(Massimo Gramellini – corriere.it) – Nel sedersi sulla poltrona delle Infrastrutture che già fu dell’immenso Toninelli, il ministro Salvini ha voluto subito incontrare il comandante della Guardia Costiera per parlargli del suo argomento preferito: l’invasione dei migranti.

D’altronde non saprebbe con chi altri farlo. Nessuno più gli dà retta, neanche tra gli amici intimi: ormai ha davvero rotto i barconi a tutti. Gli italiani, si sa, riescono a spaventarsi solo per un pericolo alla volta e ultimamente sono stati impegnati ad avere paura del virus, dell’atomica, adesso delle bollette. Nel Paurometro nazionale i migranti hanno perso tantissime posizioni: per gli interisti vengono addirittura dopo Simone Inzaghi.

Non importa, Salvini rimane vigile sulla battigia. L’invasione dei migranti è la sua ossessione, un po’ com’era Moby Dick per quell’altro capitano, Achab, che però aveva perso una gamba e non milioni di voti alle elezioni. E poco conta che la sorella d’Italia gli abbia negato gli Interni e adesso pensi perfidamente di sfilargli il controllo dei porti, che pure sarebbero di competenza del signor ministro delle Infrastrutture.

Se anche Meloni lo spostasse al Turismo, Salvini continuerebbe imperterrito a parlare di migranti con albergatori e bagnini.

I monomaniaci sono indistruttibili. Nel caso in cui gli togliessero la Guardia Costiera, c’è da scommettere che le coste continuerebbe a guardarsele lui, da solo. Di notte le coste e di giorno i cantieri, come un umarell.