Pomezia, Zuccalà e i fratelli coltelli

(Roberta Labonia) – Adriano Zuccala’ sindaco 5 Stelle di Pomezia, dopo 9 anni di egregia amministrazione, è stato sfiduciato. Ma non in Consiglio Comunale, come imporrebbe ogni sano principio di confronto democratico, ma nella stanza di un notaio. Si, avete ragione, è il deja vu’ di quanto accadde al piddino Marino, quando nel 2015, all’epoca sindaco di Roma, fu sfiduciato con le dimissioni in massa dei suoi stessi compagni di partito. Nel caso di Zuccala’ sono stati 4 i “fratelli coltelli”, ex grillini, che gli hanno scippato la maggioranza insieme ai consiglieri d’opposizione del pd (esperti nella prassi) e del centrodestra.

Zuccala’ viene accusato da costoro di non aver saputo governare il gruppo politico. Panzane! Basta sbirciare nella cronaca politica recente del Lazio: Zuccala’ era una spina nel fianco per il Campidoglio. Si opponeva alla costruzione dell’inceneritore che Gualtieri vorrebbe piazzare nella zona industriale di Santa Palomba, a ridosso dal territorio pometino. “Abbiamo 60mila abitanti e facciamo il 70% di raccolta differenziata con la tariffa più bassa. Se passa il concetto che tutto ciò che avanza si può bruciare, le persone non sono più incentivate a fare la raccolta differenziata, soprattutto porta a porta”. Questo andava ripetendo da mesi.

Ed è stato così che Silvio Piumarta, Marco De Zanni, Iolanda Mercuri e Zaira Conficconi, questi i grillini pentiti che hanno decretato la fine di un’amministrazione riconfermata per un secondo mandato, hanno ceduto alle lusinghe d’opposizione e posto fine ad un percorso istituzionale in cui Zuccala’ non solo è riuscito ad evitare al comune di Pomezia un dissesto finanziario causa di precedenti cattive amministrazioni, non solo ha avuto la capacità di attrarre fondi nazionali ed europei per oltre cento milioni di euro ma lui, in un Comune dove la monnezza era praticamente non gestita, ha calato a terra un modello di gestione dei rifiuti dove la raccolta porta a porta ha fruttato il 70% di differenziata. Pomezia oggi, dopo 9 anni di Amministrazione 5 Stelle, ha tutte le premesse per diventare un Comune a misura d’uomo. Ma Zuccala’ è stato fatto fuori da quelli da cui meno se lo sarebbe dovuto aspettare, gente messa lì grazie ai voti del MoVimento 5 Stelle. A fronte di cosa il loro voltafaccia non si sa. Lo scopriremo a breve, non vorremmo facessero la fine di quella sessantina di brocchi che hanno seguito il “pifferaio tragico” Giggino.

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4 replies

  1. Bene ha fatto la Labonia a pubblicarne i nomi. Se ancora oggi Bruto sappiamo chi è per quel che ha fatto, la regola dovrebbe valere per qualsiasi voltagabbana, incluse le mezze cartucce.

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  2. Più che da Giggino attack si aspettano riconoscenza dal partito della pagnotta (leggi pd): un psticino tranquillo e ben remunerato nelle p.a.

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  3. si ma quelli erano certamente del PD… stessa tecnica applicata a Marino.
    Forse lo sapeva pure DiMario!

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