Anche se non rivela per chi ha votato alle primarie del Pd, si sa che Romano Prodi fa il tifo per Elly Schlein alla quale, mercoledì sera da Lilli Gruber, ha mandato un messaggio, anzi due. “Deve puntare al centro […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Anche se non rivela per chi ha votato alle primarie del Pd, si sa che Romano Prodi fa il tifo per Elly Schlein alla quale, mercoledì sera da Lilli Gruber, ha mandato un messaggio, anzi due. “Deve puntare al centro ora che è più facile con i litigi di Calenda e Renzi, recuperi i moderati o perderà le elezioni”. Poi le chiede “di comporre le diversità con un compromesso nobile su tutto, politica economica, sociale e diritti”. Vedremo se e come la giovane leader riuscirà a tenere insieme la sinistra e i misteriosi moderati, ma la domanda più urgente riguarda la strategia dell’opposizione dem al governo delle destre. Di un compromesso nobile pure con Giorgia Meloni l’artefice dell’Ulivo non ha parlato, ma qualcosa ha fatto intravedere con gli auguri alla premier di superare le difficoltà del governo “perché abbiamo bisogno di stabilirci stabilmente nella politica europea”. Con il contributo del Pd, par di capire dal tono dell’europeista Prodi, sarebbe meglio.
Il fatto è che una volta chiusa la complicata partita sulla segreteria, Schlein si è concessa una meritata vacanza dalla quale non è chiaro se riemergerà con un profilo di opposizione intransigente o possibilista, caso per caso. Sull’invio delle armi a Kiev si è già mossa camminando sulle uova per non mettersi contro l’altra metà del cielo, quella dei Bonaccini-Guerini che mai avrebbero accettato di condividere una scelta “pacifista”, del resto ampiamente minoritaria al Nazareno. Sull’economia prevalgono lo stesso i ritmi cadenzati. Se da una parte il responsabile economico Antonio Misiani giudica il Def un documento “debole e rinunciatario” (ma niente colpi di testa) il responsabile Riforme e Pnrr, Alessandro Alfieri (minoranza interna) dice di sentire “tutta la responsabilità del momento, anche se dall’opposizione, perché vogliamo che il Pnrr sia un successo per l’Italia”. Tanto da proporre “una bicamerale in modo da potere accompagnare il lavoro del governo avanzando le nostre proposte, vista la posta in gioco” (Il Foglio).
Insomma, non esattamente una lotta dura senza paura quella del nuovo Pd se non, forse, sui diritti. Che, tuttavia, “non possono diventare la bandiera esclusiva di un partito” (e se lo dice Prodi…).
“Deve puntare al centro ora che è più facile con i litigi di Calenda e Renzi, recuperi i moderati o perderà le elezioni”
Ecco un esempio di dest-riga.
Gliene stanno impartendo diversi, ultimamente, alla signora Schlein. Aspettiamo che la neo segretaria si decida e poi anche il M5* prenderà la propria strada. Con calma, senza correre, “dietro la sua bella riga gialla” (cit. Guzzanti/Prodi, ma stavolta buona anche per Conte).
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Giansenio,
Ma il contrario de sti “moderati “ chi sono , gli “scalmanati”?
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😂 credo di si
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Mi riferisco a questo (Guzzanti stratosferico) 👇
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“L’Ulivo è un albero, mica va a spasso”. Fenomenale
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…”una volta chiusa la complicata partita sulla segreteria, Schlein si è concessa una meritata vacanza”. Ohhh poverina, a questo punto meritava le Hawaii per due anni: competere col Bonaccione (ora presidente…) dev’essere stata una roba, che neanche Cristo in crux.
Del resto tanto il trauma di vedersi sponsorizzare per la segreteria anche e persino da noti satrapi superpìddi senza mai davvero dire “a” quanto quello di farsi gazebbare in cima da tutti tranne che dagli iscritti a quello che non era nemmeno più il suo partito dev’essere stato indicibile: a tutt’oggi le parole per definire eticamente tutto questo quasi non le trovo più nemmeno io. E poi che fretta c’è, col Paese nella m£rda più nera (è il caso di dirlo) e il pippiriddì ormai ridotto a una farsesca, scadente sitcom… Buone vacanze.
Sul Mortadella no, non mi va più di dire niente, oh Signore no ma proprio no. Preferisco andare a raggomitolarmi in un angolo, in posizione fetale.
