Vaccini, trattativa von der Leyen-Pfizer: denuncia in 20 procure

L’esposto è stato presentato da Vincenzo Perticaro, avvocato del sindacato Usb: dai conflitti d’interesse del compagno della presidente della Commissione Ue, al “Pfizergate”, ai contratti segreti con Big Pharma

(DI ALESSANDRO MANTOVANI – ilfattoquotidiano.it) – La pistola fumante non c’è, i fatti riportati nella denuncia sono noti ma offrono alle Procure di mezza Italia, se si riterranno competenti, l’opportunità di intervenire sulla gestione degli acquisti dei vaccini anti-Covid da parte della Commissione europea e in particolare sul contratto del maggio 2021, negoziato direttamente dalla presidente Ursula von der Leyen con il Ceo di Pfizer Albert Bourla. E di acquisire le carte che mancano.

E’ la trattativa dei famosi sms scambiati fra i due, che il Difensore Civico e la Corte dei Conti dell’Ue non sono riusciti a ottenere. Una trattativa condotta senza l’assistenza dei rappresentanti dei governi e degli esperti degli Stati membri che, a differenza di quanto accadde per gli altri dieci contratti sui vaccini anti-Covid, si ritrovarono ad approvare le cose a giochi fatti, senza aver partecipato alla scelta di rivolgersi a un solo produttore – giustificata dalla commissione con la maggiore capacità produttiva di Pfizer-Biontech – e di opzionare quantitativo potenziale di 1,8 miliardi di dosi (per metà l’Ue ha poi rinunciato all’opzione). Così le dosi complessivamente prenotate dall’Ue sono arrivate a 4,2 miliardi. Alle censure senza conseguenza del Difensore Civico e della Corte dei Conti Ue nei confronti di von der Leyen, si è aggiunta di recente un’inchiesta della Procura europea, in cui la presidente della Commissione non è formalmente indagata.

Su 900 milioni di dosi effettivamente acquistate nel maggio 2021, con il contratto più consistente dell’intera partita, molte sono già scadute (30 milioni a fine anno solo nel nostro Paese, che pesa per poco più del 13 per cento, altrettante in Francia e Germania: a poco meno di 20 euro a dose fa una bella cifra) e in larga parte sono destinate a scadere (solo l’Italia dallo scorso settembre al giugno 2023 ha 107 milioni di dosi in consegna, in minima parte però di Moderna e non di Pfizer/Biontech, che certamente non serviranno tutte). Bruxelles e gli Stati membri dell’Ue si sono sempre giustificati sottolineando il più grave rischio di rimanere senza un quantitativo adeguato di vaccini, facendosi scavalcare da Usa e Regno Unito come era accaduto nella prima fase degli approvvigionamenti tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

La denuncia è stata presentata in oltre 20 Procure, quasi tutti uffici distrettuali, dall’avvocato Vincenzo Perticaro, in qualità di legale dell’Unione sindacale di base, già autore di numerose denunce sulla gestione del patrimonio immobiliare pubblico a Roma e altrove e più di recente di azioni giudiziarie sugli extraprofitti delle società energetiche che sono oggetto di un fascicolo della Procura della Capitale. Mette in fila una serie di interventi di parlamentari europei, dalla francese di sinistra Manon Aubry che nell’ottobre 2021 attaccò la Commissione per la segretezza sui prezzi e su alcune clausole dei contratti, giustificate con le esigenze dei produttori privati, al croato Mislav Kolakusic. Accenna al Pfizergate, la vicenda delle irregolarità procedurali nel trial Pfizer denunciate dal British Medical Journal. E ricostruisce l’imbarazzante vicenda del marito della presidente dell’esecutivo dell’Ue, il medico Heiko von der Leyen, dirigente della società Orgenesis che si occupa proprio di tecnologie geniche e costretto di fatto a dimettersi lo scorso 29 ottobre dal comitato di sorveglianza una Fondazione dell’Università di Padova nata per le ricerche anche sui farmaci a mRna con la partecipazione di big del farmaco tra cui anche Pfizer, Biontech e AstraZeneca, finanziata per 320 milioni di euro del Pnrr e quindi con fondi dell’Unione europea. Un conflitto di interessi grosso come una casa, tanto più che Orgenesis è rimasta nel progetto. Perticaro allega alla denuncia anche uno studio del professor Marco Cosentino, docente di Farmacologia all’Università dell’Insubria e capofila in Italia della commissione medico scientifica che critica le strategie vaccinali, su alcuni particolari e inquietanti effetti avversi dei vaccini a mRna. Su questa base l’avvocato chiede il sequestro degli atti della Commissione, degli sms e di documenti sulla composizione dei vaccini.

“Non siamo contro i vaccini, ma contro chi può aver speculato sugli stessi – dice Perticaro al Fatto -. Non siamo contro la farmacologia o la medicina, ma contro chi ne fa un uso distorto. Abbiamo chiesto di indagare sui contratti, sui costi applicati, sulle procedure attuate su eventuali comportamenti illeciti che possono aver potuto danneggiare gli italiani compresi quelli posti in essere dalla presidente von der Leyen e del di lei marito”. Nella denuncia si ipotizzano i reati di corruzione, truffa aggravata e frode in pubbliche forniture. E la competenza territoriale? “Può essere competente la Procura di Roma – risponde Perticaro – per gli eventuali reati commessi in danno dello Stato italiano o di cittadini italiani. O anche la Procura di Padova per la Fondazione. Ma qualsiasi Procura che indaga sugli esposti presentati per i gravi effetti avversi dei vaccini contro il Covid può avere interesse a sequestrare la documentazione, ancora in larga parte segreta, della Commissione europea”.

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