I cinghiali stavolta finiscono male: il piano anti-peste suina prevede l’abbattimento di 500mila ungulati

(Diodato Pirone – il Messaggero) – «Depopolamento, ma sul serio». È questa la frase chiave del dossier cinghiali esploso dopo la scoperta di casi di peste suina fra gli ungulati presenti in un parco di Roma. Si tratta di una inversione a U rispetto all’indifferenza generale che ha fatto esplodere il numero di questi animali in Italia.

Secondo la Coldiretti nella penisola si contano 2,3 milioni di cinghiali. Secondo il commissario all’emergenza peste suina, Angelo Ferrari, probabilmente sono 3 milioni. E’ un fatto che i cinghiali procurano danni rilevantissimi all’agricoltura, agli automobilisti (non si contano gli incidenti stradali) e ora costituiscono un pericolo potenzialmente mortale per l’intero settore della carne suina. Che sta già subendo il blocco dell’import da parti di Svizzera, Cina, Giappone, Kuwait e altri paesi minori.

MISURE CHIARE Per questo fra gli addetti ai lavori si parla di comprimere il numero dei cinghiali di almeno 500.000 unità, eliminandoli del tutto – e in tempi brevi – nelle aree dove sono portatori di virus della pesta suina: gran parte della Liguria e del Piemonte e nella campagna romana. Nei documenti della Regione Piemonte si indica un obiettivo di depopolamento per 50.000 animali, mentre in Liguria sono stati stesi quasi 140 chilometri di barriere nei boschi per costuire una gigantesca zona rossa anti-peste dentro la quale fra poco i cinghiali saranno tutti eliminati.

A suonare la fine della ricreazione è stato l’altro giorno il sottosegretario al ministero della Salute Andrea Costa. «Non c’è altra soluzione al varo di una piano nazionale per la riduzione del numero dei cinghiali», ha annunciato Costa. E per passare dalle parole ai fatti il governo ha anche stanziato una manciata di milioni in un decreto.

Non sarà facile concretizzare il depopolamento perché, nonostante i cinghiali costituissero un grosso problema da anni, il dossier è stato sostanzialmente ignorato. Perché? La risposta è semplice: un groviglio di competenze burocratiche ha polverizzato qualunque possibilità di governare il problema. Di cinghiali si occupano due Ministeri, 20 Regioni, ciò che resta delle Province, e l’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale). Risultato? Fino a quando non è esploso il tema della peste suina i cinghiali l’hanno fatta da padrone.

«Una fase finita – assicura il commissario Ferrari – Il coordinamento con le Regioni è già partito, il prossimo 19 maggio si terrà una nuova riunione nella conferenza Stato-Regioni. Il piano è chiaro: nelle aree con cinghiali infetti gli animali vanno eliminati, il tutte le altre Regioni devono diminuire di numero». Come? Fra le ipotesi in campo un massiccio coinvolgimento dei cacciatori tramite il prolungamento della stagione venatoria e il permesso generalizzato di cacciare di notte ovviamente lontano da aree abitate e con tutte le regole (sparare ai cinghiali non è un gioco da ragazzi) del caso.

Capitolo chiuso? Neanche per idea. Stefano Masini, responsabile ambiente di Coldiretti, non nasconde le sue perplessità. «L’esperienza ci insegna che su questo tema serve una pianificazione seria e profonda», dice. «Per risolvere davvero il problema dei cinghiali – aggiunge Masini – Serve ad esempio una gestione rigorosa dei rifiuti. Questo significa non solo la repressione di comportamenti scorretti ma ad esempio la realizzazione del termovalorizzatore a Roma. Ce la faremo?». Intanto a premere perché il depopolamento decolli senza indugio sono gli allevatori dei maiali. Il loro settore vale 3 miliardi di euro e decine di migliaia di posti di lavoro. Se la peste suina si diffondesse l’80% dei maiali italiani ne morirebbe.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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12 replies

  1. Bastardi cinghiali putiniani ora farete la fine dei russi. Vi staneremmo uno ad uno anche se vi nasconderete nella vegetazione. Vi uccideremmo tutti e poi vi bruceremmo nei termovalorizzatori. Viva il cemento e i termovalorizzatori.

