Siamo un paese di troppi vecchi

Covid non ha invertito la tendenza. Musatti, che era al di là di ogni sospetto perché aveva 90 anni, ha detto: “Un mondo popolato in maggioranza da anziani mi farebbe orrore”. Secondo calcoli probabilistici, molto attendibili, quelli che sono giovani oggi […]

(DI MASSIMO FINI – Il Fatto Quotidiano) – Secondo calcoli probabilistici, molto attendibili, quelli che sono giovani oggi riceveranno la pensione a 72 anni. Ma che bella festa, non fai tempo a raggiungere l’agognata pensione che sei già dre’ a murì. Che poi la pensione sia agognabile è molto discutibile, solo la Modernità poteva inventare un istituto così atroce: da un giorno all’altro tu perdi di colpo il ruolo, per quanto modesto, che hai avuto nella società, “e adesso vai a curare le gardenie povero, vecchio e inutile stronzo” oppure a interessarti di cose di cui non ti è mai fregato nulla, vedi le tragicomiche figure di Bouvard e Pécuchet in Flaubert.

È vero che l’aspettativa di vita media si è allungata, 79,4 anni per gli uomini e 84,5 per le donne (non si vedono in giro che vedove), rispetto all’era preindustriale in cui l’aspettativa di vita era intorno ai settant’anni: quando padre Dante nella Commedia scrive “Nel mezzo del cammin di nostra vita” ha 35 anni, il che vuol dire che a quei tempi si considerava ragionevole raggiungere i settant’anni, del resto il biblista dice “Settanta sono gli anni della vita dell’uomo”. Abbiamo quindi sgraffignato alla Natura una dozzina di anni, ma c’è da vedere come si vivono questi anni. Innanzitutto nessuno può togliere a una persona di quell’età l’angoscia di sapere che la Nobile Signora ha già alzato la sua falce ed è pronta ad agguantarti con un infarto devastante o si è accoccolata in te sotto forma di un tumore non ancora diagnosticato. È la storia degli ultimi anni di vita di Gianluca Vialli, forse sarebbe stato meglio per lui se la morte l’avesse colto quando giocava ancora, nello splendore della giovinezza (“Caro agli dei è chi muore giovane”, Menandro).

Lì per lì chi potrebbe essere contrario ad un allungamento della vita, non solo della sua ma del genere umano? In realtà l’allungamento della vita si è rivelato un boomerang. Ci stiamo confezionando un mondo di vecchi e Cesare Musatti, che era al di là di ogni sospetto perché aveva 90 anni, ha detto: “Un mondo popolato in maggioranza da vecchi mi farebbe orrore”. Inoltre questa gerontocrazia plebea incide sul tasso di fertilità, che è basso in tutto il mondo che chiamiamo occidentale, ma in particolare in Italia che negli ultimi tempi ha superato persino il Giappone e si pone come prima in questa sinistra classifica (1,24 nascite per donna nel 2020, il Giappone è a 1,34).

I vecchi sono per definizione “fragili”, tanto è vero che adesso gli si vuole imporre la quarta e la quinta dose del vaccino che a parer mio, insieme soprattutto al lockdown, è stato più devastante del Covid. Il lockdown ha imposto agli anziani un’immobilità pressoché assoluta e per un vecchio l’alternativa è: o muoversi o perire. Ci ha imposto la solitudine ed è statistico che la solitudine uccide più del fumo (sia detto di passata, io sono abbastanza convinto che a furia di immunizzarci su tutto il nostro sistema immunitario ha perso, coperto com’è su tutto, la sua naturale capacità di risposta, per cui basta un niente come il Covid per metterci nell’angolo).

Ci sono poi delle fragilità che per quanto ci si berlusconizzi non possono essere evitate. Lo vediamo anche in molti governanti anziani. Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, 71 anni, durante una cerimonia si è pisciato addosso, Joe Biden sembra stare in piedi per miracolo.

Certo la mente può rimanere lucida, ma questo è il peggio del peggio perché assiste impotente all’inesorabile degrado del corpo, siano alzate lodi all’arteriosclerosi e all’Alzheimer (il dramma passa a chi deve accudirli).

