Putin che bestia, ovvero Di Maio e il ruggito extracorporeo. Quale cieca autostima ha fatto dire al nostro ministro degli Esteri che Vladimir Putin è peggio di un animale? C’è un abisso tra i quadrupedi e lo zar di Mosca: “Quello atroce è lui”. […]

(ANTONELLO CAPORALE – il Fatto Quotidiano) – Quale cieca autostima ha fatto dire al nostro ministro degli Esteri che Vladimir Putin è peggio di un animale? C’è un abisso tra i quadrupedi e lo zar di Mosca: “Quello atroce è lui”.
Luigi Di Maio l’ha detto, proprio così e proprio con queste parole, due sere fa alla televisione, puntando al massimo ascolto e alla massima ferocia possibile. In questo modo il capo della diplomazia italiana dà una mano alla pace? A occhio pare in effetti un soffio in direzione della guerra. Il paradosso di Luigi Di Maio è che nei momenti cruciali della sua vita politica, che comunque è una piccola grande storia di potere, tenda a liberare un lessico da scavezzacollo che lo conduce verso prati sconosciuti. È questo singolare sbilanciamento tra la propria cocciuta volontà di far garrire le bandiere del nuovo moderatismo grillino, di un riformismo tenue e centrista con la fede nuova nel draghismo, teoria e pratica di governo.
Quando Di Maio era il filiale esecutore dei progetti dell’Elevato (gli consegnò il bastone del comando e gli disse: “Adesso sono cazzi tuoi!”) strattonò Sergio Mattarella oltre ogni immaginazione, annunciando il processo per alto tradimento e successiva condanna popolare per il presidente traditore. Poi ci fu il balcone di Palazzo Chigi con l’annuncio dell’abolita povertà, per fermarci ai pronunciamenti più noti e dibattuti. Adesso che porta in alto il vessillo di Mario Draghi di nuovo uno slittamento imprevisto verso l’estremo. Di Maio ama la tv e Berlusconi, che di televisione capisce più di ogni altro, già anni fa disse di lui: “Un bel musino da tv”. Perciò il dubbio è che qualcuno gli voglia male e lo costringa a pronunciare parole che lui nemmeno si sarebbe sognato di dire, neanche in guerra.
Decenni di perculate sugli italiani voltafaccia in guerra, a minuti inizia la terza e chi abbiamo agli esteri?
Un voltagabbana della casata Serpeverde, il peggior luogo comune del meridionale opportunista, vile, disilluso maestro del chiagn/fott.. umo che si é venduto l’anima per un seggiolone, un incapace, ma capace di chiamare “PING” il leader cinese.
PING.
E se fanno amicizia coi russi? Putin diventa Pong?
Sicuramente bisogna avere ottime capacità diplomatiche, senso del compromesso e pazienza per fare lo stewart allo stadio San Paolo di Napoli, però li al massimo se sbagli ti prendi una testata, e rimane una cosa individuale, non coinvolgi 50 milioni di persone.
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I milioni se non sbaglio sono 60. E lui è un mangiatartine a tradimento (Lavrov dixit)
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*neuron,
E che “ peggior luogo comune”e’ Quello di un settentrionale brianzolo come Berlusconi che voleva incontrare il papà dei fratelli Cervi morto trent’anni prima, e definire “Romolo e Remolo”i fondatori di Roma davanti a Bush?
Ancora con questo razzismo territoriale nel 2022? Ma chi caxxo ti credi di essere?
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“annunciando il processo per alto tradimento e successiva condanna popolare per il presidente traditore. ”
Magari avesse pronunciato queste parole. Io ricordo lo squallido impiccment!
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Mattarella quella volta era intervenuto a gamba tesa nella formazione del governo. La cosa che sconcerta è come chieda facilmente scusa a tutti, di sicuro non chiederà mai scusa a chi lo ha votato per vendersi al banchiere per una cadrega. Giuda è voltagabbana, si sta rivelando il più servile e maggiordomo del potere economico capitalista. Spero che si riesca a liberarci presto di lui, ma ho paura che non sarà facile
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Io non entravo nel merito dell’interventismo di governo.
Mi riferivo al fatto che la costituzione parla chiaramente di alto tradimento, non si capisce perché un parlamentare della Repubblica debba usare il termine impiccment.
