Niente epica, niente etica. Quella che vediamo oggi non ha più nulla di essenziale né di “vitale”. Ne esistono ancora di “giuste”? Sì, tutte quelle di indipendenza. E quella di Kiev contro Mosca lo è […]

(Massimo Fini – massimofini.it) – “La guerra è comune a tutti gli esseri, è la madre di tutte le cose. Alcuni li fa dei, gli altri li fa schiavi o uomini liberi” (Eraclito)
Io non sono pacifista. Lo slogan “meglio rossi che morti” non mi è mai appartenuto. Lasciamo perdere, per il momento, la questione se ci siano guerre giuste su cui si sono affaticati non solo gli ideologi cristiani, da san Tommaso a sant’Agostino, o se la guerra sia comunque e sempre un male come pensano soprattutto gli autori moderni, illuministi, da Rousseau a Voltaire, da Diderot a d’Holbach a Kant.
Il fatto è che la guerra, comunque la si voglia considerare, non è solo distruttrice ma anche costruttrice. Ha funzioni positive, sia sul terreno politico, collettivo che individuale appagando pulsioni esistenziali profonde. Ed è di queste ultime che qui soprattutto mi occupo. La guerra consente di liberare legittimamente l’aggressività naturale, e vitale, che è in ciascuno di noi. Ha il pregio di ricondurre tutto, a cominciare dai sentimenti, all’essenziale. Ci libera dell’orpello, del superfluo, dell’inutile, ci rende, in ogni senso, più magri. La guerra conferisce un enorme valore alla vita. Il rischio, concreto, vicino, incombente, della morte rende ogni attimo della nostra esistenza, anche il più banale, di un’intensità senza pari. Anche se può sembrare paradossale la guerra è un’occasione irripetibile e inestimabile per imparare ad apprezzare la vita. Ai nostri ragazzi, e non solo a loro, spesso in preda a depressioni e nevrosi, consiglierei un stage in Siria o, oggi, a Kiev. Infine la guerra, dai suoi primordi, è sempre stata sentita come la prova, la prova suprema come scrive Norman Mailer, in cui l’uomo si misura con se stesso, con i propri valori, e svela, a sé e agli altri, la sua vera identità. Racconta Leo Longanesi di individui che in tempo di pace facevano i fenomeni sciogliersi come neve al sole e di impiegatucci a cui non avresti dato un soldo essere all’altezza della situazione.
Quel che ho detto fin qui non vale più da quando la tecnologia, oltre a essersi impossessata delle nostre vite, ha tolto alla guerra ogni epica, ogni estetica e, soprattutto, ogni etica, relegando l’uomo in una posizione marginale, spesso di pura e semplice vittima sacrificale. Il pilota che, poniamo, da Nellis nel Nevada, a diecimila chilometri di distanza, guida un drone armato di missili con cui uccide un centinaio di persone non ha bisogno di alcun coraggio, deve essere armato solo di cinismo. Ci sono poi guerre moderne, e molto attuali, in cui la sproporzione tecnologica fra le forze in campo è tale da far dubitare che siano delle vere guerre. È quella che Edward Luttwak ha chiamato, con felice sintesi, “la guerra post-eroica”. Situazioni di questo genere secondo il polemologo Lewis A. Coser “non si differenziano sostanzialmente dall’attacco dello strangolatore alla sua vittima”. Si esce cioè del campo della guerra per entrare in quello dell’assassinio. Il combattente che non combatte perde ogni legittimità, quella particolare legittimità che permette in guerra ciò che è assolutamente proibito in tempo di pace: uccidere ed essere, se così si può dire, altrettanto legittimamente uccisi. Se uno solo può colpire e l’altro solo subire siamo fuori dalla guerra, almeno come l’avevamo finora conosciuta. Di questa pasta sono le guerre Nato-americane alla Serbia (1999), all’Iraq (2003), alla Libia (2011). In realtà oggi la guerra esiste ancora, ma la si fa con cattiva coscienza, vergognandosene, tant’è che la si chiama con altri nomi “operazioni di peace keeping”, “operazioni di polizia internazionale”, eccetera. Nemmeno Putin sfugge alla regola tanto che, se non ho capito male il suo russo, ha chiamato l’aggressione all’Ucraina “operazione militare speciale”. La guerra russa