Liste, chiusa la lotteria: quasi tutti i biglietti in mano ai soliti nomi

Tra esclusi e ripescaggi dell’ultimo minuto, finisce la corsa al seggio: poche sorprese a destra e a sinistra. La campana è suonata e l’ultimo pomeriggio prima della chiusura delle candidature, come prevedibile, ha generato l’impazzimento di quel centinaio di persone che ha continuato a ballare sulle […]

(DI MARCO FRANCHI – Il Fatto Quotidiano) – La campana è suonata e l’ultimo pomeriggio prima della chiusura delle candidature, come prevedibile, ha generato l’impazzimento di quel centinaio di persone che ha continuato a ballare sulle liste: gli esclusi e i senza speranza , i recuperati dell’ultimo minuto. Tipo Federico Pizzarotti: fino a ieri mattina era un capolista (messo male) del “terzo polo” di Renzi e Calenda e ieri sera sembrava addirittura dover correre in coalizione con il Pd, per salvarli dall’impasse in cui erano finiti per aver proposto, in Emilia Romagna, troppi nomi di donne e troppi pochi di uomini.

Tutti, dunque, ora hanno in mano il biglietto per la lotteria dei seggi. La galleria, va detto, non offre grandi novità. A cominciare – ne parliamo a pagina 2 – dal centrodestra e da Fratelli d’Italia: l’unico partito che non aveva alcun problema di selezione (avrà molti più parlamentari di quelli uscenti) non ha investito esattamente sui volti nuovi. Giorgia Meloni si candida all’uninominale nel collegio de L’Aquila. Giulio Tremonti, Ignazio La Russa e Daniela Santanchè sono i “front runner” del Nord, Carlo Nordio in Veneto parla già da ministro della Giustizia, Raffaele Fitto guida la Puglia, Marcello Pera la Campania.

Lo stesso vale per Forza Italia, che in compenso ha dovuto lasciare sul campo vittime eccellenti: da Renata Polverini a Giuseppe Moles, da Andrea Ruggieri a Simone Baldelli, fino all’ex fedelissimo di Silvio Sestino Giacomoni. Qualcuno di loro, va detto, ha ufficialmente “rinunciato”, formula per dire che il posto che avevano non era sicuro. È andata meglio a Annamaria Bernini, che ha scippato il posto in Veneto a Elisabetta Casellati, spedita controvoglia (sua e dei lucani) in Basilicata. In Piemonte è stato rispolverato l’ex leghista Roberto Cota. In Lombardia, oltre a se stesso, Berlusconi ha piazzato la fidanzata Marta Fascina e anche la fidata Licia Ronzulli. In Calabria Mario Occhiuto e Andrea Gentile. Unica novità: Rita Dalla Chiesa in Liguria. La “ex” Michaela Biancofiore è salita sul treno dei Moderati di Maurizio Lupi in Trentino.

La Lega non cambia il quadro: Giancarlo Giorgetti è stato spedito in Valtellina, il posto da capolista alla Camera per Varese è di Umberto Bossi, mentre a Milano “guida” Laura Ravetto. Matteo Salvini tornerà al Senato, così come Roberto Calderoli. In Liguria c’è il solito Edoardo Rixi, le “certezze” Armando Siri e Lucia Borgonzoni in Emilia Romagna. Nel Lazio riecco su Giulia Bongiorno e Claudio Durigon.

Non molto diversa la suonata nel Pd. Tolta la “punta di diamante” Carlo Cottarelli a Milano e Susanna Camusso, il resto vede i soliti nomi: Lorenzo Guerini nella sua Lodi, Gianni Cuperlo a Milano, Andrea Orlando in Liguria, Dario Franceschini in Campania. Stefano Ceccanti è stato recuperato a Pisa, Enzo Amendola in Basilicata. Ilaria Cucchi è il nome di Sinistra Italiana (e del Pd) per il collegio di Firenze 4, Aboubakar Soumahoro per Modena. Il celeberrimo posto di Pierferdinando Casini a Bologna sarà conteso da Vittorio Sgarbi per il centrodestra. Tra le altre sfide da segnalare, c’è il parterre de roi per gli elettori di Napoli Fuorigrotta: dove Luigi Di Maio fronteggia Sergio Costa e le ex forziste Mara Carfagna e Mariarosaria Rossi, oggi in campo con il duo Renzi-Calenda e l’altra con Toti.

