Roma, qualcuno inizia a mirare al sindaco: “E’ inadeguato”

(Giorgio Gandola – La Verità) – In fondo il miracolo è avvenuto. Ai cinghiali si sono aggiunti topi e gabbiani, che banchettano al tramonto nelle mille piccole discariche abusive della Capitale travolta dalla monnezza. Mentre il sindaco Roberto Gualtieri tenta di imparare le note del «Bidone sputacchione», canzone per bambini ricicloni che andava di moda una decina d’anni fa, Roma trascorre «l’estate della rinascita» (promessa piddina postelettorale) in mezzo ai miasmi e ai rifiuti. Foto, video, indignazione web dei turisti restituiscono il senso dell’emergenza, mentre il ponentino rinfresca la pennica dei quartieri vip trasportando fra i pini marittimi un olezzo da partita ortofrutticola andata a male.

Il sistema mediatico compiacente continua a far finta di non vedere lo scempio (fosse amministrata dal centrodestra ci sarebbero le edizioni straordinarie) eppure al Nazareno c’è preoccupazione, non solo olfattiva, ma politica.

A sinistra si sapeva che la conquista di Roma avrebbe creato conseguenze, ma si sperava che il sostegno della macchina regionale di Nicola Zingaretti avrebbe attenuato le difficoltà. «Invece siamo già in mezzo al guado, anzi sui rifiuti stiamo sott’ acqua», spiffera un parlamentare dem che per hobby fotografa la monnezza.

Al di là delle battute, dentro il Pd nessuno sottovaluta il tema Gualtieri e nella corrente antagonista di Goffredo Bettini qualcuno comincia a spendere la parola «inadeguato». Nel senso di inconcludente, avvezzo al marketing personale ma per niente operativo.

Per ora la copertura politica (quindi redazionale) è garantita, ma chi conosce la complessità della Capitale e l’evanescenza di un ex ministro dell’Economia che litigava con i numeri, sa che potrebbe ripetersi il film di Ignazio Marino. Finora il sindaco si è occupato del fashion. Ha partecipato a ogni manifestazione cool compreso il gay pride, ha inaugurato mostre e festival, ha incassato stando fermo i 1,5 miliardi per il Giubileo del 2025, ha assunto 20 addetti amministrativi e 155 netturbini (altri 500 ne ha promessi entro l’anno). Ma i rifiuti stanno sempre lì.

Da Torrevecchia alla Garbatella passando per Prati e per il centro storico, la morsa non molla la città. I giri di raccolta saltano, i camioncini non scaricano sulle macchine-madre destinate a Rocca Cencia e ad altri impianti, Roma si riempie di immondizia. L’incendio del centro per il trattamento meccanico-biologico di Malagrotta ha aggravato la situazione e in attesa del termovalorizzatore che Giuseppe Conte non vuole (al punto da farne un caso in parlamento), Gualtieri abbozza: «Troppe strade sono ancora sporche e non sufficientemente curate dal punto di vista della raccolta e dello spazzamento. Questo lavoro richiede uno sforzo e un’accelerazione particolare che chiediamo ad Ama di realizzare». Parole che non convincono nessuno, neppure il Vaticano.

Proprio ieri sul Campidoglio è piovuto il siluro di monsignor Benoni Ambarus, vescovo ausiliare della città santa per concessione di papa Francesco, che a Vatican News ha detto: «Roma rischia di diventare una vera e propria giungla urbana. Oltre al degrado umano c’è un degrado ambientale contro cui l’amministrazione dovrebbe lottare, un degrado che a volte rischia di diventare un alibi per il singolo cittadino, per il quale c’è sempre qualcun altro che deve fare qualcosa».

L’alto prelato ha aggiunto: «Ai romani dovrebbe essere dato anche un premio perché arrivano alla fine della settimana senza avere “scapocciato” troppo rispetto alla corsa a ostacoli che devono vivere su tutti i fronti. I romani fanno un corso di sopravvivenza quotidiana».

Sollecitato sul Giubileo del 2025, Benoni Ambarus è stato definitivo: «Se l’amministrazione non troverà una soluzione davvero risolutiva alla questione dei rifiuti come potremo arrivarci migliori? Le istituzioni devono fare uno scatto di dignità». Uno schiaffo in pieno volto a Mister Bella Ciao, peraltro già criticato da storici alleati del progressismo dem come i cinematografari vip (Elena Santarelli, Claudia Gerini, Alessandro Gassman, Anna Foglietta). E addirittura dalla Cgil, vale a dire dal braccio armato del Pd, che invoca l’arrivo dei militari.

Dopo aver contestato la scelta del termovalorizzatore, il sindacato rosso è contro il sindaco anche sulla politica della raccolta quotidiana. «L’amministrazione non ha avuto il coraggio di dichiarare l’emergenza e di fare cose straordinarie», ha detto il segretario regionale Natale Di Cola.

«Bisognava trovare luoghi dove stoccare dalle 10 alle 20.000 tonnellate di rifiuti per permettere alla città di non avere questa emergenza. Era politicamente difficile chiedere aiuto all’esercito ma era necessario perché ci vogliono decine di giorni per recuperare i rifiuti a terra». Pattumiera Capitale per Gualtieri, che nel frattempo discetta davanti allo specchio di «economia circolare», «nuove tecnologie green», «riuso e recupero energetico con i biodigestori» come se avesse ancora davanti Ursula Von der Leyen con lo sguardo fisso.

Mentre Roma boccheggia, lui sta a Parigi e posta su Twitter la foto con l’omologa Anne Hidalgo. «Sono qui per rilanciare il gemellaggio che lega da 66 anni le nostre due città». Chiederle come fa a smaltire la poubelle del Marais è troppo volgare.

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3 replies

  1. “Il sistema mediatico compiacente continua a far finta di non vedere lo scempio (fosse amministrata dal centrodestra ci sarebbero le edizioni straordinarie) eppure al Nazareno c’è preoccupazione, non solo olfattiva, ma politica.”

    Ecco un bell’esempio di giornalista in malafede.
    Hai dimenticato , Giorgio Gandola, le edizioni straordinarie per la Raggi dal 2016 ad appena ieri ?

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  2. “1,5 miliardi per il Giubileo del 2025”

    Cazzo, perché non li mette il Vaticano questi soldi? Sempre dalle nostre tasse devono uscire? Per aiutare i poveri e i disperati non c’è una lira, ma per i soliti amichetti del quartiere che si stipano nella mangiatoia si trovano sempre.

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  3. I romani, e molti esultavano all’arrivo di questo genio che avrebbe bonificato la capitale, si meritano tutto ciò che gli capita: Roma è diventata la Gardaland dei turisti, il centro è tutto un b&b ma con la spazzatura e la sporcizia sotto le finestre; buche a ogni strada…na’ puzza che t’accora; i mezzi pubblici da terzo mondo; servizi che diventano privilegi. Roma non c’è più, spariti persino i romani rionali dal centro….

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