La stampa italiana genuflessa per Ratzinger “santo subito”

Da cattolico. Per il Pontefice defunto preghiera e rispetto, ma anche discernimento. Le beatificazioni invocate da devoti e meno devoti sono fuorvianti. Davvero Joseph Ratzinger santo subito? Più che l’invocazione da stadio dell’anonima folla, a colpire è la genuflessione pressoché generale […]

(DI TOMASO MONTANARI – Il Fatto Quotidiano) – Davvero Joseph Ratzinger santo subito? Più che l’invocazione da stadio dell’anonima folla, a colpire è la genuflessione pressoché generale della stampa italiana. Sembra smarrita una visione sanamente disincantata dei sistemi di potere in generale, e della Curia romana in particolare.

Mio padre, profondamente cristiano e cattolico, mi ha sempre detto che, al posto di quella di Longino, nella crociera di San Pietro si sarebbe dovuta scolpire la statua di Abraam giudeo. Questi, in una delle novelle del Decameron, è un ebreo parigino che comunica ai suoi amici cristiani che si sarebbe convertito alla fede in Cristo, ma solo dopo aver visitato appunto la Curia papale. Grande lo sconcerto degli amici: ben sapendo, dal papa in giù, “generalmente tutti disonestissimamente peccare in lussuria, e non solo nella naturale ma ancora nella sodomitica, senza freno alcuno di rimordimento o di vergogna. Oltre a questo, universalmente golosi, bevitori, ubriachi …; e … tutti avari e cupidi di denari gli vide, che parimente l’uman sangue, anzi il cristiano, e le divine cose … a denari e vendevano e comperavano”. Ma Abraam proprio per questo si converte: “Mi par discerner lo Spirito santo esser d’essa, sí come di vera e di santa piú che alcuna altra, fondamento e sostegno”. In altre parole, se la Chiesa si reggeva nonostante tutta quella ipocrisia e corruzione, doveva proprio essere assistita dall’Alto!

L’amara ironia di Boccaccio riassume bene il disincanto che i cattolici più legati al Vangelo hanno sempre provato nei confronti di un formidabile sistema di potere tenuto in piedi in nome di Colui che ha contestato nel modo più radicale i meccanismi infernali di ogni umano potere. E forse oggi spetterebbe proprio a noi cattolici una critica sostanziale della figura di Joseph Ratzinger: fermi ovviamente restando il profondo rispetto per la persona, e l’ininterrotta preghiera per l’anima sua. Dal campo laico, sull’asserita grandezza del filosofo e del teologo (presentato dai giornali come una specie di somma di Agostino e dell’Aquinate…) aveva già detto parole coraggiose Umberto Eco nel 2011 (“Non credo che Ratzinger sia un grande filosofo, né un grande teologo, anche se generalmente viene rappresentato come tale. Le sue polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole”). Sulla serietà dello studioso ha scritto in questi giorni Silvia Ronchey, ricordando l’uso non solo strumentale, ma filologicamente e storicamente errato, delle parole di Manuele Paleologo su Maometto nel famigerato discorso di Ratisbona.

In generale, colpisce la beatificazione culturale da parte degli atei devoti di colui che ha diretto l’organo deputato alla repressione della libertà di pensiero nella Chiesa, quel Sant’Uffizio (diverso ora nel nome, non già nella missione) che, vituperato quando si rammenti la vicenda di Galileo, diventa invece una specie di libera accademia quando si tratti di celebrare Ratzinger. Anche ai cristiani ciò dovrebbe stare davvero a cuore: e del resto basta ascoltare la voce di Leonard Boff, o ricordare quella di Hans Kung, per sapere quanto inutile dolore abbia inferto la repressione del “pastore tedesco” (indimenticabile titolo del Manifesto il giorno dell’elezione di Benedetto XVI). Ma è forse sull’abdicazione che bisognerebbe riflettere. Che la Provvidenza abbia cavato bene dal male aprendo la stagione di Francesco è un fatto: ma sappiamo bene come i piani del quondam papa fossero opposti.