Un mondo di vecchi presuppone che ci sia un manipolo di giovani che sostengono legioni di anziani. Il giovane di oggi e anche quello un po’ meno giovane, poniamo dei sessantenni, si trova in questa fourchette: da una parte c’è l’affetto che lo lega ai suoi vecchi genitori, che hanno avuto l’imperdonabile cattivo gusto di rimanere in vita, dall’altra se si dedica a questi non vive più lui oppure li manda, con grave senso di colpa, in una Rsa (attenzione: spostare un vecchio dalla sua casa e dalle sue abitudini, anche senza pensare alle Rsa, è quasi sempre mortale).

Abbiamo detto che l’allungamento della vita o il suo mantenimento a tutti i costi si è rivelato un boomerang. Sono le “trappole della ragione” come le chiamavano i filosofi quando esistevano ancora. E qui si innesta il discorso sulla Tecnica, affrontato di recente anche da Papa Bergoglio nel suo libro La dittatura dell’economia: “Di fatto la tecnica ha una tendenza a far sì che nulla rimanga fuori dalla sua ferrea logica”. Ma prima di lui ci era arrivato Max Weber nel 1918 con le sue lezioni poi raccolte in un volume titolato Il lavoro intellettuale come professione: “Prendete una tecnologia pratica così sviluppata scientificamente come la medicina moderna. Il ‘presupposto’ generale di questa attività è – in parole povere – che sia considerato positivo, unicamente come tale, il compito della conservazione della vita e della riduzione al minimo del dolore. E ciò è problematico. Il medico cerca con tutti i mezzi di conservare la vita al moribondo, anche se questi implora di esser liberato dalla vita, anche se la sua morte è e dev’essere desiderata – più o meno consapevolmente – dai suoi congiunti, per i quali la sua vita non ha più valore mentre insopportabili sono gli oneri per conservarla, ed essi gli augurano la liberazione dai dolori. Ma i presupposti della medicina (sia stramaledetto Ippocrate, ndr) impediscono al medico di desistere. La scienza medica non si pone la domanda se e quando la vita valga la pena di esser vissuta. Tutte le scienze naturali danno una risposta a questa domanda: che cosa dobbiamo fare se vogliamo dominare tecnicamente la vita? Ma se vogliamo e dobbiamo dominarla tecnicamente, e se ciò, in definitiva, abbia veramente un significato, esse lo lasciano del tutto in sospeso oppure lo presuppongono per i loro fini”.

Il problema di fondo è che ci siamo allontanati troppo dalla Natura e non siamo più in grado di governare ciò con cui l’abbiamo sostituita. Un Nobel, ma anche Steve Jobs, Bill Gates, Zuckerberg, può avere un’intuizione geniale ma non è in grado di prevedere le varianti che mette in circolazione. Per restare al tema di questo articolo abbiamo la necessità di sfoltire, siamo troppi e troppo vecchi. Il Covid avrebbe potuto essere un’ottima occasione, ma i suoi risultati sono stati deludenti.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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13 replies

  1. Grazie Massimo, tanto abbiamo vissuto e perso l’opportunita’ di morire prima ! La curiosita’ ci tiene in vita

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  2. Chissà perchè nessuno scrive mai, dopo “tirate” come queste: “A 60 anni toglierò il disturbo”.
    Non è mica proibito.
    Ovviamente in questa società bambini e vecchi non hanno alcun ruolo. Bambini perchè si è tali fino alla meggiore età, poi si diventa “ragazzini” e fino ai 50 “ragazzi”: adulti mai, Vecchi perchè scomodissimi: come i bambini hanno bisogno di aiuto (è il cerchio della vita che si richiude) e non possono più venire sfruttati dal Mercato, vuoi perchè ormai “indatatti” a produrre, vuoi perchè poveri e non consumano.
    Al massimo, il contributo che possono dare è quello dei “lasciti” (visto quante pubblicità?) e delle RSA, che si prendono la pensione. Insomma, vuoti a perdere. Che poi in questa “bittiglia” abbiamo bevuto e stiamo bevendo tutti, nessuno ce lo ricorda: i vecchi hanno saggezza e memoria:, meglio sotterrarli in fretta.