all’Ucraina, data la sproporzione delle forze in campo, somiglia più, almeno in buona parte, per ridirla con Coser, all’attacco dello strangolatore alla sua vittima. E se all’Ucraina è andato il consenso dell’intero mondo occidentale, non è solo, e non è tanto, per l’indiscusso coraggio dei combattenti ucraini, ma perché è la prima volta che le televisioni ci hanno fatto vedere gli effetti di una guerra, cosa che non era accaduta per la prima guerra del Golfo (Fabrizio Del Noce ci mostrava, dalla terrazza del miglior albergo di Baghdad, cioè del nemico, cosa in sé già assai curiosa, i traccianti della contraerea e le code luminose dei missili, insomma una sorta di war game, ma di quello che accadeva sotto non sapevamo nulla) né è accaduta per l’Afghanistan, per la seconda guerra del Golfo, per la Libia. Si è creato così, per l’Ucraina, un voyeurismo della guerra che lo scrittore Antonio Scurati non ha esitato a definire, giustamente, “osceno”. Di fatto questo voyeurismo non ha nulla a che fare con un vero appoggio all’Ucraina. Gli occidentali, e in particolare gli europei, sono stati troppo slombati da decenni di pace per avere il coraggio di andare a battersi sul campo come si era fatto nella guerra civile di Spagna cui confluirono combattenti di altri Paesi a favore di una fazione o dell’altra, comunisti/anarchici contro Franco (cosa che non impedì ai comunisti di massacrare i loro alleati anarchici, Omaggio alla Catalogna, Orwell), i fascisti a favore.
Un’altra novità della “guerra post-eroica” è che il nemico non è più uno “justus hostis”, da trattare con le regole dello ius belli (che peraltro non esiste più) ma è sempre un “terrorista” per gli americani o, oggi, un “nazista” per Vladimir Putin. Se il prigioniero nemico non è uno “justus hostis” se ne può fare carne di porco (vedi Guantanámo).
E veniamo alla domanda che abbiamo scartato all’inizio, e cioè se esistano guerre “giuste”. Per me sì. E sono tutte le guerre di indipendenza. Dalle ormai lontane guerre d’indipendenza nostrane, senza le quali non si sarebbe fatta l’Unità d’Italia, alla guerra dei talebani afghani agli occupanti Nato-americani e, oggi, degli ucraini contro l’invasore russo. “La guerra è la madre di tutte le cose. Alcuni li fa dei, gli altri li fa schiavi o uomini liberi”.
La guerra e’ un mucchietto di frattaglie spappolate di un coglione mandato a morire da un ladrone.
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La guerra è un mucchietto di frattaglie spappolate di schiavi nemici mandati a morire da padroni amici, perché loro non si spapolano mai
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“La guerra consente di liberare legittimamente l’aggressività naturale, e vitale, che è in ciascuno di noi.”
se ha queste necessità può sempre provare con le baby gang
e fare una riedizione dei “Guerrieri della notte” in Brianza
occhio che i Borboni regnavano nella parte sud dell’Italia dal 1700 al 1861 (a fasi alterne)
vedi mai che dicano
è ora che ci riprendiamo quello che è storicamente nostro.
proprio vero che la storia la scrivono i vincitori e, MF, aspira d’esserlo
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NON VOGLIO- Viviana Vivarelli
Non voglio i fantasmi
lugubri del passato
le tenaglie dell’Inquisizione
i cappucci del Ku Klux Klan
o i grembiulini dei Venerabili
i roghi dei libri e i linciaggi del pensiero
i crocifissi impugnati come clave
e i poveri Cristi mandati al macello.
Non voglio tornare nelle catacombe
per avere il diritto alla verità
e diventare di nuovo martire
di indegni Colossei.
Cominciano ad essere troppe
le soperchierie del Potere.
Pretendono il peggio della storia
e lo rivestono dei loro orpelli.
Impongono le loro caverne nere
sui mondi colmi di luce.
Non voglio che i mostri risorgano
dal loro putridume
per abbigliarsi di bombe e dollari
sporcando le parole che più amo
con le loro bocche maledette.
Violentano il mondo bambino
impongono dazi al mio cibo, al mio latte,
all’acqua che bevo, al cielo
che respiro,
al pane.
