L’unità nazionale non era certo la formula più adatta a prender di petto le ingiustizie sociali che in Italia penalizzano gli uni a vantaggio degli altri. Difatti ogni volta che nel governo Draghi qualcuno chiedeva maggiore equità fiscale si beccava un veto. Sul lavoro precario? […]


(Gad Lerner – Il Fatto Quotidiano) – L’unità nazionale non era certo la formula più adatta a prender di petto le ingiustizie sociali che in Italia penalizzano gli uni a vantaggio degli altri. Difatti ogni volta che nel governo Draghi qualcuno chiedeva maggiore equità fiscale si beccava un veto. Sul lavoro precario? Tutti fermi. Sulle pensioni? Rinvio (eccetto il salvataggio di pochi privilegiati tipo noi giornalisti). Riforma degli ammortizzatori sociali, sgravi per aumentare il netto in busta paga, salario minimo? Per più di un anno il governo ha cincischiato su questi argomenti “divisivi”, preferendo elargire bonus generalisti. E ora dovremmo credere alla favola del povero Draghi disarcionato proprio quando stava per distribuire soldi ai lavoratori poveri? Suvvia! Domenico De Masi, ottimista della volontà, sogna che i 5S si trasformino in forza laburista capace di rappresentare gli svantaggiati. Mi piacerebbe, ma sa un po’ di ingegneria genetica. Intanto, l’ha capito per primo Draghi, il suo governo va a infrangersi sulla questione sociale.