Misura inutile e verifiche impossibili. Così il Viminale si inventa una ridicola classifica che impone ai rappresentanti del governo di esibire il numero di controlli e di contravvenzioni ai renitenti. Criminalità e ordine pubblico evidentemente possono attendere.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Siete convinti che il principale pericolo avvertito dalle famiglie sia costituito dai furti o dalle rapine in casa? Oppure ritenete che a minacciare la tranquillità e il sonno degli italiani siano gli scippi oppure gli stupri, ma anche le truffe agli anziani? O, secondo voi, c’è motivo di preoccupazione per i troppi spacciatori che circolano sotto casa? Beh, comunque la pensiate, avete torto, perché la fonte di maggior allarme per Luciana Lamorgese non è nulla di ciò che ho elencato, ma sono i terribili no green pass. Sì, a differenza di quel che credete, chiuso nel suo bunker del Viminale, il ministro dell’Interno monitora ossessivamente il numero di certificati verdi rilasciati e non si dà pace di fronte al fatto che, nonostante tutte le misure per rendere la vita difficile a chi non si sia vaccinato, ancora siano in circolazione milioni di italiani che non hanno offerto il braccio alla patria. Immaginiamo che per la responsabile dell’ordine pubblico la grave minaccia di pensionati, lavoratori, ma soprattutto bimbi, che ancora non abbiano accettato di farsi inoculare, sia insopportabile. Dopo un battage a reti unificate, con virologi di complemento in aggiunta agli esperti del Comitato tecnico scientifico, credo che al governo si aspettassero un’adesione unanime alla vaccinazione. E invece, a distanza di mesi, essendo fallite una dopo l’altra le promesse di immunità di gregge una volta raggiunta una certa percentuale di immunizzati (prima l’80, poi il 90%, adesso abbiamo cominciato da capo con la terza e forse la quarta dose), non resta che dare la colpa ai no vax, mobilitandosi per scovarli ovunque siano.

Dunque, direttamente dal ministro è stata impartita una disposizione a prefetti e questori affinché si mobilitino per stanare i renitenti al vaccino su autobus, treni, tram e in qualsiasi ufficio pubblico. In pratica, da domani, giorno in cui entrerà in vigore il super green pass, cioè quello che impedisce di fare qualsiasi cosa se non si è inoculati, sarà una guerra senza quartiere. Polizia, carabinieri e perfino le guardie forestali sono stati mobilitati per effettuare i controlli. Non si esclude che a breve scenda in campo pure la Finanza, che sarà distolta dalla caccia agli evasori fiscali per inseguire gli evasori dell’obbligo vaccinale. Mentre si dà per certo che, a causa della carenza di controllori tranviari, presto sarà addirittura mobilitato l’esercito.

Nella circolare inviata ai prefetti, il ministro Lamorgese pretende di ricevere un’informativa settimanale sul numero di accertamenti condotti e, affinché non ci siano equivoci, a questori e rappresentanti dello Stato ha pure inviato un’apposita tabella che i funzionari dovranno compilare, con tanto di numero di persone controllate e numero di sanzioni elevate. Il modulo sarà giornaliero e prevede multe a carico di chi non indossa la mascherina e per gli esercizi commerciali in cui vengano rintracciate persone non in regola con i dispositivi di protezione o con il certificato vaccinale. Il funzionario di polizia dovrà annotare meticolosamente ogni cosa, compresa l’eventuale chiusura degli esercizi sanzionati. Immaginiamo che alla fine del puntiglioso lavoro sia prevista una promozione dell’agente che abbia elevato il maggior numero di sanzioni, ossia una specie di patente a punti, con relativo concorso a premi, per chi sia riuscito a multare di più.

Naturalmente noi siamo sempre dalla parte della legge e favorevoli a ogni misura che garantisca il rispetto dell’ordine pubblico. Ci chiediamo solo una cosa. Che succederebbe se il ministro dell’Interno diffondesse un’analoga circolare per controllare i clandestini o pretendesse da tutti i prefetti e questori d’Italia uno scrupoloso controllo del territorio che ponesse fine allo spaccio, agli scippi e più in generale al degrado cittadino? Non c’è bisogno di sforzarsi per cercare una risposta, perché noi de La Verità siamo già in grado di fornirvela. Quando qualche tempo fa, a Milano, il questore decise di fare i controlli nella zona della stazione Centrale, mobilitando tutto il personale di cui disponeva per fermare spacciatori, clandestini e ladri, la sinistra lombarda insorse come un sol uomo e il sindaco Beppe Sala, insieme ai suoi assessori, di lì a poco manifestarono a favore dell’accoglienza. Risultato, oggi la stazione Centrale è una specie di campo profughi, lercio e assediato da lenoni e trafficanti d’ogni genere, dove gli spacciatori operano alla luce del sole. Per fare pulizia, basterebbe la metà dell’impegno che il ministro dell’Interno intende dedicare per scovare e sanzionare chi non ha il green pass. Purtroppo, per Luciana Lamorgese il pericolo non viene da chi vende droga o organizza rave party illegali, ma solo dalle persone sprovviste di passaporto vaccinale. Le migliaia di sbandati che assediano le città o le periferie possono circolare liberamente, mentre i soli a dover essere rinchiusi in casa sono i terribili no pass.

In un Paese normale, un ministro che avesse inviato una circolare come quella di cui parliamo, pretendendo solo per i non vaccinati un monitoraggio a tappeto, sarebbe licenziato all’istante. Ma il nostro non è un Paese normale. E infatti ci ritroviamo un ministro che non sa gestire l’ordine pubblico, tuttavia dà ordini che impediscono ai cittadini il godimento di alcuni diritti costituzionali, come quello, per un adolescente, di prendere l’autobus per andare a scuola.