ma siccome il cane non è affatto stupido, nella realtà nessun cane si comporta così).
La differenza tra me e te non è il coraggio, ma l’ipocrisia.
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“Non siamo “schiavi” per scelta, ma perché a suo tempo il più forte si è imposto su di noi, anche se a molti fa comodo dimenticarlo.”
Ah, se non ci fossi tu a ricordarcelo, signora mia!
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“Tra le altre cose, prevedevano quarant’anni (abbondanti) di sottosviluppo, e libertà da terzo mondo.”.
Petitio principii: e vissero tutti felici e contenti (nel primo mondo).
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Insomma dei vigliacchi furbi, come quei mezzadri che rubavano le uova al padrone mentre lui si mangiava le galline, ma guai a venir scoperti, pena perder tutto e ritrovarsi sotto un ponte.
PS, già, perché i nostri politicanti, prima di ogni elezione si recano in pellegrinaggio presso l’ambasciata usa di Roma?
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Meglio un vigliacco furbo che un coraggioso stupido, e anche un po’ ipocrita come te (dato che il tuo coraggio è solo a parole, ma ad unirti alla schiera dei coraggiosi non ci pensi proprio).
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Meglio un vigliacco furbo che un coraggioso stupido… che Catalano scànzate!
PS: non si capisce perché il vigliacco deve essere necessariamente furbo e il coraggioso, stupido, ma vabbeh, abbiamo a che fare col “pezzo grosso”, è capibile…
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Non si capisce perché tu ti rivolga a me: l’abbinamento l’ha fatto Cagliostro (che non sarà un “pezzo grosso”, ma rimane pur sempre un pezzo da 90, in quanto ad ipocrisia: siete fratelli, in questo), io gli ho semplicemente ribaltato l’esempio.
La mia opinione è un’altra: non ci sono né vigliacchi né coraggiosi, ma solo furbi e stupidi (i leoni da tastiera rientrano nella seconda categoria).
Se non hai nulla da aggiungere nel merito, come (quasi) sempre, direi che anche per questa volta il sermone filologico possiamo darlo per fatto.
Riverisco.
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Se di ipocriti vogliamo parlare caro Jonny dio tu li batti tutti,
Dovresti anche vergognarti visto che campi d’ipocrisia, ora puoi tornartene a leccare il c..o agli ammeri-cani che ammiri tanto,
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Quindi, per esclusione, tu dovresti rientrare nella categoria dei furbi, giusto? C’avrei giurato.
Sempre sia lodato.
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Comprendo e compatisco la tua avversione al merito dei discorsi, unita alla scarsa capacità di comprensione di un testo di poche righe (peraltro solo simulata, per aggiungere un tocco di simpatico squallore) ma guarda che io non mi stavo certo riferendo a me o a te.
Odio spoilerare, ma è tutto scritto qua sopra, lo riporto per comodità: ora fai la tua analisi logica, e vediamo se capisci qual è il soggetto.
P.S.: nel merito, proprio nulla di nulla?
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“…gli italiani, diversamente da chi li accusa, sono semplicemente FURBI…”.
E tu che capisci al volo testi complicati, sei per caso un Maori?
Ah ah ah! Jonny Dio, “un caro ragazzo”, campioncino di fuffa ben incartata, con “alle spalle un buon percorso scolastico” che non gli è servito evidentemente a nulla.
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Riportiamo per comodità anche questo:
“Nella fattispecie il risultato ottenuto, che suscita l’indignazione di molti, è che NOI italiani siamo, da sempre, dalla parte del più forte (e quand’anche il più forte dovesse cambiare, cambieremmo sponda anche noi, come peraltro pluridimostrato dalla nostra Storia, verso la quale sarebbe bene mostrare un po’ di rispetto), E CHIAMATECI SCEMI: se non puoi essere il più forte, almeno alleati con lui.”.
E adesso ci venga a dire, il caro ragazzo (cit.), che questo non corrisponde alla lettera al suo modus vivendi, da furbetto di infima tacca (d’altronde è un ammiratore di Di Mario…), anche se, nel caso specifico, non riveste “posizioni di comando e solo per quanto concerne la politica estera”.
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Sei solo capace di buttarla sul personale: se fossi un minimo furbo dovresti aver capito da tempo che con me non attacca (appunto).
La realtà è che non sai nulla di me (e sei anche poco fortunato quando tiri ad indovinare); inoltre chi sono e ciò che faccio non ha alcuna attinenza con ciò che ho da dire, sul quale evidentemente non hai nulla da replicare.
Date le tue NULLE argomentazioni nel merito, non mi rimane che ringraziarti per aver confermato ancora una volta le mie parole.
Baciamo le mani.
P.S.: vengo ancora una volta incontro alla tua ricercata ottusità precisando che non sono particolarmente ammiratore di Di Maio, ma non sono nemmeno tanto smemorato come molti dei suoi più feroci detrattori infosanniti, che ammirano Conte e se ne vanno in giro con la medaglia del RdC appuntata sul petto, dimenticandosi che senza il mai troppo vituperato Giggino a quest’ora non avrebbero conosciuto né l’uno né l’altro.
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“se fossi un minimo furbo dovresti aver capito da tempo che con me non attacca…”
Ah ah ah! Eccome se attacca! Se continui a rispondermi, la cosa non scivola affatto… ahahah… Poi, quello furbo sei tu, io faccio parte dell’altra metà degli itaGliani stupidi in quanto leNoni da tastiera, perciò di che cosa ti stupisci?
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Stai vaneggiando, Cagliostro: dove mai avresti letto che li ammiro? Io li detesto come e più di te, solo non sono tanto ipocrita da lagnarmene su un blog registrato su un dominio americano, che utilizza una piattaforma americana, ospitata da server americani su di un medium inventato dagli americani.
Vedo pregi e difetti, e capisco che mi conviene tacere (inoltre detesto i piagnistei, specialmente se fini a sé stessi).
Parlando d’ipocrisie, mi sorge il dubbio che tu conosca poco il significato del termine: intanto perché chiami così la mia coerenza, ma anche e soprattutto in considerazione delle vette da te toccate recentemente, a proposito di quei famosi ucronazi da sterminare, poi improvvisamente diventati delle povere vittime da difendere, quando il pericolo erano le armi all’uranio impoverito di quei kattivoni degli angloamericani e, ora che la notizia è uscita dall’Agenda Putin, immancabilmente tornati il “cancro ucronazistan” da estirpare (come da previsione).
Praticamente, la definizione da manuale.
Purtroppo il Correttore Ortografico (con master in forme arcaiche) del blog non può aiutarti, data la fratellanza di cui sopra.
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@jd
se tu sei furbo, io sono contento di essere stupido
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@ Fos: contento te, contenti tutti.
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La risposta che mi aspettavo da un coraggioso come te
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Ma sapete solo parlare di me?

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Fai simpatia alle persone, caro (cit.).
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