Solo Berlusconi riesce a rendere palpabile un sogno improbabile, come una sua trionfale investitura al Colle. La sua resistenza accanita da capopopolo spavaldo è già in sé un blasone che meriterebbe i corazzieri

(GIULIANO FERRARA – ilfoglio.it) – Ma quanto ci fa godere la marcia trionfale del Cav. verso il Quirinale? Anche se si ritenga inevitabile l’elezione di Draghi, e auspicabile per tante ragioni già dette, l’agenda presidenziale di Berlusconi ha uno charme inimmaginabile. Ha combattuto da vero guerriero contro i tentativi di incastrarlo giudiziariamente per qualche presunto difettuccio etico e ora è circondato, lasciamo perdere i dettagli, da un’aura di Assoluzione&Riabilitazione, mentre la casta togata dei suoi persecutori si dibatte tra logge “Ungheria” e scontri velenosi di potere, e la Ilda poi è riuscita nel capolavoro sentimentale di immettere un eroe nazionale nel romanzetto rosa della sua autobiografia, un caso di furbizia levantina, come direbbe lei. Gli arcinemici pendono dalle labbra della Cassazione che deve statuire essa, improbabile arbiter dell’eleganza mondana, se fossero o meno eleganti le sue cene di Arcore e di Palazzo Grazioli, bum. Questa resistenza accanita ai poteri forti di un capopopolo da sempre espressione di un potere debole ma spavaldo è già in sé un blasone che meriterebbe i corazzieri.