Il mitologico Nordio, tra follia giuridica e genio del nonsense

Il fragoroso successo della petizione del Fatto Quotidiano, che chiede le dimissioni di Carlo Nordio, dimostra come l’attuale ministro della Giustizia sia riuscito in poche settimane a risultare insopportabile a un sacco di italiani. Strano, perché […]

(di Andrea Scanzi – Il Fatto Quotidiano) – Il fragoroso successo della petizione del Fatto Quotidiano, che chiede le dimissioni di Carlo Nordio, dimostra come l’attuale ministro della Giustizia sia riuscito in poche settimane a risultare insopportabile a un sacco di italiani. Strano, perché – anche se non sembra – l’assai vispo Nordio ha molti fan. Un anno fa la Meloni lo scelse addirittura come candidato di bandiera di Fratelli d’Italia al Quirinale. Ve lo immaginate? Nordio presidente della Repubblica. Meraviglioso. E magari Giletti nuovo Montanelli. Ora: se è vero che la Meloni anni fa propose financo Vittorio Feltri come capo dello Stato, e dunque il Quirinale lo odia proprio, è altrettanto certo che il guizzante Nordio abbia non pochi estimatori. Giovedì scorso, parlando di lui, Paolo Mieli ne ha addirittura tessuto le lodi come “intellettuale”, raccontando di quanto ami leggerne gli scritti e ascoltarne il Verbo. Nato a Treviso nel 1947, Nordio entra in magistratura nel ’77. Colleziona successi (contro le Brigate Rosse venete), polemiche (contro il pool di Milano durante Mani Pulite) e fallimenti (l’inchiesta sulle “cooperative rosse”). Dichiaratamente liberale, si definisce atlantista ed europeista. A chi gli ha rinfacciato d’esser troppo vecchio per fare il ministro, ha replicato che alla sua età Winston Churchill sconfisse Hitler. (E la cosa bella è che, mentre lo diceva, era serio). Ciclicamente incline all’autogol, per bombardare il disegno di legge Zan arrivò a dire che – per assurdo – quella legge avrebbe potuto punire anche chi contesta la pedofilia, intesa come “orientamento sessuale”. Il geniale Nordio dimentica evidentemente la sottile differenza tra orientamento sessuale e psicopatologia. Il mitologico Nordio, tra una cosa e l’altra, è anche a favore del ripristino dell’immunità parlamentare. Però ha anche dei difetti. Da settimane il nostro eroe senza macchia e senza paura è al centro di polemiche per la sua posizione sulle intercettazioni. L’opposizione (di cui ovviamente non fanno parte Calenda e Renzi) lo attacca e perfino Salvini ne prende quasi le distanze. Di contro, Forza Italia lo adora (per forza: è il ventriloquo del peggior berlusconismo finto-garantista) e la Meloni da una parte finge sdegno (per tener su i sondaggi) e dall’altro lo blinda: chiamatelo, se volete, paraculismo post-fascista.

La progressione del veemente Nordio sulle intercettazioni ha raggiunto ormai un livello di comicità involontaria, di delirio contenutistico e di follia giuridica da renderlo quasi un genio contemporaneo del nonsense. In breve. In campagna elettorale, Nordio dice che vuole abolire le intercettazioni e la spara così grossa che persino la sua coalizione gli fa sapere che una roba simile non hanno avuto il coraggio di concepirla neanche loro. Nordio non molla, la Meloni lo premia e lui riparte. Prima dice che le intercettazioni costano troppo (falso). Poi che i mafiosi non parlano al telefono (e Messina Denaro lo arrestano grazie alle intercettazioni e ai suoi due telefonini). Quindi mette la toppa peggiore del buco e dichiara che i mafiosi parlano sì al telefono, mai però dei loro reati (falso pure questo). Infine, all’apice del suo crescendo rossiniano, accusa i pm antimafia di essere mezzi bipolari, di voler comandare sui politici, di vedere la mafia ovunque e di avere una visione della realtà “panmafiosa” (eh?). O Nordio è un incompetente cosmico, oppure ha un’idea di giustizia al cui confronto Alfano e Castelli erano Davigo. In un Paese normale, uno così non sarebbe mai stato ministro. In un Paese come l’Italia, è normalissimo che abbia potere e successo.

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8 replies

  1. Mi tocca rubare 5 minuti alla vacanza.
    “Il fragoroso successo della petizione del Fatto Quotidiano”? Quale successo? Se l’italia fosse un paese normale, le firme della petizione sarebbero state almeno 200 volte di più! 150000? Almeno 30 milioni… minimo minimo!

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  2. “Il fragoroso successo della petizione del Fatto Quotidiano, che chiede le dimissioni di Carlo Nordio …. ”

    La petizione conteggia ad ora circa 150mila firme.

    In Italia siamo circa 59/60 milioni. Di questi, circa una decina di milioni è minorenne e non la consideriamo come partecipante alla petizione. Quindi, restano circa 49/50miloni di persone.

    Di queste 49/50 milioni di persone, i lettori del fatto quotidiano sono circa 475mila (fonte Wikipedia, non so se aggiornata ad oggi). Magari sono di più (non voglio certo fare un torto al Fatto) ma per il ragionamento che segue è meglio se sono meno.

    A prescindere da quel che si pensa di Nordio, parlare di “fragoroso successo” della petizione (che totalizza più o meno il valore di altre iniziative analoghe del Fatto) quando non totalizzi nemmeno il totale dei tuoi lettori abituali, mi sembra un filino ottimistico (diciamo partigiano, va là … 😊)

    Ripeto: a prescindere dall’opinione su Nordio che può benissimo essere negativa. Il commento appena fatto è inerente il “fragoroso successo” (copy Scanzi né; ah, be’ allora …)

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    • Diciamo che se tu sapessi quel che scrivi, invece di sparare a raffica cassate, vedresti che su change.org questa petizione è entrata già tra le 100 più votate di sempre. Ma tanto a lorsignori non importa una sega, questo è vero.

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