M5S, cavillo giuridico mette a rischio Di Battista

Serve deroga di Grillo, ma “contiani” frenano

(adnkronos.com) – E’ il cavallo di razza, quello in grado di risollevare le sorti di un M5S ammaccato. Eppure anche la candidatura di Alessandro Di Battista nelle file del M5S è tremendamente a rischio. A frenarla un cavillo giuridico, una regola che potrebbe far saltare la sua corsa, che pure, a differenza di quanto si pensi, non è affatto scontata. Perché nei vertici del Movimento e in molti degli uomini più vicini a Giuseppe Conte l’ex pupillo di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non è poi visto così di buon occhio: “Tirerà elettoralmente, ma ci mettiamo un guaio in casa per 5 anni”, il timore che rimbalza. Sarà anche per questo che tra i due, a quanto apprende l’Adnkronos, non ci sono stati al momento contatti, nonostante Di Battista abbia dato, nelle settimane scorse, la sua disponibilità a sedersi a un tavolo vista la caduta del governo Draghi, ma con richieste ‘politiche’ che non vuole vengano ignorate per tornare a ragionare su un suo ritorno.

Di Battista è ancora in viaggio, seguendone le tracce sui social si trova a Vladivostok in queste ore. Rientrerà in Italia i primi di agosto. Gli ex parlamentari a lui più vicini lo descrivono sereno, certo non così smanioso di tornare a sedere in Parlamento. Per ora, tra lui e Conte, la situazione risulta in stand-by. Il contributo dell’ex volto noto del M5S potrebbe essere prezioso da spendere in campagna elettorale, ma rischia anche di rubare la scena all’ex premier, altro timore che serpeggia tra i ‘contiani’. Ma sono soprattutto le regole grilline che rischiano di farlo ‘saltare’, ammesso che lo si rivoglia in squadra. Perché le norme del Movimento prevedono che, per candidarsi, sia necessario essere iscritti alla piattaforma di Skyvote da almeno sei mesi. E Di Battista si è disiscritto dal M5S subito dopo esserne uscito, in dissenso con la decisione dei vertici pentastellati, validata dalla Rete, di appoggiare il governo Draghi.

Per poter ‘vidimare’ la sua candidatura servirebbe dunque una deroga, che passa dal disco verde del garante, Beppe Grillo. Che tuttavia, racconta all’Adnkronos chi gli è più vicino, continua a essere granitico nella difesa delle regole interne, dalle parlamentarie al principio di territorialità al niet sulle pluricandidature.

E che quello della mancata iscrizione sia un problema per Di Battista lo conferma all’Adnkronos anche Lorenzo Borré, il legale da sempre a capo delle battaglie giuridiche contro i vertici del M5S: “E’ una regola che è stata adottata dal marzo 2018 a seguire – dice -. Conoscendo Di Battista, non di persona ma come personaggio, dubito fortemente che accetti una deroga in suo favore”. Ammesso che venga richiesta e che gli venga concessa. “Vista l’aria che tira – dice chi ha sentito Grillo nelle ultime ore – dubito fortemente che apra spiragli”.

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24 replies

  1. Scusate, ma chi .. cavolo vi ha detto che un (eventuale) ritorno di Di Battista debba coincidere con la ricerca di una poltrona?
    Mi sono perso qualche dichiarazione esplicita a tal proposito?

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  2. “Tirerà elettoralmente, ma ci mettiamo un guaio in casa per 5 anni”… che l’opposizione dovete fare i prossimi 5 anni, che è molto diverso da stare 5 anni in 3 governi, e non sarete in grado di farla, perchè non sapete farla, ridotti a una minoranza ininfluente. Ma guarda questi

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    • Purtroppamente si parla di una regola apparsa dopo le elezioni, nel marzo di quell’anno, quindi Dibba resta incastrato con quel puzzone genovese che deroga a tutte le norme tranne quelle che gli fanno comodo.

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  3. e di chi è la vocina che ha sussurato la cosa a Borrè???

    è la stessa vocina e manina che ha “suggerito e pagato” il ricorso contro Conte al tribunale di Napoli, poi perso.
    Stanno cercando di avvelenare i pozzi
    vediamo la reazione di Di Battista

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    • Di Battista non lo vogliono veramente, è ormai un partito moderato sulla falsariga progressista, completamente sguarnito per l’opposizione, ed è Conte per primo a non volerlo non condividendone lo stile nè i temi

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  4. I soliti giornalisti totani e giornali buoni solo per incartare i totani un suggerimento al ponte di comando la campagna elettorale fstela sui socia su internet e nelle piazze dive ci dovrebbe essere la fetta di popolazione che potrebbe votare cinque stelle cioè i giovani.I salotti poltronati e i comizi fatti dentro cinema e teatro lasciatele ai dinosauri tanto i loro elettori gente benpensante vecchia e dal culo flaccido non voteranno mai Il movimento

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  5. Se vogliamo tagliarci le palle e farci del male continuiamo a cercare cavilli. allora non candidiamo nessuno così le regolette non vengono infrante. Non si può rinunciare a Di Battista dai.

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      • Siete i Prezzolini troppo costosi per quasi tutta la popolazione. E su questo il dividi et impera fa cilecca continuamente.
        Coloro che DALLA SINISTRA E PER LA SINISTRA di sono adoperati per L’EDIFICAZIONE della prostituzione in parlamento e quindi in ogni dove , dopo essersi spesi anima e corpo per rimontare i MONOPOLI, cioè gigantografie di tutto di più, con troppi dentro insieme ma che deve continuare a FARE MERCATO!!
        Ai voglia!, Chi pensa che la terra si estenda verso l’alto, fa male i suoi conti a prescindere, oltre gli ottomila, praticamente lo stipendio medio annuo di un precario.