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  2. Ci potete raccontare tutte le cazzate che volete…..la peste suina è solo una scusa per fare mattanza e risolvere l’effetto della politica di mala gestione decennale della catena produttiva, con un surplus voluto di rifiuti; la gestione clientelare degli appalti legati a raccolta urbana, discariche e linee di smistamento; assenza di pianificazione strategica di linee di produzione, gestione e distribuzione dei prodotti, con priorità indirizzata a un approccio ecoLOGICO.
    Quindi si risolve a valle perché a monte non si vogliono toccare equilibri e interessi dei potenti.
    Per quanto riguarda i cinghiali, l’unica maniera di dissuaderli a entrare nei centri urbani è evitare la presenza di rifiuti nelle strade.
    Possibile che non si riesca a organizzare un “porta a porta” nei piccoli centri e nelle città (es Roma) dei centri di quartiere di conferimento e controllo di transito con mezzi addetti al ritiro ogni 6 ore? Ci raccontare che la raccolta differenziata tocca quote virtuose intorno all’80%, ma pensate che siamo senza occhi e senza naso? Vediamo benissimo da noi la realtà nei centri urbani. E anche a voler credere alle favole, perché continuate a farci pagare l’IVA al 22% sui prodotti acquistati, tassandoci quindi anche imballaggi e packaging, e soprattutto perché ci fate pagare la Tari come se non si ottenessero benefici dal riciclo del prodotto differenziato?
    Quando faccio la spesa, circa 1/4 del volume acquistato è scarto, che deve essere integralmente buttato! 1/4!
    Quindi io pago spazzatura e poi pago il suo ciclo di raccolta e riciclo.
    Una specie di schema Ponzi! E io sono matematicamente e sempre il budino scannato.
    Se non si pianifica e si riduce, se non si razionalizza e si ottimizza, se non si programma e si sceglie una politica volta alla nostra sopravvivenza in un pianeta vivo che possa ospitarci senza collassare, non ci sarà scampo per l’umanità, e questo approccio dovrebbe essere applicato a tutto, a cominciare dall’energia.

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    • Miracoli della sinistra!! Voglio vedere quanti cacciatori spareranno per sbaglio o si faranno male tra loro .. e chi diavolo mangerà piu il sugo di cinghiale ( 500 mila capi!!)per paura della febbre suina , dove li smaltiranno ? Nel nuovo termovalorizzatore, what else ?

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  3. Hanno visto che la parola “virus” funziona benissimo.
    Sai quanti ne salteranno furi quando ci sarà da fare qualcosa di sgradito a molti,? Diventerà tutto ” inevitabile”…

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  4. “Una fase finita – assicura il commissario Ferrari – Il coordinamento con le Regioni è già partito, il prossimo 19 maggio si terrà una nuova riunione nella conferenza Stato-Regioni. Il piano è chiaro: nelle aree con cinghiali infetti gli animali vanno eliminati, il tutte le altre Regioni devono diminuire di numero”
    Chiaramente “nulla quaestio” che ora il tutto sia di competenza regionale

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  5. E quindi di che disquisisce ? Crede davvero a quello che raccontano, invece di eliminare i rifuiti cioè l esca, uccidono chi scende dalle campagne per fame …se succedesse a lei ? Il problema era tutto politico , lo sa bene , la gestione era della regione che non collaborava etc etc.. adesso d incanto tutto si puo fare ! Sti c..

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  6. Tra l’altro, splash-image orrenda. Due cecchini su qualche tetto che intenderebbero sparare agli ungulati affetti da peste suina per mangiarseli in umido? Sarebbe divertente, secondo l’autore (inteso come autore del meme del cazzo)?? Detto da animalista, la trovo di un volgare mostruoso. Mangiate, ma mangiatene a chili, di carne infetta, che poi le risate me le fo io! Fanculo, vah!

    Sul piano politico, la stessa tragedia da anni. Cumuli di rifiuti in una città gestita stavolta non da quella idiota della Raggi (è ironico, ovviamente), ma dal un’ameba scaturita dal governo dei migliori, cacciatori rincoglioniti impotenti (sissì, proprio nel senso sessuale del termine) che vanno in giro a sparare a tutto quel che si muove (e ancora si sparano tra di loro troppo poco pei miei gusti), distruzione dell’equilibrio dell’ecosistema prima eliminando specie e razze, poi reintroducendole forzosamente dopo averle praticamente disintegrate, e poi ve la rifate coi cinghiali che “scendono” in città sempre più estese alla Q-lo al punto che ormai lambiscono la campagna? E la colpa sarebbe degli ungulati? Ma-rifanculo, vah!

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