Soprattutto, colpiva quel ribaltamento dello spirito del Magnificat: Benedetto si dimise dicendo di non avere più forza umana. Quando – da David a Giuditta, a Maria… – è proprio la mancanza di forza, unita all’abbandono a Dio, a ribaltare la logica del mondo: “Quando sono debole, è allora che sono forte”, dirà Paolo. In quelle parole pareva invece radicato il sentire della Curia come potere tutto terreno: quasi neo-pelagiano nel fare, in fin dei conti, a meno di Dio (scriverà poi papa Francesco “ci sono ancora dei cristiani che si impegnano nel seguire un’altra strada: quella della giustificazione mediante le proprie forze, quella dell’adorazione della volontà umana e della propria capacità, che si traduce in un autocompiacimento egocentrico ed elitario privo del vero amore. Si manifesta in molti atteggiamenti apparentemente diversi tra loro: l’ossessione per la legge, il fascino di esibire conquiste sociali e politiche, l’ostentazione nella cura della liturgia, della dottrina e del prestigio della Chiesa”). Impressione rafforzata dalla decisione di riservarsi con un ultimo decreto di pessimo gusto titoli e privilegi, rimanendo in Vaticano e facendosi obiettivamente usare dalla fronda reazionaria che è poi platealmente riemersa in queste ultime ore. Preghiera e rispetto, dunque. Ma anche discernimento: altro che “santo subito”…

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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18 replies

    • Le prime due parole, ovvero “da cattolico”, demoliscono invece Montanari.
      Chi crede che le vergini possano partorire è uguale ad un terrapiattista.

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  1. Quanto scrive inizialmente Montanari mi riporta alla conclusione cui già vari anni orsono giunsi dopo aver studiato, per puro interesse di profano, , la storia del Papato . Che , perché il cattolicesimo sia sopravvissuto e sia ancora praticato da quasi 2 miliardi di umani nonostante quel che han combinato Papi, Antipapi , Papesse e seguito nei secoli, si potrà essere non praticanti, ma è difficile non essere credenti

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  2. E’ istruttivo e divertente leggere le critiche verso un defunto Pontefice ( carica notoriamente facilissima da occupare) professore universitario di filosofia e teologia che qualcosa avrà pure saputo in materia, da parte di qualcuno che si definisce cattolico. Ciò gli basta per dare giudizi. Così come sembra bastasse ad Eco la sua conoscenza di storia medioevale per criticare il sapere filosofico di quel Papa.
    Io ho la patente dal 1969, ma non credo proprio di poter correre in auto all’autodromo di Monza.
    In ogni caso, su Youtube ci sono sia la “lectio magistralis” al Senato del 2004, che l’intervento di Ratisbona. Basta sentirli e ognuno avrà un’idea DIRETTA e PERSONALE sui fatti.

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    • Se posso:
      1.”Carica notoriamente facilissima da occupare“ (ironico). Anche la carica di imperatore di Roma deve essere stata difficilissima da occupare: eppure anche Caligola e Nerone ce l’hanno fatta.
      2. “Da parte di qualcuno che si definisce cattolico” (ironico). E che che quindi pareri “diversi” non può averne e “giudizi” non può darne. Perchè cosa significhi l’essere cattolici e chi ha il Permesso di definirsi tale lo decido io.
      3. “Così come sembra bastasse ad Eco la sua conoscenza di storia medioevale per criticare il sapere filosofico di quel Papa”. Ma tu pensa che esecrabile arroganza, quel brutto semiologo medievista scrittore critico letterario accademico saggista intellettuale orgoglio dell’italianità del libero pensiero etc etc etc etc etc etc – e filosofo – che non era altro.
      4. Neanch’io mi sognerei mai di correre all’autodromo di Monza, figuriamoci: ma se vedo una Ferrari da Formula 1 della Madonna che compete con quella per cui tifo io non mi permetterei mai di definirla una inadeguata 500 buona giusto per lo sfasciacarrozze solo per questo. Certo, anche il fatto che il pilota fosse ateo non aiuta.
      5. Per sapere con cristallina certezza se uno è santo o no, andate su YouTube. E saprete. Segno dei tempi.
      Basta qua.

