La Gran Bretagna sui migranti illegali: “Niente asilo, bando a vita e trasferimento immediato in Ruanda”

Il piano del governo di Rishi Sunak: chi arriverà attraversando la Manica sarà detenuto e portato in Paesi «sicuri», sarà bandito a vita dalla Gran Bretagna e non potrà mai ottenere la cittadinanza britannica. La protesta dei gruppi per i diritti umani e l’ammissione di funzionari governativi: «Siamo al limite della legalità internazionale»

La linea durissima della Gran Bretagna sui migranti illegali: «Niente asilo, bando a vita e trasferimento immediato in Ruanda»


(di Luigi Ippolito – corriere.it) – LONDRA — Linea durissima del governo di Rishi Sunak contro gli sbarchi illegali: tutti i migranti che arrivano attraverso la Manica non potranno più chiedere asilo, ma saranno detenuti e deportati al più presto possibile verso il Ruanda o altri Paesi ritenuti «sicuri».

È la risposta di Londra a un’emergenza che ha visto nel 2022 l’arrivo sulle coste britanniche di oltre 45 mila persone a bordo di imbarcazioni di fortuna: una questione diventata rapidamente una priorità per l’opinione pubblica e una spina nel fianco per i governi conservatori.

Pertanto martedì 7 marzo il governo presenterà una legislazione che ha già scatenato le critiche dei gruppi per i diritti umani e che funzionari governativi ammettono essere «al limite» della legalità internazionale.

Decine di migliaia di persone potrebbero essere detenute in siti militari e il ministero dell’Interno avrà l’obbligo legale di deportarle «appena è ragionevolmente fattibile»: norme che si applicheranno anche alle famiglie e perfino ai minori non accompagnati.

Tutti gli immigrati illegali si vedranno inoltre comminare un bando a vita a tornare in Gran Bretagna e non potranno mai più ottenere la cittadinanza britannica.

Dall’altro lato, il governo ha promesso che aprirà rotte «legali e sicure» per i richiedenti asilo, anche se non ha specificato in che modo: «La possibilità di insediarsi in questo Paese e di diventare cittadini britannici non è un diritto umano, è un privilegio – ha detto una fonte governativa –. Questo è perché bandiremo gli immigrati illegali».

E il premier Sunak ha aggiunto che «l’immigrazione illegale è ingiusta per i contribuenti, è ingiusta per quelli che vengono qui legalmente ed è sbagliato che le gang criminali siano autorizzate a continuare il loro commercio immorale. Dunque capiamoci bene: se vieni qui illegalmente, non potrai rimanere».

Ma il Consiglio per i Rifugiati ha replicato che in questo modo decine di migliaia di profughi che avrebbero diritti all’asilo finiranno «ingabbiati come criminali» e che il piano del governo rappresenta una violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati.

Secondo il Consiglio, due terzi dei migranti sbarcati lo scorso anno avrebbero diritto all’asilo: e infatti quasi tutti quelli arrivati da Afghanistan, Eritrea o Siria lo hanno ottenuto.

Già l’anno scorso il governo britannico aveva provato a deportare gli immigrati illegali in Ruanda, Paese col quale ha stretto un accordo in merito: ma i voli erano stati bloccati da un intervento all’ultimo minuto della Corte europea per i diritti umani. Adesso Sunak intende inserire nella nuova legge un «freno» alla giurisdizione della Corte: e l’ala destra del suo partito sta facendo pressione perché Londra si ritiri del tutto dalla Convenzione europea sui diritti umani.

La mossa del premier britannico va letta in chiave elettorale: dopo il successo ottenuto con l’accordo sull’Irlanda del Nord, Sunak intende scavare un solco con l’opposizione laburista, che resta saldamente in testa nei sondaggi.

L’immigrazione illegale è tornata in cima alle priorità dell’opinione pubblica, subito dopo l’economia e la sanità: e l’87% del pubblico ritiene che il governo stia gestendo male la questione.

Dunque il premier ha fatto dello stop agli sbarchi una delle sue priorità per quest’anno. L’atteggiamento dei britannici verso l’immigrazione è però ambivalente: dopo la Brexit, contrariamente a quello che si poteva pensare, c’è stato un boom di arrivi dall’estero, più di un milione solo nell’anno scorso.

Ma si tratta di immigrati legali, per buona parte studenti o personale qualificato, rispetto ai quali l’opinione pubblica è abbastanza rilassata: l’inquietudine si manifesta invece nei confronti degli sbarchi illegali, di fronte ai quali c’è la sensazione di una situazione fuori controllo. L’ostilità dunque non è nei confronti dell’immigrazione tout court, ma contro la mancanza di regole e il rischio di un afflusso indiscriminato.

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2 replies

  1. Al momento si specula se le 2 destinazioni scelte dal governo britannico rimarranno Ruanda 😮 e Albania 😱

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