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“Perciò il dubbio è che qualcuno gli voglia male e lo costringa a pronunciare parole che lui nemmeno si sarebbe sognato di dire, neanche in guerra.”
Leggere fogli scritti da altri è una cosa, rispondere con la sua bocca e con un cervello senza cellule grigie è
tutta farina del suo sacco.
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Si, il “RUGGITO DEL CONIGLIO”…..
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oramai di stupidaggini ne ha dette e fatte di una quantità tale che si è uniformato alla media dei nostri parlamentari
se offendi così dal pulpito della diplomazia,
come diavolo pensi di poter gestire qualsiasi altra crisi?
per di più metti in difficoltà estrema il personale diplomatico coinvolto che si trova sul posto
non ti ha insegnato niente “TUA SORELLA?”
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ALESSANDRO DI BATTISTA
Con l’invio di armi in Ucraina, di fatto, l’Italia entra in guerra. Non viene detto con chiarezza e con il dovuto senso di responsabilità ma così è. L’Italia entra in una guerra della quale si ignorano i potenziali sviluppi. Poi per carità, pare ancora altamente improbabile un allargamento del conflitto ma era anche estremamente improbabile (io davvero non me l’aspettavo) l’invasione dell’Ucraina. L’invio di armi in Ucraina (armi letali, la storiella delle “armi difensive” è la solita ipocrita barzelletta all’italiana) viola l’art. 11 della Costituzione italiana (“la più bella del mondo” a giorni alterni) e, soprattutto, tende ad inasprire ancor di più un confitto potenzialmente nucleare. Il ministro degli Esteri russo ha parlato chiaramente di “atto ostile”.
Oltretutto, oltre ad essere una scelta pericolosa che non va nella direzione della distensione del conflitto potrebbe risultare inutile. Per molti analisti Putin ancora non ha del tutto premuto sull’acceleratore. Anche ieri, a DiMartedì, davanti a me, l’ambasciatore Massolo, già direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e oggi Presidente dell’ISPI ha detto: “Putin prima o poi prevarrà”. Non so se sarà così ma, ripeto, fior di analisti la pensano in questo modo.
Se così fosse le armi che senza alcun dibattito pubblico (anzi, dando del filo-Putin a tutti coloro che dissentono) invieremo in Ucraina potrebbero finire presto nelle mani dei russi, esattamente come l’immenso arsenale donato all’esercito afghano oggi è interamente in possesso dei talebani.
In un Paese serio il dissenso si ascolta, non lo si criminalizza. Al contrario oggi, in Italia, chiunque abbia serissimi dubbi sull’invio di armi o sull’efficacia delle sanzioni viene criminalizzato, infamato, offeso. Ed il dramma è che tali ingiurie vengono da coloro che poi (giustamente) si scandalizzano per la repressione del dissenso in Russia di questi giorni. Da una parte manganelli veri, da questa parte manganelli mediatici che non lasciano lividi o ferite visibili ma che mirano a silenziare ogni voce critica.
Certo, c’è chi va avanti e non si lascia intimorire ma c’è chi, al contrario, tace per quieto vivere evitando di pronunciarsi in un momento in cui ognuno ha il diritto-dovere di prendere posizione.
Io sono contrario all’invio di armi in Ucraina e sono particolarmente scettico sulle sanzioni avendo visto in passato la loro assoluta inefficacia per lo meno rispetto agli obiettivi prefissati (l’indebolimento o il rovesciamento di governi o regimi ostili all’occidente).
Il Vaticano insiste sulla via diplomatica, la Cina (a breve la prima economia mondiale) fa lo stesso. E così la Turchia (tra l’altro un Paese NATO che si oppone anche alle sanzioni), il Brasile, l’India. Tralasciando giudizi etico-politici sui loro governi è indubbio che vi sia un consistente “pezzo di mondo” che stia insistendo sulla diplomazia al contrario dei paesi europei oltretutto i più esposti ad una guerra reale o ad una guerra economica che, ancora di più in epoca post-pandemica, farebbe moltissime vittime.
Fermatevi un istante, riflettete, ragionate sulle possibili conseguenze di ogni decisione. Peggio di una “belva” c’è una belva ferita.