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  3. quando si parla di religione e di quella cattolica in particolare, bisognerebbe ricordarsi che c’è una differenza tra credenti e struttura burocratica ed organizzativa.
    Spesso si fa confusione e la storia ISTITUZIONALE E LAICA del CRISTIANESIMO LO DIMOSTRA OGNI GIORNO.

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  4. Hanno fatto papa subito Wojtyla le cui gesta ed atti (affare Calvi,pedofilia,Marcingus etc…) sono noti, quindi di cosa meravigliarsi ? La chiesa cattolica dura da 1700 anni perchè come le altre religioni promette una cosa da poco : l’eternità.

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  5. I DUE PAPI- VivIana Vivarelli.

    Il Conclave che elesse Papa Francesco sperava che egli risolvesse qualcuno dei problemi ormai incancreniti della Chiesa: avviare una radicale opera di riforma dalla Curia romana, travolta da scandali finanziari e da abusi di ogni sorta; mettere fine alla pedofilia del clero, estromettendo e punendo i colpevoli; dare trasparenza allo Ior e alle spregiudicate operazioni finanziarie; prendere una posizione netta contro il clero scissionista di estrema destra alla Lefebvre. Molti sperarono anche in una modernizzazione morale e democratizzazione politica della Chiesa cattolica, in una apertura ai preti sposati, in un aumento di scelte del clero di base con rivalutazione dei preti e frati periferici che scelgono l’aiuto ai poveri rispetto alla scalta del potere, a un maggior valore dato alle opere rispetto al formalismo del culto, a migliori rapporti con le altre fedi cristiane e a un maggior dialogo con le altre religiosi, in particolare con l’Islam e il mondo ebraico. C’è persino chi sperò nella parità di diritti alle donne, nella Chiesa e fuori, e nel riconoscimento degli omosessuali e dei contraccettivi.
    Su tutti questi punti Ratzinger fu negativo, oppositivo o inconcludente, facendo capire di essere molto rivolto al passato e stretto in un rigido conservatorismo, cosa per cui non fu proprio ben accetto alla maggioranza del clero e ai fedeli meno sprovveduti e probabilmente fu questa opposizione che a un certo punto lo fece sentire impotente fino alle dimissioni.
    Francesco riassumeva in sé molti caratteri per cui era l’opposto di Ratzinger e probabilmente fu questo che decise la sua elezione, aprendo molte speranze di novità e di riforna, a partire già dal suo nome, che preludeva a semplicità, umiltà e pace, anche se il lascito di Vaticano II che voleva grandi riforme per la Chiesa, era stato del tutto oscurato. Non avremo più un Papa Giovanni XXIII e la Chiesa non attuerà mai le sue grandi e coraggiose proposte di rinnovamento e democratizzazione. E, se sarà questo il motivo per cui questo gigantesco apparato di potere crollerà, sarà proprio per non essersi aperto al mondo nuovo e alle sue necessità.