Impongono mani sporche di morte
sul grano dorato, i frutti di sole,
le strade che cammino.
200 padroni con nuove ferraglie
imprigionano la Terra
la dolce Gaia che mi nutre e boccheggia
stremata da grinfie malvagie.
200 padroni di morte
coi vecchi labari, gli antichi terrori
sul mondo che voleva soltanto
camminare per strade nuove e felici.
Non voglio sentirmi così sola
io che sono mondo e gente e vita
che dovrei essere tutti
quelli che essi non sono
che dovrei essere la vera
maggioranza della Terra.
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Piano piano le notizie cominciano ad uscire:
molto prima dell’invasione russa, Usa e UK hanno riempito gli arsenali ucraini con sistemi antiaereo e anticarro e i vari “consiglieri” inglesi ed americani sono andati via poco prima della guerra.
fonte LIMES
ora domando: era veramente inaspettata e fuori logica (dalla parte russa ovviamente) l’invasione, oppure diversi attori hanno lavorato perchè diventasse ineluttabile?
e forse quello che scrive FINI nella parte: “ha tolto alla guerra ogni epica, ogni estetica e, soprattutto, ogni etica, relegando l’uomo in una posizione marginale, spesso di pura e semplice vittima sacrificale”
sia centrato: hanno sacrificato un intero paese con la complicità della manovalanza nazionalista locale.
Per il resto: “la guerra, dai suoi primordi, è sempre stata sentita come la prova, la prova suprema come scrive Norman Mailer, in cui l’uomo si misura con se stesso, con i propri valori, e svela, a sé e agli altri, la sua vera identità”
forse al giorno d’oggi sarebbe bastata una partita di calcio
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Ieri sera il sig. Bide’ ha detto : Il gasdotto Nort Stream2 e’ morto e sepolto . Complimenti ten. Sheridan .
Questo volevate e l’avete ottenuto , era da quando era stato progettato che ci stavate a provare , vi stava facendo perdere il sonno eh !!!!. Fa niente che per ottenere questo avete scatenato l’inferno in Europa , che ve frega a voi se muoiono cittadini europei , e’ il fine che giustifica i mezzi vero Bide ‘ ? E’ per questo che avete pure truccato le elezioni nel vs. paese vero ? A partire dalle bufale della Clinton vs Trump che apprezzava Putin e voleva un’ America lontana dalle guerre globali e per questo inviso anche al suo partito al Deep State e a tutte le lobby di potere che dominano il vs. Continente . Non a caso la Pelosi ebbe a dire , ” in qualsiasi modo andranno’ le elezioni Trump le perdera’ ” : E cosi’ e’ stato .Ma torniamo ad oggi , Perche questa gente odia cosi tanto la Russia ! E quando dico questa gente non mi riferisco a tutto il popolo americano , ma a quell’ America cosiddetta liberal dell’ apparato militare industriale , delle lobby delle armi , di big tech , delle lobby farmaceutiche di Wall street , ecc non certo all’ America profonda che oggi non a caso vota per Trump .
Odia la Russia perche’ la Russia e’ tornata , questi liberal amavano la Russia di quella macchietta di Eltsin e del remissivo Gorbaciov che l’avevano svenduta e derisa . Ma Putin gli ha ridato quel ruolo che le spettava sullo scacchiere mondiale , e questo a lor signori non va giu’ , perche’ pensavano di fare il bello e cattivo tempo da soli . Al limite sopportavano la competizione ecnomica con l Cina , ma non pure quella militare con i russi . Odiano allora la Russia perche’ si e’ messa di traverso ai loro piani egemonici come in Siria dove la Russia e’ intervenuta dietro richiesta di aiuto di Assad per combattere i tagliagole dell’ Isis , Isis creato proprio dagli americani per rovesciare il regime di Assad stesso , molti documenti lo confermano dalle visite di Mc Cain e altri neo con al capo dell’ Isis che poi e’ stato ammazzato dagli stessi americani , sempre col solito sistema delle “primavere” di morte . Non ci sono riusciti , pero’ son rimasti in territorio siriano ( squadre americane in alcuni insediamenti petroliferi a trafugare petrolio siriano . Dov’e’ l’ Onu a prop . chi li ha chiamati a questi soldati americani in Siria ? Perche’ continuano ad essere li arbitrariamente ! Senza parlare poi dei curdi i quali dapprima erano stati pagati e arruolati contro Assad e poi li hanno abbandonati e gettati come si fa con un mozzicone di sigaretta .