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      • La politica del post non poteva essere diversa da quella precedente (pena la tenuta e la stabilità del paese come val bene anche ad altri) per una rottura radicale con altre regole vi ge una rivoluzione, ma con queste temperature noi di solito si preferisce fare la Siesta , per essere, me la lasci dire, rivoluzionari la notte, data la nostra culla San pietrina che ci vincola in secula seculorum ad un accoppiamento previo matrimonio altrimenti, stringe il peccato più grave, la perdita del piacere maschile dello ius prime noctis, se comprende il povero marchese de Sade, la cui lettura fa passare dei brividi dietro la schiena, a questo porcellume notturno è un re della mille e una notte. Ma si capisca anche l’arretratezza dei poveri promessi sposi che al Marchese de Sade sono angeli custodi del vento di Nicea.

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  6. Dibba è il solo che ha dimostrato come si devono trattare questi politici di professione. Non si può concedere loro nessuna disponibilità, sono irrecuperabili. Inetti in buona fede o in malafede come dimostrato da sentenze di terzo grado. Le condizioni in cui si trova la nazione sono davanti agli occhi di chiunque voglia aprirli

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    • E si mo Di Battists rientra in questo partito di Conte e tutti noi che ci siamo cancellati rientriamo per vivere tutti felici e contenti .Ma per piacere chi lo pensa non ha capito niente del Movimento Cinqe Stelle prima dei governisti a tutti i costi e prima di Conte presidente

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  7. A Dibba non è necessario candidarsi per rendersi utile e fare campagna elettorale.
    Cominci a reiscriversi… Sarebbero 6 mesi di “prova” per capire se, col nuovo corso, la convivenza funziona…
    Dibba non si sentirebbe impegnato da subito e, allungando i tempi, si arginerebbero le gelosie/invidie dei tipetti nervosi…

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  8. In assenza di una precisa e manifesta volontà del Dibba di candidarsi, ogni altro discorso che riguarda lui e il M5S è aria fritta.
    Il solo aspetto rilevante è il tafazzismo pentastellato in materia di candature, mandati e altre amenità burocratiche di cui all’elettore medio (giustamente) frega meno di zero.

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      • Masochismo ha un che di lussurioso, pertanto approvo. In alternativa ti propongo anche schizofrenia, giusto per rimanere in linea con l’atteggiamento dei tanti (qua intorno è pieno) per cui il limite dei due mandati ha smesso di essere un dogma solo dal momento in cui Di Maio se n’è andato (un mese fa).

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  9. Grillo ha infranto qualche regola interna quando ha preso centinaia di sacchi da Onorato?

    E quando ha intimato ai suoi ministri di votare la Carta-Bia?

    E quando ha scambiato Draghi per un grillino?

    E quando ha difeso il figlio attaccando i giudici?

    Basterebbe UNA di queste cose per mandarlo affanc… permanentemente.

    Altro che Dibba e i doppi mandati.

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  10. Intanto che questi cacciatori di poltrone distribuiscono fumo qualche cosa succede non lontano da casa nostra

    È stato ora ufficialmente ammesso che i tre obiettivi dell’operazione speciale alleata in Ucraina, la liberazione del Donbass e la smilitarizzazione e denazificazione dell’Ucraina, hanno dovuto essere estesi. Ciò è in primo luogo a causa della resistenza del regime neonazista a Kiev alla liberazione dei popoli dell’Ucraina e in secondo luogo per il sostegno dato a quel regime da regimi filo-nazisti. Quei regimi, conosciuti come “The Collective West”, sono i regimi, che rappresentano solo il 13% della popolazione mondiale, che hanno esteso la guerra, sia nel tempo che nello spazio.

    Questo cambiamento è stato implicitamente confermato il 28 luglio da Dmitry Peskov, segretario stampa del presidente Putin, il quale ha dichiarato che “l’intera Ucraina ha bisogno di essere denazificata”. Ciò significa che la maggior parte, o addirittura tutta l’Ucraina sarà liberata, non solo la Crimea, le due province del Donbass e le quattro province circostanti di Kharkov, Dnipropetrovsk, Kherson e Zaporozie. Queste province, totalmente o parzialmente liberate, vengono attaccate da più lontano: è chiaro che la loro liberazione non sarà completa fino a quando gli attacchi da più lontano non saranno stati fermati, anche se ciò significasse procedere fino al confine ucraino con la Polonia. (E se i paesi della NATO hanno osato attaccare l’Ucraina liberata dall’interno dei loro confini, allora…).

    Quanto al secondo obiettivo della smilitarizzazione, che è in corso in Ucraina e ha raggiunto livelli elevati a seguito della distruzione russa dell’equipaggiamento militare e di coloro che ne sono disposti ad utilizzarlo, anche esso ha dovuto essere esteso. L’estensione è necessaria a causa dell’invio dell’hardware militare in Ucraina dal resto del Collective West, ovvero dall’Europa non russa (poco più del 50% del territorio europeo) e dagli USA. Entrambi hanno iniziato a inviare all’Ucraina le loro armi per la distruzione da parte della Russia. Tuttavia, il terzo obiettivo, quello della denazificazione, sia in Ucraina che, come spieghiamo più avanti, ancor di più nel resto dell’Europa non russa, è molto più complesso.

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