    Sembra abbastanza chiaro che nella Chiesa e nel mondo politico si siano formate due fazioni, una di estrema destra, favorevole a Ratzinger e decisamente portata alla restaurazione del potere materiale e formale e dei punti fondamentali dell’ancien regime (una destra che si ergeva soprattutto nel clero statunitense e nella destra italiana e francese), e un raggruppamento di religiosi non certo di sinistra ma più aperti al nuovo, più democratici, meno dittatoriali e più flessibili sull’etica attuale.
    La contrapposizione tra Ratzinger e Francesco era profonda e non minimale, e aveva la sua corrispondenza nel mondo politico, tant’è che la Lega, per es., favorì ampiamente i preti lefebvriani, con la loro messa in latino e l’avversione agli omosessuali, agli islamici, ai diritti delle donne. La forma, ripetiamolo, cela la sostanza. Tant’è che i media, dominati dalla destra, hanno sempre oscurato o minimizzato i discorsi sui negoziati di pace di Papa Francesco, abbracciando la politica della guerra a oltranza, come hanno minimizzato i suoi attacchi al capitale, e, in Italia o altrove, assistiamo al ritorno di una morale retrograda e reazionaria di estrema destra, che incensa il potere, esalta i suoi simboli materiali, ripristina discriminazioni di sesso o censo, mutila i diritti democratici, apre voragini tra gli eletti e gli elettori, ricrea un sistema di caste di tipo medievale. Si pensi solo al Convegno ‘nero’ di Verona che, sotto l’egida di Salvini, riunì i fascisti europei più misogini, omofobi, xenofobi e razzisti. E ricordiamo nel Veneto i preti leghisti lefevbriani. Oggi, con la destra al potere, quei principi reazionari stanno diventando legge. E Papa Francesco è stato emarginato.
    Contro Fancesco è sempre esistita una compagine contraria, di estrema destra, che si rifaceva a Ratzinger, facendo regredire la Chiesa nel passato, con la ripresa formale di riti e forme antiche e la riproposizine di atteggiamenti morali e religiosi ormai desueti.
    Si ricordi che la forma non è mai avulsa dalla sostanza e chiedere di nuovo la messa in latino, ricreando una voragine tra fedeli e clero, come altre proposte vive nel clero americano (svalutazione dei diritti delle donne, attacco ai medici abortisti, razzismo, omofobia…) come certe posizioni di esclusione tassativa di comportamenti o status, richiamavano una regressione da un ruolo più democratico della Chiesa a chiusure sociali e morali (per es. verso i gay o le donne o gli altri culti cristiani) che avevano allarmato i più conservatori.
    Ora Ratzinger è morto, ma la Destra non è morta e i suoi principi reazionari restano e stanno diventando legge.