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“Se così fosse le armi che senza alcun dibattito pubblico (anzi, dando del filo-Putin a tutti coloro che dissentono) invieremo in Ucraina potrebbero finire presto nelle mani dei russi, esattamente come l’immenso arsenale donato all’esercito afghano oggi è interamente in possesso dei talebani”
Ma cosa c’entra Dibba?
Le armi ucraine a Putin non lo rende più pericoloso visto che ha un numerosissimo esercito e quasi 5000 bombe nucleari.
Le armi in nano ai talebani rendono pericoloso un popolo che altrimenti non lo sarebbe.
In realtà siete voi che date dei guerragondai a chi è favorevole al cessate le armi ma non ad una resa senza condizioni (perché è rassicurante oggi ma rischiosa per il futuro).
Se cedete al pizzo del mafioso Putun (cos’altro è?), lo pagherete sempre e non è detto che in futuro sia meno salato.
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“Io sono contrario all’invio di armi in Ucraina e sono particolarmente scettico sulle sanzioni”
Pure sulle sanzioni commerciali è contrario ‘sto deficiente.
Quindi per lui gli ucraini devono essere massacrati impunemente.
Le sanzioni sono inutili. E e come mai proprio dopo le sanzioni Putin ha minacciato l’uso delle armi nucleari?
Quindi un dittatore bombarda un popolo, minaccia il mondo intero e noi tutti dovremmo continuare a commerciare tranquillamente con lui?
Fate pena, volete darvi un tono peace and love ma finite con l’apparire squallidamente cinici
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Viviana (Dibba),
Ops, questo finale l’ho scritto anch’io… uguale!👍🏻
Ps Turchia nella Nato?
🤔Non mi risulta… o mi sono persa qualcosa?
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Ah, sì, scusa… Mi confondevo con l’ingresso nell’EU. 👍🏻
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Gigino o bibitaro
Nomen omen
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Neppure il più sprovveduto ministro consigliere avrebbe pronunciato una frase insensata e indegna di un ministro degli esteri, sia pure con il peggior nemico. Che peraltro Putin non ha dimostrato di essere
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Ma non era il bibitato emancipato?
Quello che sbagliava i congiuntivi però era uno di noi?
Ora vorremmo colpevolizzare un povero bibitaro solo perché fa il bibitaro?
Non sarà invece colpa di quel popolo che ha ritenuto normale affidargli tanto potere?
Bene, ora a gestire questa complicata vicenda c’è il semibibitaro, visto che in parte si è emancipato.
Ne dice una giusta oggi e spara una cazzata domani, ma che può fare poverino?
È un buon italiano medio dopotutto.
Come quelli che lo hanno sostenuto e difeso.
Ci vorrebbe un blog che tenga il conto delle cazzate di ciascuno e registri in modo sintetico tutti i punti di vista assunti, inclusi quelli sbagliati.
Almeno si potrebbero far notare alcune contraddizioni.
Invece qui si piusi sparano cazzate, più ci si atteggia a espertoni.
Dovrebbe valere per tutti, in primis per i politici.
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Il ministro degli esteri non non è il revisore in politica estera, ma è solo il portavoce del governo. Quello che lui riporta all’esterno deve averlo sentito durante una riunione del governo. È stato mandato allo sbaraglio o il potere gli ha dato alla testa?
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In questo momento è il tempo di cercare di bloccare questa guerra con patti e negoziazioni, non certo di aizzare il fuoco e spingere a una terza guerra mondiale che ci porterebbe molto vicini alla fine del mondo per cui chiunque si agiti con provocazioni e insulti è da considerare folle e pericoloso. Quando poi gli insulti vengono da un Ministro degli Esteri che dovrebbe essere a capo della diplomazia, indicano un soggetto che non solo è inadeguato al proprio ruol oma è fortemente pericoloso per la sicurezza della Nazione.
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…Bim bam bum ed ecco arrivati i fumettii in tv !…Un abbaglio o uno sbaglio ? Tutti e due probabilmente o forse questo Masaniello un po più esteticamente presentabile per i nostri tempi, crede di avere un futuro politico, molto,ma molto molto disperatamente. Che pena e rabbia mi fa !
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