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  3. La chiusa dell’articolo sarebbe da applicare all’autore nichilista, che pare disprezzare la vita.
    Il problema demografico dovrebbe essere in cima agli impegni di ogni politico a veduto.
    E nella mente di ogni cittadino.
    Invece prevale l’ignoranza con le conseguenze elettorali che viviamo.
    La popolazione italiana si sta estinguendo velocemente, con un vero e proprio tracollo, statisticamente parlando, nella prossima decade.
    Meno popolazione si tradurrà in minori consumi, in minore produzione per soddisfarla, ma pure paradossalmente in un minor numero di lavoratori per tenere in vita determinate attività economiche.
    Diminuiranno imposte, tasse e Tributi necessari al funzionamento della macchina statale.
    Soprattutto crolleranno i contributi previdenziali previdenziali versati da chi produce per “pagare” le pensioni a chi le sta percependo. Nel Sud Italia il numero dei pensionati ha già superato quello dei lavoratori attivi, risultato dello spopolamento figlio dell’emigrazione.
    Ma si estenderà al resto della penisola.
    Primo problema È la tenuta del sistema previdenziale, foriero di problemi sociali.
    Aumenteranno i contributi INPS a carico di lavoratori e datori?
    Verrà procrastinata in avanti ulteriormente l’età per godere della rendita previdenziale?
    Verranno ridotte le prestazioni erogate?
    Verranno sterilizzati i contributi di chi avesse versato complessivamente meno di quindici anni, condannando ad un’indigenza perenne?
    L’Italia si avvia a diventare uno Stato abitato da zombies. Vecchi, soli, fragili, malati, poveri.
    Un Olocausto di sofferenza che non vogliamo guardare, preferendo premiare e proteggere i criminali vincitori nella lotta per la vita in questa giungla.
    Ci sono paesini, lungo tutta la dorsale appenninica, di cui si perderà il ricordo, che dopo la cancellazione dello status di Comune si trasformeranno in spettrali agglomerati di pietre che saranno fagocitati dalla selva.
    Una risposta, quella più sensata e veloce, costruirebbe un sistema di inclusione sociale per immigrati, ai fini dei consumi e della produzione.
    Poi bisognerebbe abolire d’imperio TUTTE le strutture sanitarie PRIVATE che hanno generato corruzione, hanno drenato risorse pubbliche per arricchire i privati che ne sono proprietari.
    Trovo IMMORALE che si permetta a pochi di arricchirsi sulle sofferenze e sul dolore della popolazione. Con l’aggravante di evitare l’assistenza di base, la ricerca scientifica a carico delle università pubbliche,
    E giungo alla terza iniziativa da intraprendere, cioè il rafforzamento dell’istruzione pubblica ELIMINANDO tutti i contributi a favore delle scuole private, in pratica degli sconti sulle esose rette sfruttate dai “ricchi” mentre la massa viene confinata nei lager di classi pollaio, in strutture fatiscenti e pericolanti.
    Asili nido e scuole materne presenti in ogni agglomerato urbano, per sollevare da tale assistenza i genitori lavoratori, in primis le mamme.
    Avere come modello di organizzazione sociale quello dei paesi più virtuosi, che sono gli scandinavi.
    Queste sono politiche di SINISTRA, per chi ancora crede nel significato e nella valenza simbolica di questa parola, che ben si contrappone alla crassa ignoranza, al liberismo monopolista, al razzismo e a un becero confronto sociale fondato sulla forza manesca dei cavernicoli che si sono impossessati del potere pur essendo infima minoranza.

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  4. Credo che poche volte M.F. abbia scritto tante …( lascio alla vostra fantasia la definizione), tutte insieme e contemporaneamente. Dalla citazione di Weber ( una delle sue molteplici caxxte) – chi stabilisce come e quando una vita valga la pena di essere vissuta, come si evita che gli eredi spediscano in anticipo al Creatore qualcuno per mettere le mani sui suoi beni ? -; all’invito a sgomberare (dia l’esempio e si tolga di mezzo); al preferire una morte in giovane età agli orrori della vecchiaia ( ma vaffa): pertanto la guerra in Ucraina è una splendida occasione che tanti giovani non hanno voluto perdersi ( arivaffa); al fatto che una vita sia compiuta solo se si ha un ruolo nella società, anche se espone al farsela addosso e alla pubblica ostentazione del rimbecillimento senile ( contraddizione).
    In breve: sembra auspicare un mondo di tanti giovani europei che fanno concorrenza ai terzomondisti in ignoranza e miseria e prolificità.
    Poveretto.

