Fa discutere la decisione di non derogare alla regola aurea del tetto dei due mandati. Anche tanti commenti critici sulla bacheca Facebook di Conte

(adnkronos.com) – E’ divisa, sembra addirittura propendere per la critica dura, la base M5S sulla decisione di non derogare alla regola aurea del tetto dei due mandati. Oltre duemila, in poco più di mezz’ora, i commenti al post in cui il leader del Movimento, Giuseppe Conte, annuncia che la regola cara a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non si tocca. Ma a commento non ci sono solo gli “chapeau”, che pur non mancano: piovono anche critiche, solitamente merce rara sui social dell’ex premier. Nel mirino c’è soprattutto Grillo, per molti follower di Conte l’artefice di quello che in tanti etichettano come un “suicidio politico”.

“Una squadra che manda via i suoi campioni è un po’ come quello che per far dispetto alla moglie si è tagliato il pipino” – tra i tanti commenti contro – “altra mossa sbagliata di Grillo, soprattutto in questo periodo storico”; “Grillo out. Sarebbe ora che andasse via anche lui..sta facendo più danni che benefici”; “Io mi chiedo come può una personalità come Lei farsi manovrare da Grillo! Vi state autodistruggendo!! Molla Grillo!”.

Le parole che ricorrono di più sono “errore”, “suicidio”, “delusione”. In molti, poi, chiedono perché non sia stata interpellata la base, una possibilità che, a quanto risulta all’Adnkronos, è stata osteggiata da Grillo in persona.

Tra i commenti ci sono poi anche quelli di chi resterà a ‘bocca asciutta’ proprio per la mancata deroga che, in molti, ora contestano. “Non si molla un millimetro – scrive, tra gli altri, il senatore Gianluca Castaldi – Siamo già al lavoro, come sempre, ma stavolta fuori dai palazzi. Coraggio Giuseppe Conte, guidi una forza politica perbene e per questo sarai denigrato e tenteranno di abbatterti. Ma la verità e l’onestà hanno sempre dalla propria il popolo. Serve solo aiutarlo ad aprire bene gli occhi. Al lavoro. Io, il mio terzo mandato, lo sto attuando qui fuori”.

“È stato ed è un grande onore servire il Paese! Ci sono e ci sarò, per tutti noi, per il MoVimento 5 Stelle Grazie Beppe e Giuseppe Conte”, gli fa eco Dario Violi, consigliere regionale lombardo. E proprio chi esce di scena viene ‘santificato’ nei commenti: “siete i nostri eroi”, “motivo di orgoglio”, “al nostro fianco, sarete il nostro faro”, alcuni dei post lasciati sulla bacheca di Conte.

Elezioni 2022, verso Appendino in lista M5S

Il codice etico la consente perché reato non è doloso. Borré all’Adnkronos: “Può correre ma per lei resta spada di Damocle dei due mandati”

(adnkronos.com) – La carica degli sconosciuti. E’ uno dei rischi che corre il M5S dopo la decisione -ancora non ufficializzata- di non derogare alla regola del tetto dei due mandati. Saltano, tra gli altri, Roberto Fico e Paola Taverna, Virginia Raggi e Danilo Toninelli (i più amati dalla base), Roberta Lombardi e la sua nemica di sempre, Virginia Raggi. E ancora Stefano Buffagni, Vito Crimi, Federico D’Incà e Riccardo Fraccaro. I nomi da spendere in campagna elettorale sono ridotti al lumicino, oltre a quello di Giuseppe Conte in pista resta, ad esempio, il ministro e capodelegazione Stefano Patuanelli. Resta ferma, poi, l’incognita Alessandro Di Battista. Spunta però, nei vertici del M5S, anche il nome di un altro volto noto del Movimento, l’ex sindaca Chiara Appendino: la sua candidatura, riferiscono fonti autorevoli all’Adnkronos, viene data per assodata. Tanto che, in ore frenetiche e complesse per il M5S, sono iniziate le rivendicazioni di chi è rimasto a bocca asciutta: “Non si deroga più nulla: Appendino ha una condanna alle spalle, quindi è fuori”, si sfoga un big del Movimento.

In realtà, la strada della candidatura alle politiche è sgombra di ostacoli per l’ex prima cittadina torinese, che -sul fronte dei due mandati- è forte del ‘mandato 0’ voluto per i consiglieri comunali dall’ex capo politico Luigi Di Maio. Assolta in appello dall’accusa di falso in bilancio nell’ambito del processo Ream, Appendino è stata condannata a un anno e mezzo, con sospensione condizionale della pena, per i fatti di piazza San Carlo, quando, durante la proiezione della finale di Champions League Real Madrid-Juventus, persero la vita due persone e ne rimasero ferite 1.700.