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  6. Ho sempre considerato Papa Benedetto XVI come una figura minore, travolto da responsabilità non in grado di gestire e da un ruolo troppo importante per la sua personalità. Oggi se ne sente parlare come di un grande filosofo (ma che ha detto in proposito?) come un maestro di catechesi (reintrodusse la vecchia preghiera preconciliare sull’illuminazione degli ebrei) come un uomo buono tradito dalla Curia (un cardinale che della Curia romana fu il prodotto).
    Questo è quello che diceva Umberto Eco sulla sua presunta maestria in materia filosofica:
    “Ratzinger non è un grande filosofo, né un grande teologo, anche se generalmente è rappresentato come tale. Le sue polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane, e nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole. In sei mesi, potrei organizzare io stesso un seminario sul tema del relativismo. Si può stare certi che alla fine presenterei almeno venti posizioni filosofiche differenti. Metterle tutte insieme come fa papa Benedetto XVI, come se fossero una posizione unitaria, è estremamente naif”
    E questo è quello che scrisse, in una lunga lettera aperta ai vescovi cattolici, il grande teologo tedesco Hans Kung,
    estract: ” …mi rivolgo a voi, in occasione del quinto anniversario dell’elezione di papa Benedetto al soglio pontificio, purtroppo le mie speranze, così come quelle di tante e tanti credenti che vivono con impegno la fede cattolica, non si sono avverate; ho avuto modo di farlo sapere più di una volta a papa Benedetto nella corrispondenza che ho avuto con lui.
    Indubbiamente egli non ha mai mancato di adempiere con scrupolo agli impegni quotidiani de a fronte della maggiore sfida del nostro tempo il suo pontificato si dimostra ogni giorno di più come un’ulteriore occasione perduta, per non aver saputo cogliere una serie di opportunità:
    • È mancato il ravvicinamento alle Chiese evangeliche, non considerate neppure come Chiese nel senso proprio del termine: da qui l’impossiblità di un riconoscimento delle sue autorità e della celebrazione comune dell’Eucaristia.
    • È mancata la continuità del dialogo con gli ebrei: il papa ha reintrodotto l’uso preconciliare della preghiera per l’illuminazione degli ebrei; ha accolto nella Chiesa alcuni vescovi notoriamente scismatici e antisemiti; sostiene la beatificazione di Pio XII; e prende in seria considerazione l’ebraismo solo in quanto radice storica del cristianesimo, e non già come comunità di fede che tuttora persegue il proprio cammino di salvezza. In tutto il mondo gli ebrei hanno espresso sdegno per le parole del Predicatore della Casa Pontificia, che in occasione della liturgia del venerdì santo ha paragonato le critiche rivolte al papa alle persecuzioni antisemite.
    • Con i musulmani si è mancato di portare avanti un dialogo improntato alla fiducia. Sintomatico in questo senso è il discorso pronunciato dal papa a Ratisbona: mal consigliato, Benedetto XVI ha dato dell’islam un’immagine caricaturale, descrivendolo come una religione disumana e violenta e alimentando così la diffidenza tra i musulmani.
    • È mancata la riconciliazione con i nativi dell’America Latina: in tutta serietà, il papa ha sostenuto che quei popoli colonizzati “anelassero” ad accogliere la religione dei conquistatori europei.
    • Non si è colta l’opportunità di venire in aiuto alle popolazioni dell’Africa nella lotta contro la sovrappopolazione e l’AIDS, assecondando la contraccezione e l’uso del preservativo.
    • Non si è colta l’opportunità di riconciliarsi con la scienza moderna, riconoscendo senza ambiguità la teoria dell’evoluzione e aderendo, seppure con le debite differenziazioni, alle nuove prospettive della ricerca, ad esempio sulle cellule staminali.
    • Si è mancato di adottare infine, all’interno stesso del Vaticano, lo spirito del Concilio Vaticano II come bussola di orientamento della Chiesa cattolica, portando avanti le sue riforme.
    • Quest’ultimo punto, stimatissimi vescovi, riveste un’importanza cruciale. Questo papa non ha mai smesso di relativizzare i testi del Concilio, interpretandoli in senso regressivo e contrario allo spirito dei Padri conciliari, e giungendo addirittura a contrapporsi espressamente al Concilio ecumenico, il quale rappresenta, in base al diritto canonico, l’autorità suprema della Chiesa cattolica:
    • Ha accolto nella Chiesa cattolica, senza precondizione alcuna, i vescovi tradizionalisti della Fraternità di S. Pio X, ordinati illegalmente al di fuori della Chiesa cattolica, che hanno ricusato il Concilio su alcuni dei suoi punti essenziali;
    • Ha promosso con ogni mezzo la messa medievale tridentina, e occasionalmente celebra egli stesso l’Eucaristia in latino, volgendo le spalle ai fedeli;
    • Non realizza l’intesa con la Chiesa anglicana prevista nei documenti ecumenici ufficiali (ARCIC), ma cerca invece di attirare i preti anglicani sposati verso la Chiesa cattolica romana rinunciando all’obbligo del celibato.
    • Ha potenziato, a livello mondiale, le forze anticonciliari all’interno della Chiesa attraverso la nomina di alti responsabili anticonciliari (ad es.: Segreteria di Stato, Congregazione per la Liturgia) e di vescovi reazionari.
    Papa Benedetto XVI sembra allontanarsi sempre più dalla grande maggioranza del popolo della Chiesa, il quale peraltro è già di per sé portato a disinteressarsi di quanto avviene a Roma, e nel migliore dei casi si identifica con la propria parrocchia o con il vescovo locale…”