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Insomma un Letta2 .
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Così parlò l’ultimo presidente dell’IRI che, in prima fila sul panfilo Britannia (1992), dava l’assenso al discorso del segretario del ministero del tesoro Mario Draghi mentre consegnava un migliaio di aziende statali alle fameliche oligarchie mondiali a prezzi di magazzino. E pazienza se proprio quelle aziende avevano fatto da volano allo straordinario boom economico italiano degli anni ’50 e ’60. I maggiori protagonisti della colossale svendita dei gioielli di famiglia furono i governi di centrosinistra. Iniziò il premier Amato e si concluse con il premier D’Alema, tutti convertiti neoliberali di fede diamantina. Se lo Stato avesse ancora in mano quelle aziende… sai che programmazione di sviluppo economico si otterrebbe ora per il bene comune e non per gli interessi di multinazionali del tutto insensibili ai bisogni degli italiani. Gli stessi italiani che sono in coda nella classifica europea quanto a salari (2% in meno a quelli di 30 anni fa) e a occupazione per lo più precaria (jobs act) e senza gli altri diritti da Statuto dei Lavoratori praticamente abolito.
Ecco perché non ci si può più fidare di quei partiti (ed eredi) responsabili del tracollo industriale del Belpaese. Occorrono partiti con ben altri lungimiranti progetti. Tutt’al più la Schlein potrà ottenere qualche diritto civile in più, condiviso dal progressismo neoliberale a cui interessa principalmente vendere e far consumare beni iper-pubblicizzati. Il resto è roba da “l’uomo come fine”, non certo da uomo come tubo digerente. Peraltro per chi se lo può permettere di… digerire.
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L’area moderata credo che sia composita , comunque ruotante attorno alle piccole e medie imprese , ceto imprenditoriale in sintesi, la cui ricchezza è stata incrementata in proporzione alle azioni dirimenti la classe operaia; che sia parte del tessuto produttivo rimasto non vi è alcun dubbio e che possa spingere il nuovo partito, dal vecchio nome, verso il centro avrebbe la sua ragion d’essere in quel settore parlamentare dove il proprietario si scioglie nel padronato e dove il padronato acquisisce quell’ aurea di una falsa santificazione verso i lavoratori dipendenti che sarebbero subissati gioco forza dal sentirsi in ” chiesa” , parte bassa ma fondamentale di un edificio “sacro” che produce lavoro , benessere e in addivenire uno stralcio pensionistico. Per un partito che ha ormai ormeggiato le lotte scalmanate di sinistra barattando parte dei diritti dei più deboli con un ritorno in termini di potere, l’area centrista sembrerebbe un alveo naturale, se non fosse per la foga estraniante di decreti a favore di un belligerare forzato e indistinto che li posizionerebbe in un incavo di destra all’interno dell’ala maggioritaria.
Quindi un corpo estraneo al tessuto sociale composto per un’alta percentuale da poveri, costretti a giocare a bussola con la propria vita e le proprie necessità fondamentali non più garantite, mentre l’apice del partito si trastulla con un fuoco atomico in virtù di passaggi sopraelevati di ingenti guadagni che non devono toccare terra. E il ponte sullo stretto si raccorda bene a queste dinamiche perorate da un’élite politica amministrativa e governativa , sia in auge che in ombra, che tende a creare lavoro in opere sempre più immense a cui far partecipare costellazioni di aziende , anche se il vero lavoro sarà fra le mani di operai, questi pedoni sconosciuti.
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Gli amministratori locali del PD rispondono benissimo a questo eclettismo del partito che se da un lato propaganda diritti dall’altro li toglie ed è la mancanza insieme alle azioni repressive che fanno della scaletta la classica scala del pollaio; credo che il prode Prodi abbia ammiccato al nuovo segretario come pilotare la nave sulle lunghe rotte , verso il centro in ambito locale e nazionale e verso i poli affaristici del mondo finanziario globale per avere punti positivi . Ma tutto si presenta ben secretato da modellare passo passo sotto il grande ombrello Nato di cui ormai l’Europa ne è solo una bella scarpa, quella persa . Il segretario ascolterà le pulci all’orecchio o si darà il tempo per pensare a nuove politiche che abbraccino i fuscelli rimasti? Le idee sono favole e come tali da porre accanto al camino e da usare in caso mancasse legna da ardere.
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