Tuttavia Appendino, stando alle regole grilline, può candidarsi, perché il codice etico del Movimento prevede che chi è stato condannato per reati colposi possa scendere in campo elettorale, per una clausola all’epoca messa nero su bianco dall’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, finalizzata a non lasciare fuori, ad esempio, chi avesse alle spalle una condanna perché coinvolto in un grave incidente.

“Costituisce condotta grave ed incompatibile con la candidatura ed il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del MoVimento 5 Stelle la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo”, si legge infatti all’articolo sei del Codice etico, quello che regola gli ‘obblighi per i candidati nelle competizioni elettorali sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle e per i portavoce eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle in relazione ai procedimenti penali’.

A confermare all’Adnkronos che l’ex sindaca di Torino può correre per il M5S è Lorenzo Borré, il legale da sempre a capo delle battaglie giudiziarie contro il Movimento: “sulla condanna nulla da eccepire perché assolta a maggio per il falso in bilancio e condannata sì, ma per l’altro reato che è colposo e non doloso e non passato in giudicato”.

Per Borré tuttavia, la candidatura di Appendino non è totalmente priva di macchie: “resta la spada di Damocle dell’interpretazione del codice etico che non risulta superata dalla consultazione del 2021 in cui passò il concetto di ‘mandato zero’ per i consiglieri comunali”, voluta da Di Maio.

M5S, la chiamata di Conte ai big

(adnkronos.com) – Le telefonate tra ieri ma anche questa mattina, mentre trapelava la notizia -con un take di agenzia- sul niet alla deroga della regola dei due mandati. Giuseppe Conte già ieri si è armato di telefonino e ha annunciato lui stesso a tutti i ‘big’ che saltavano che no, non c’era stato nulla da fare. “Mi spiace, io ce l’ho messa tutta: Grillo è stato davvero irremovibile“, le sue parole riportate da alcuni ‘veterani’ all’Adnkronos.

Quando arriva la fuga di notizie, l’ex premier si indispone, perché l’elenco di chiamate da fare è ancora lungo, i ‘silurati’ rischiano di scoprirlo a mezzo stampa. Lui va avanti. “Dovete restare al nostro fianco – l’appello che rivolge -, faremo bene e ci sarà posto per tutti”.

L’ex premier, in telefonate non certo semplici, ha stimato un risultato elettorale ben al di sopra delle sondaggi, “vedrai staremo almeno al 15%”. Da qui, la richiesta per un impegno in campagna elettorale anche da parte di chi è rimasto a bocca asciutta. Una richiesta che non tutti hanno preso benissimo. “Sono un grillino della prima ora, stavo per far partire il vecchio ‘vaffa’ del M5S della prima ora…”, confida uno dei più amareggiati.

Elezioni 2022: “Con regola mandati M5S salta anche Raggi”

Salta anche Virginia Raggi nello stop alla deroga dei due mandati. In ore concitate per il M5S molti, tra i ‘veterani’, si chiedevano se anche l’ex sindaca di Roma rimanesse a bocca asciutta dopo il niet di Beppe Grillo. Il suo, infatti, è un caso particolare, ovvero “il combinato disposto del mandato che non si conta per i consiglieri comunali di opposizione e il passaggio da un ruolo ad un altro inaugurato per Giancarlo Cancelleri”, che ha lasciato la Regione Sicilia per andare a fare il sottosegretario, ‘deroga’ voluta per lui dall’ex capo politico Luigi Di Maio tra mille polemiche. Raggi, infatti, siede in Campidoglio -forte di tre mandati alle spalle- per correre alle elezioni politiche dovrebbe lasciare il suo posto.

Ma l’ex prima cittadina, cara a Beppe Grillo, resterebbe fuori dalle prossime politiche. Ne è certo Lorenzo Borré, il legale che ha guidato tutte le cause contro i vertici del M5S, spuntandola il più delle volte. “Il ‘lodo Cancelleri’ – dice – non fa giurisprudenza, perché ha lasciato per un mandato non elettivo, è stato nominato”, come Giuseppe Conte nel ruolo di premier, per intenderci. Quanto ai due mandati, “Raggi ne ha fatti già tre – spiega Borré – se prendiamo per buono il ‘mandato zero’ votato nel luglio 2020 siamo a due mandati per l’ex sindaca”. Dunque gameover.

Non solo. “La consultazione che sancì il cosiddetto mandato zero – dice ancora Borré all’Adnkronos – non è mai stato recepito dal codice etico, quindi, di fatto, prevale la cogenza del codice etico che preclude di candidarsi in Parlamento a chi ha rivestito due o più mandati da consigliere comunale. Questo vale tanto più per Raggi, che ha rivestito il ruolo di sindaco. Ricordiamo infatti che la regola del doppio mandato fu voluta da Grillo e Casaleggio proprio per evitare concentrazioni di potere”.