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  7. L’articolo precedente (“Ho sempre considerato Papa…”) non è mio.
    E’ stato preso da Facebook dal sito di Graziella Rogolino.

    Per inciso vorrei far notare come mi è diventato difficile accedere ai commenti di Infosannio
    Sembra aver totalnente dimenticato la precedente iscrizione dov’è finito il login?) , ora devo accedere tramite Facenook, peccato che il sistema spesso nemmeno lo riconosca.

    Non si potrebbe tornare ai login di prima?

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  8. QUELLO CHE È PEGGIO. Viviana Vivarelli

    Nella recente querela della contrapposizione tra Papa Raztinger e Papa Francesco, ho letto vari commenti ridicoli.
    Uno ha scritto: “Che me ne frega di chi facciano Papa?”
    Sbagliato. Come chi scrisse, al tempo delle elezioni americane: “Che me ne frega chi facciano Presidente degli Stati Uniti?”
    I seguaci del cattolicesimo sono più di 2 miliardi e tutto quello che avviene ai vertici della Chiesa di Roma esercita un enorme influsso sulla politica, sulla società, sulla nostra ide di morale, sulle leggi e sull’economia e questo non riguarda solo i fedeli osservanti ma tutti.
    Il mondo è interconnesso e prima lo capiamo, meglio è.
    Il Vaticano è lo Stato più ricco del mondo. Tutto quello che i suoi vertici decidono ha importanza per il mondo, figuriamoci se non ha importanza per l’Italia che è la sua servente. E il problema non sono le gambe della Kessler, ma i movimenti della Borsa, le collusioni politiche, il plagio della gente e dei media, il servilismo dei politici, le paci e le guerre.

    Poi c’è chi ha scritto che la colpa di Ratzinger fu di avere scelto non validi collaboratori (lo dissero anche di Craxi).
    Falso anche questo. Ratzinger può essere discutibile su tutte le sue scelte dottrinali, etiche o politiche ma certamente non era uno sciocco e le sue scelte erano tutt’altro che casuali. Mi sembra di risentire chi dice: “Mussolini fu una brava persona ma era mal consigliato”. Se si vuole difendere qualcuno, si può fare di meglio. Gli amici ognuno se li sceglie per quello che è, figuriamoci i consiglieri di un Papa!

    Infine molti hanno ripetuto le accuse di un Vaticano troppo ricco, che non paga le tasse dovute all’Italia o di un Bertone che faceva pranzi luculliani a base di caviale aveva un appartamento di 700 mq.
    Ma questi sono particolari secondari. C’è molto di peggio che farsi delle grande mangiate o avere grandi case.
    Interferire sulle scelte politiche di uno Stato è peggio.
    Imporre regole morali che vigevano 2000 anni fa è peggio.
    Volere che la storia regredisca al passato è peggio.
    Basare tutto sulla dottrina e la forma, ignorando il cuore e lo spirito è peggio.
    Andare a braccetto con regimi fascisti è peggio.
    Finanziare rivoluzioni contro regimi comunisti o democraticamente eletti è peggio.
    Chiudere gli occhi davant a stragi di popoli, a interi genocidi, e alla morte della democrazia è peggio.
    Non punire né cacciare chi ha violentato più di 300.000 bambini è peggio. E nello stesso tempo insistere sul celibato del clero e sulla discriminazione delle donne, chiudendo loro la strada ai sacramenti e la carriera ecclesiale.
    Investire in multinazionali predatorie è peggio.
    Premiare politici ammanicati con la mafia è peggio.
    Emarginare i preti migliori, quelli che aiutano i più poveri, e santificare gli indegni è peggio.
    Aumentare le divisioni tra i popoli screditando le altre religioni è peggio.
    Penalizzare le donne perché sono donne e condannarle ad essere incubatrici senza volontà né diritti è peggio.
    Odiare i gay e demonizzarli è peggio.

