WIKILEAKS – Trump e Silvio bramano l’affetto dello “zar”. “Sono stato dichiarato da lui il primo dei suoi cinque veri amici”. Parlando con gli eletti di FI, Silvio Berlusconi si è fatto vanto di essere nella ristrettissima cerchia di fiducia dello zar russo. Non che ci fossero dubbi, visto il passato […]

(ilfattoquotidiano) – “Sono stato dichiarato da lui il primo dei suoi cinque veri amici”. Parlando con gli eletti di FI, Silvio Berlusconi si è fatto vanto di essere nella ristrettissima cerchia di fiducia dello zar russo. Non che ci fossero dubbi, visto il passato di colbacchi, lettoni e cagnolini. Ma diventare miglior amico di Putin non è certo merito che si ottiene da un giorno all’altro: richiede impegno e talento, ancor più che simpatia. E infatti del rapporto tra Silvio e Vlad si sono occupati anche i funzionari americani, come dimostrano i cablo rivelato da Wikileaks.

In alcuni rapporti Usa, si leggono dettagli interessanti: “Dal 1998 al 2007 le esportazioni italiane in Russia crebbero del 230%, da 2,7 miliardi di euro a 9,5 miliardi. Molti degli uomini d’affari italiani iniziarono a vedere la Russia come un mercato senza limiti. Questi uomini d’affari hanno mantenuto forti legami con politici di destra orientati al libero mercato, incluso il patron più in vista del business italiano: il premier Silvio Berlusconi”.

Fino a comunicazioni delicate: “L’ambasciatore georgiano a Roma ci ha detto che il governo della Georgia crede che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale di profitti sui gasdotti costruiti da Gazprom insieme all’Eni”. Quanto a Silvio, gli americani al lavoro in Italia credevano che “il suo desiderio più impellente” fosse è “rimanere nelle grazie di Putin”, al punto che “ha spesso dato voce a opinioni e dichiarazioni che gli erano state passate direttamente da Putin”. Il cablo riporta un esempio: “Nei giorni successivi alla crisi della Georgia, Berlusconi ha cominciato a dire che la Georgia era l’aggressore e che il governo della Georgia era responsabile per la morte di centinaia di civili nell’Ossezia del Sud”.

Abbastanza per essere miglior amico di Vladimir? Forse. Ma da non sottovalutare è la strategia di Donald Trump, che nel 2013 inviò una lettera al presidente russo invitandolo al concorso Miss Universo, da lui organizzato. In calce al testo, scritto a mano, Donald aveva aggiunto un post-it: “Le donne più belle del mondo!”. Poi, in un tweet si era confessato: “Pensate venga? Se così fosse, diventerà il mio miglior amico?”. Tutta concorrenza spietata per Silvio.