Rappresentanza: a chi servono 193 sindacati?

Si sono moltiplicate le sigle sindacali. Resta il dubbio su quanto contino davvero

(di Rita Querzè – corriere.it) – Un po’ di Snaut, un pizzico di Spl, quanto basta di Uap. Quindi un tocco di Llp. Senza privarsi, sia chiaro, di una spruzzata di Silpa e di una goccia di Confael. Sono questi soltanto alcuni dei 193 sindacati che oggi aderiscono al Testo unico sulla rappresentanza firmato nel 2014. Testo che in pratica definisce le modalità e i criteri con cui questi sindacati si dovrebbero far misurare. Ma è tutta una finta perché poi (quasi) nessuno vuole davvero contarsi. L’adesione all’accordo firmato inizialmente da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria serve piuttosto a certificare la propria esistenza. Poco importa se in realtà la stragrande maggioranza di queste sigle ha pochissimi iscritti. Colpisce che l’elenco continui a lievitare. L’ultima comunicazione inviata da Confindustria all’Inps il 12 ottobre segnala l’adesione di altre 9 organizzazioni: dal Sindacato dei popoli liberi al sindacato Contiamoci! (proprio così, con il punto esclamativo) al Coordinamento dei portuali di Trieste.

Il salario minimo non fa parte dell’agenda del nuovo governo. Anche la questione della rappresentanza sarà rimessa nel cassetto? È vero che nel nostro Paese l’85% dei dipendenti è coperto da un contratto. Il problema è: firmato da chi? Venerdì prossimo si capirà se il dossier verrà messo sotto il radar dell’esecutivo. La neoministra del Lavoro Marina Calderone ha infatti convocato le parti sociali. Tutti insieme: rappresentanze delle imprese e sindacati. Rispetto al governo Draghi, che si fermava a Cgil, Cisl e Uil, alla lista degli invitati tra le rappresentanze dei lavoratori sono state aggiunte Ugl, Confsal e Cisal. Già questo un segnale.

Post scriptum. Tornando al merito della questione, se si volesse riprendere il dossier, un punto da cui ripartire ci sarebbe: il tentativo di misurazione che stanno portando avanti, seppure tra mille difficoltà, chimici e metalmeccanici.

2 replies

  1. A nessuno. I sindacati italiani sono persino peggio dei partiti italiani, autoreferenziali e parcheggio per chi non ha voglia di lavorare ma pretende di essere pagato senza offrire alcun valore aggiunto.

    Dovremmo imparare dai sindacati tedeschi – 8 sono – che contano molto, si fanno sentire – e valere soprattutto – e siedono nei consigli di amministrazione delle aziende

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  2. Dovremmo
    (disintegrato, le molecole salgono, formano un cuore, tra le mani a forma di cuore, selfie. Ero, prima di essere).

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