Questi sono i nostri eroi imperiali . E noi europei sempre a rimorchio .
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Ombra
👏👏👏👏👏
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E perché il mio giornalaio mi dice che una cosa così non di era mai vista,?una strage così atroce.Al mio”e in Iraq? Ribatte”una cosa così non si è mai vista,in Iraq non c’erano bambini.
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e certo , se il tuo giornalaio s’attacca alle tv mainstream i bambini iracheni non li potra’ mai vedere . Oltrettutto son pure sporchi e cattivi , mica hanno occhi azzurri e capelli biondi ! .
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Le guerre sono sempre uno schifo perchè morire a 20 anni costretti da qualcuno che ti ci manda a combatterle è uno schifo. Tuttavia vi sono guerre che non si possono evitare e le colpe sono di chi le provoca con progettualità e cinismo sapendo quello che vuole ottenere : dominio mercantile,vendita di armi, indebolimento dell’avversario, divisione e scompiglio dei propri alleati e sottomissione di essi alla propria leadership , sfruttamento delle risorse di altri paesi e, oggi molto più raramente ,espansione territoriale.
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Però Putin quando bombardava le città siriane e si coordinava con i comandii Usa, non era uno stragista peggio di Hitler.
Riguardo agli USA, vi ricordate gli alleati usa in vietnam, mollati precipitosamente al loro destino
dove sono finiti gli “eroi” CURDI della guerra contro l’ISIS?
prima li hanno usati e poi lasciati sotto le sgrinfie dei turchi
e gli alleati Pashtun in Afghanistan?
dove sono ora?
vedremo quando tempo ci metteranno ad abbandonare anche i “patrioti” ucraini.
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scusa eh , Putin bombardava le postazioni dell’ Isis che si nascondevano nelle citta’ siriane , non le citta’ cosi’ a capocchia .
Si coordinavano con gli Usa a volte per non colpire truppe americane e rvicecersa .
Anche adesso Israele si coordina con Putin quando attacca postazioni iraniane in Siria , per far si che vengano colpite solo postazioni militari che potrebbero nuocere a Israele . Fa parte della tattica militare .
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cos’è fai la punta ad una frase?
che ovviamente deve essere il più concisa possibile
o vuoi una relazione completa dell’intervento russo in Siria?
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affatto , era solo un puntualizzare per evitare che qualcuno potesse fraintendere . Sei permaloso ?
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Le città con i civili non si bombardano nemmeno se ci sono tagliagole dell’isis dentro.
Abbiamo avuto anche noi terroristi e mafiosi. Sono stati stanati senza far saltar per aria condomini dove si andavano.
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*annidavano
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Piacerebbe sapere Massimo Fini abbia avuto genitori e nonni che gli hanno raccontato il brivido della 1ª e 2ª guerra mondiale.
Probabile che i suoi l’abbiano fatta in qualche ufficio ben lontani dal fronte.
Altrimenti gli elogi per le virtù salutari della guerra ci pensebbe un po’ a farli.
Apprezzo alcuni suoi ragionamenti su alcuni temi. Su questo sino distante da lui mille miglia.
Se apprezza così tanto la “resistenza” ucraina (su sky ho appena sentito una storpiatura ripugnante di “bella ciao” in versione ucraino-sanguinaria) si arruoli in qualche milizia naziucraina, credo che accetterebbero anche dei vecchi laidi bisognosi del brivido horror di cui ha la necessità per concludere in gloria il suo viaggio terreno.
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Mi dispiace per te giornalista non pacifista!! Non sai che ti perdi!! Il male di questa terra sono proprio persone non pacifiste.. ed ora più che mai!! La guerra ha funzioni costruttive!?! Sui cadaveri altrui!! Ma per favore!!!! Il pensiero illuminato una bestemmia!! Non esistono guerre giuste, le guerre non lo sono mai giuste!! Le guerre sono per i mostri!! A buon intenditore…
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