In un paese appena normale una politica decisa a occuparsi, con soluzioni concrete e fattibili, della vita quotidiana delle persone avrebbe già annunciato agli elettori una legge come quella entrata in vigore dal 15 agosto in Scozia. Ovvero: se ci darete i voti per governare approveremo […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – In un paese appena normale una politica decisa a occuparsi, con soluzioni concrete e fattibili, della vita quotidiana delle persone avrebbe già annunciato agli elettori una legge come quella entrata in vigore dal 15 agosto in Scozia. Ovvero: se ci darete i voti per governare approveremo subito un provvedimento per rendere gratuiti in tutte le strutture pubbliche i prodotti igienici femminili. Oppure: se ci manderete all’opposizione martelleremo dal primo giorno il governo perché anche in Italia sia abolita laperiod poverity, quella condizione di impossibilità economica che non permette a tutte le persone di acquistare prodotti igienici.

Mentre scrivo queste righe non ho ancora sentito leader di partito prendere spunto dall’annuncio, datato due giorni fa, della laburista Monica Lennon. Ancora nessuno si è fatto vivo per battere sul tempo avversari e alleati e comunicare: daremo anche noi alle donne italiane questa legge sacrosanta, basta con le parole vuote sui diritti delle donne. Quando mancano circa quaranta giorni al 25 settembre sui giornali ci s’interroga, amabilmente, sui toni troppo accesi della campagna elettorale, sugli scontri televisivi troppo aspri, sulle liti nei partiti in merito alla composizione delle liste (vedi il Pd). Un brutto spettacolo?

Dipende. Infatti, quando si alza la voce per comunicare agli elettori, con la forza della passione autentica, una buona idea, un progetto capace di migliorare la loro (la nostra) esistenza, ben vengano i pugni battuti sul tavolo. Se la scelta di quel candidato, rispetto a un altro, è funzionale all’impegno e alla competenza che costui, fatti alla mano, porta con se, più che giusto battagliare per sostenerlo. Il fatto è che la politica reale ama vivere nel mondo irreale delle proposte irrealizzabili, delle sparate propagandistiche, dei comizi alla luna. Salvo poi puntare i piedi (e piantare grane) se si tratta di favorire il capobastone trasferito nel collegio blindato. O di piazzare in lista la parentela (oppure gli amici degli amici). Tutto questo al cospetto di un elettorato trasformato nel solito cartonato muto.

Sono convinto che questo scritto, al momento campato per aria, già domani mattina sarà stato superato dalla corsa dei partiti in direzione della legge scozzese. Dal Pd dei diritti. Dal M5S attento ai bisogni dei più deboli. Dalla Meloni io sono una donna. O no?