    Prima riusciamo ad accedere a un pensiero superiore, mettendo da parte le banalità, meglio sarà per tutti.

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  9. non ha alcun senso la pratica di fare santi…
    I veri santi secondo la Bibbia, sono tutti coloro, vivi e morti, che hanno fatto di Cristo il loro unico Salvatore e Signore, e si impegnano a seguire i suoi insegnamenti.
    Il santo cattolico è idolatria, creare un feticcio davanti al quale inginocchiarsi e pregare, offendendo così Cristo che non ha mai condiviso certe cose

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  10. Montanari, anche tu non vai oltre il senso estetico di una lotta apparente. Perché non dire che che PD è Oggi solo mafia, perché non dire che la chiesa ha chiesto e gli è stato concesso anche perché così, chi ha governato in questo ultimo quarto di secolo, ha potuto manipolare per rendere lo stato laico un stato solo formalmente di diritto , abusando della senilità dei anziani che hanno dato sempre il loro voto ad una manica di m?? Certo la cultura.. bella.. come le belle parole da mettere in fila del tipo chi non ha peccato scagli la prima pietra!!?
    E il povero Mazzini e il Garibaldi e tutti gli anti clericali finiti in galera come Silvio Pellico, Gramsci che hanno pagato con la vita la creazione dello Stato di diritto al di fuori dei fumi dell’incenso e dei dogmi ultra medioevali dell’ortodossia religiosa?
    Il vuoto che gira a vuoto piace comunque se porta il suo obolo.

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  11. E ora una piccola carrellata di RatzingerZ:

    « Kvanto tornerete a caza, antate tai fostri pampini, tategli un forte ceffonen e tite: kvesto è ceffonen ti Papa! »
    (Benedetto XVI cita Giovanni XXIII)
    « Non uzate prezerfatifi. In kuesto modo farete nazcere pampini ke non ziete in krado di mantenere o fi ammalerete e in ogni kazo noztro Zignoren afrà più kompagnia e zarà meno krudelen kon noi. »
    (Benedetto XVI in Africa)
    « Ze mi spaglierò KVAI A FOI ZE MI KORRICCERETE!! »
    (Benedetto XVI cita Giovanni Paolo II)
    « Penfenuti in mia umile timora »
    (Benedetto XVI accoglie i fedeli in S. Pietro)
    « Io mi proclamo Papa Führer I! »
    (Benedetto XVI)
    « Il più grande intellettuale d’Europa »
    (Antonio Socci su Benedetto XVI)
    « Dell’Europa carolingia »
    (Pier Paolo Pasolini su Benedetto XVI)
    « I’m your biggest fan/ I’ll follow you until you love me/ Papa-Papa Ratzy »
    (Lady Gaga) https://nonciclopedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XVI

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  12. Egregi commentatori, ho proposto di andare su Youtube e ascoltare direttamente la ” lectio magistralis” sull’Europa tenuta al Senato nel 2004 e quella di Ratisbona di Ratzinger in modo che ciascuno potesse farsi una propria idea senza intermediari e ” traduttori”. Credo che alcuni, invece, abbiano preferito fare come i Cardinali che si rifiutarono di guardare nel cannocchiale di Galileo per non correre il rischio di cambiare opinione.

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    • Anche io sono un grande fan dell’Imperatore Palpatine!

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  13. Egregi commentatori,

    dopo aver letto un bel pò di sciocchezze in un unico commento mi sono solo permesso di dire, fra le altre cose, che andare su YouTube per sapere con cristallina certezza se uno è santo o no è un’idea un pò balzana.

    Credo che alcuni, invece di replicare direttamente, abbiano preferito postare la propria scombussolata non-replica giù in fondo, e che così facendo abbiano preferito fare come le famose tre scimmie tranne una: infatti quella che si suppone non parli ciancia ancora.

    Nessun rischio di cambiare opinione, così.

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