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  5. Il “discorso” DELL’LTIMA DELLE TRE GRAZIE.”Da sibilla “vergine” e originale”.Qui si fa l’Italia o si muore!…pare di averla già sentita il 15 maggio 1860.Facendo un paio di conti dopo 136 anni non si è fatto granché. Adesso è arrivata “Lui” da Marte e risolverà tutto.Non spiega mai che idea ha dell’ipotetico futuro che realizzerà e chi lo pagherà? Insieme a quel branco di lupi affamati che sono i suoi “soci”.Ci daremo al cannibalismo?Questa è la vera domanda da fargli.Non si sa se ridere ho “piangere”.In verità.Massimo Fini la vecchiaia è una brutta bestia non renderla peggiore di quella che in realtà è.Tutti i vecchi credo si facciano le stesse domande e si diano le stesse risposte.Volevi bestemmiare?Fallo.

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  6. Andrò al funerale di Fini, quando tirerà le cuoia.
    @ Nel Sud Italia il numero dei pensionati ha già superato quello dei lavoratori attivi, risultato dello spopolamento figlio dell’emigrazione.
    Vuol dire che tutti ma tutti i governi hanno fallito , e magnato bene, e non hanno fatto una mazza per tirare fuori dal terzo mondo il meridione.

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    • Chi ha (s)governato la Sicilia, la Calabria, la Basilicata finendo indagati e condannati per varie forme di corruzione e collusione mafiosa? LE DESTRE!!
      Che piaccia o meno alla maggioranza silenziosa plagiata inconsciamente o per scelta dal fascio-berlsconismo ma la Puglia, sotto il doppio mandato del “comunista” Vendola ha conosciuto uno sviluppo turistico senza precedenti, grazie a scelte lungimiranti come l’aver puntato sullo sviluppo culturali delle proprie peculiarità, delle tradizioni, del territorio da preservare per metterlo in vetrina favorendone all’utente turista che ne beneficia.
      Altro è si sono concentrati su una cementificazione inutile e sulla devastazione della sanità, tagliando prestazioni miopemente in presenza dell’inverno demografico.
      La lega ladrona, in barba a qualsiasi propaganda che ottunde la ragione, ha provveduto a drenare risorse destinate a colmare le carenze del meridione per dirottare al nord.
      Miliardi per:
      Tunnel sulla To-Lione.
      AV tra Torino e Trieste
      Gronda ligure
      AV Ge-Mi
      Expo Milano
      Pedemontana tra Varese e Bergamo
      Olimpiadi Torino
      Olimpiadi Milano-Cortina
      Pedemontana veneta
      Mose Venezia
      Passante di Mestre
      Allargamento autostradale e feroviario del tratto verso il Brennero.
      Ciclopica stazione sotterranea AV a Bologna
      Nuova tangenziale con allargamento dell’A14 a Bologna
      Tratto a doppio binario in galleria dell’avv tra Bologna e Firenze.
      Variante di valico in galleria, a 3 corsie, sull’a tra Bologna e Firenze.
      Al Sud emigrazione, invecchiamento, spopolamento, impoverimento e leggi criminogene a favore dei corrotti, dei collusi e dei mafiosi.
      QUESTI SONO I FATTI, restano le masturbazioni mentali propagandate da coloro che prosperano alimentando paure, scatenando guerre fra poveri verso i più derelitti e miserabili, tipo gli immigrati ma solo quelli neri, facilmente identificabili e ricattabile. Gli altri, sudamericani, cinesi, slavi, cingalesi, indo-pakistani, non esistono.
      Ci sono in questo forum dei difensori ad oltranza, in nome del perbenismo securitario, di questo sfascio. E pretendono pure di venirti a impartire lezioni, tipo il mazxuolatore, Carolina, Andrea, il mangiaratti e altri personaggetti di contorno teatrale.

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  7. @granlupomannaro che scrive:
    “La popolazione italiana si sta estinguendo velocemente…”

    … a ben pensarci, considerando l’attuale popolo italiota… mi verrebbe fin da dire che non tutto il male vien per nuocere…

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