C’è poi la partita degli ex dimaiani. Il Pd non è riuscito a far digerire la candidatura in Piemonte di Laura Castelli, ripescata a Brescia ma senza chance (così come Manlio Di Stefano). Gli unici due posti sicuri sono a Milano per Bruno Tabacci e a Napoli per Di Maio. Sempre in Campania corre Vincenzo Spadafora (seggio “contendibile”), pura testimonianza il posto per Crippa.

I Cinque Stelle al Nord confidano in Chiara Appendino, Conte è capolista in quattro regioni, il suo vice Riccardo Ricciardi guida due collegi plurinominali in Toscana, anche Stefano Patuanelli è stato dirottato in Campania. Tra gli esterni, si spera nei due ex magistrati Cafiero De Raho e Scarpinato in Calabria e Sicilia. Infine il cosiddetto Terzo Polo al Nord punta su Mariastella Gelmini, mentre ha spedito Maria Elena Boschi in Calabria. Matteo Renzi ci riprova a casa sua, ma ha evitato il test del collegio uninominale. Calenda si scontra a Roma con Emma Bonino. Infine, acquisto dell’ultim’ora: Giuseppe Castiglione, ras delle preferenze alfaniane, imputato per corruzione e turbativa d’asta nel processo del tribunale di Catania sul Cara di Mineo.

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6 replies

  1. Che sfilata di inutili, parassiti, quote rosa ad minchiam, rottami della politica , parassiti e corrotti e mascalzoni inutilmente perseguitati dalla giustiziaDove sono le forze nuove? Continua l’assalto alla diligenza, ma sarebbe ora che i cavalli, l’Italia per bene sfruttata da questa banda di lestofanti cronici, se li scrollassero di dosso

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    • Condivido in tutto. In verità le forze nuove ci sono ma nell’articolo non vengono citate: Vita, Italia Sovrana e Popolare, Italexit. Speriamo che dopo la faticata ferragostana della raccolta firme riescano a superare la soglia minima di accesso. Non potranno in ogni caso fare molto, visto che gli italioti molto probabilmente e masochisticamente continueranno a votare chi in questi ultimi due anni e mezzo li ha tenuti in gabbia e dal 26 settembre, forse con la Meloni premier, preparerà nuove gabbie. Mi auguro riescano a fare una opposizione decente e a dare voce dall’interno alla ribellione esterna che, considerati i foschi scenari autunnali che s’intravedono sull’Europa e sull’Italia in particolare, sarà a mio parere inevitabile.

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  2. MARCO FRANCHI è “mister VA DETTO”: in ogni articolo riesce a piazzare almeno due incisi con “va detto”. Pagato un tanto a parola?

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  3. Ecco i migliori ecco il nuovo che avanza personaggi che hanno già fatto danni all’Italia pronti a continuare:
    Meloni,Tremonti,Pera,Nordio,Brambilla,Fitto,La Russa,Crosetto,Cesa,Gasparri,Casellati,Sgarbi,Calderoli
    Giorgetti,Bossi,Lupi,Gelmini,Carfagma,Costa.Lorenzini,Casini,Lunardi,Brunetta, eeee… dulcis in fondo Berlusconi!
    E tu cittadino vai a votare per cambiare?
    No! sono i Partiti a cambiare !
    Se vuoi cambiare non votare il “nuovo che avanza ” da 70 anni!

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  4. “. Il celeberrimo posto di Pierferdinando Casini a Bologna sarà conteso da Vittorio Sgarbi per il centrodestra.”

    Forse il centro destra riesce a perdere contro il centro destra: solo Sgarbi a Bologna poteva essere meno votato di Casini.

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