Il sindacato dei palloncini a San Giovanni e degli idranti a Trieste

Per la prima volta oggi Cgil, Cisl e Uil hanno appoggiato l’uso della forza contro i manifestanti No Green Pass; dimenticando che si tratta di lavoratori


(Andrea Soglio – panorama.it) – L’immagine degli idranti della Polizia che lanciano acqua contro i manifestanti No Green Pass davanti agli ingressi del porto di Trieste è simbolo di questa giornata. Una scena che racconta tanto su come i
protagonisti dell’ordine pubblico, della politica e del lavoro si stanno comportando in questa fase delicata di introduzione del Green Pass obbligatorio anche nel mondo del lavoro, privato e pubblico.

La prima cosa da constatare è che il Ministro Lamorgese che anche noi avevamo accusato di aver scelto come linea dell’ordine pubblico quella del “non interveniamo per evitare ulteriori tensioni” oggi ha scelto la linea dura: idranti e via il blocco. Ecco.

La prima cosa da ricordare è che il blocco diciamo così ancor prima dell’arrivo della camionetta della Polizia con il suo carico di acqua non fosse proprio un successo indimenticabile, anzi. Il porto era operativo, come lo era venerdì, come lo è sempre stato. Ma la Lamorgese ha deciso di intervenire. Non sta a noi dire che abbia sbagliato dato che la manifestazione non era autorizzata, quindi illegale. Come però era illegale il rave party di Viterbo, come era illegale l’assalto (annunciato) alla Cgil di sabato scorso a Roma. In questi casi però gli agenti lasciarono fare. Sarebbe brutto e politicamente preoccupante vedere che il Viminale usi due pesi e due misure a seconda dei gusti, forse, o delle opportunità politiche.

Ma c’è chi forse ha fatto peggio. Lo sgombero dei manifestanti di oggi è stato infatti applaudito, anzi, appoggiato dai sindacati; Cgil, Cisl e Uil si sono così schierati contro i manifestanti, contro i lavoratori del porto contrari al Green Pass. Stiamo parlando di una fetta di lavoratori, non la maggioranza, ma pur sempre lavoratori. Quelli che il sindacato dovrebbe tutelare e difendere, come missione, come essenza del loro essere.

Forse i sindacati hanno scelto questa strada per difendere la produttività dell’impianto (che comunque non era a rischio), per evitare il blocco del Paese o di una sua parte. Ma allora verrebbe da chiedere come mai non si faccia lo stesso, non si appoggino e non si chiedano le maniere forti quando ad esempio gli operai della Whirlpool bloccano l’autostrada (cosa avvenuta più di una volta).

Caos, confusione che di fatto contraddistingue un po’ tutta questa fase politica e sociale di Cgil, Cisl e Uil; in principio contrari o almeno dubbiosi, poi favorevoli al Green Pass. Favorevoli a patto che Draghi garantisca tamponi gratuiti per poter permettere agli operai di andare a lavorare (diritto costituzionale, va ricordato), ma quando Draghi dice no l’appoggio al Green Pass arriva totale e compatto.

Tutto questo a due giorni dalla manifestazione antifascista di Roma. Il sindacato per Piazza San Giovanni ha preparato palloncini e bandiere; per la piazza davanti al porto di Trieste ha benedetto gli idranti.

12 replies

    • “Colin Powell è morto positivo al Covid nonostante avesse fatto entrambe le vaccinazioni. L’uomo che da segretario di Stato Usa agitò davanti all’assemblea dell’Onu la famosa falsa fialetta che avrebbe dovuto contenere le armi biologiche di distruzione di massa di Saddam Hussein, ha subito una sorta di contrappasso: è rimasto vittima delle armi di vaccinazione di massa del sistema di menzogne che ha contribuito a rafforzare. Le prime non esistevano, ma le seconde purtroppo sì.”.

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      • Xalda presa… Powell e’ morto in quanto aveva un po’ di melanomi, i quali di concerto con le medicazioni corrispondenti sai come glielo fanno il popo’ al sistema immunitario?

        Quindi, e’ morto due volte: una perche’ doveva morire con tutti i melanomi che aveva, e poi per quella storiellina in Iraq.

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  1. bagnati dagli idranti, tantissimi domattina avranno la febbre e non potranno scaricare i container. il porto si ferma per malattia del personale. ci voleva tanto a capirlo?

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  2. Finalmente gli idranti. Peccato che fossero nel posto sbagliato.
    Vedendo le movide vietate e durate fino all’ alba con tanto di cori, bongo, spaccio e alcool ai minori e spesso con seguito di risse; i raduni giovanili nelle piazze preceduti da un tam tam di giorni su Facebook per fare a botte; i rave illegali durati giorni con spaccio a seguito e persino un morto; gli esagitati di Forza Nuova all’ attacco telefonato della CGL, … pensavo che gli idranti se li fossero vendiuti per pagare i controllori dei green pass.
    E invece al momento “buono” rispuntano, mentre i controlli dei green pass e dei dispositivi vari che ci “dovrebbero salvare” se non ci pensano i privati non se ne vede l’ ombra .
    Misteri imperscrutabili del governo dei Migliori.
    Vuolsi così colà dove si puote… ecc…ecc…
    E più non dimandare. Tanto non ti rispondono. Il governo è un affare loro e dei loro amici. Che sono gli unici a votare quello che è ormai il partito unico di governo. Preparato dal patto del Nazareno con la benedizione di Oltreoceano.

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  3. TUTTI GLI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE CHE DRAGHI HA VIOLATO A TRIESTE – Savino Balzano.
    Secondo Balzano l’atteggiamento più deprecabile sarebbe quello dei principali sindacati italiani, che nei giorni scorsi hanno addirittura chiesto lo sgombero del porto di Trieste.

    La resistenza dei lavoratori portuali triestini rappresenta un episodio storico cruciale in un momento in cui la democrazia italiana sembra essere sempre più sotto attacco. Balzano fa un elenco di tutti gli articoli costituzionali che sarebbero stati violati dal Governo.
    Ricordiamo che oggi in Italia non c’è un obbligo vaccinale, il quale può essere imposto solo con legge, ma oggi questa legge non c’è.
    In un Paese democratico una imposizione come quella che Draghi fa sui lavoratori può riposare solo su un principio di legalità. E oggi la libertà di scelta riconosciuta dalla legge è la libertà di vaccinarsi o non vaccinarsi. A fronte di questa libertà di scelta qualunque discriminazione è incostituzionale.
    La nostra è una Costituzione fondata sul lavoro. L’articolo 4 riconosce a tutti la libertà del lavoro. L’articolo 3 obbliga a rimuovere gli ostacoli alla libertà del lavoro. L’articolo 36 richiede una giusta retribuzione.
    I portuali di Trieste avrebbero dovuto essere difesi da tutti i partiti e da tutti i sindacati.
    Si sta aprendo una fase nuova e oscura del capitalismo. Vediamo dei lavoratori che non vengono difesi da chi dovrebbe farlo e che sono sbeffeggiati e irrisi dai partiti, dai sindacati, dalla stampa che riduce i loro numeri e li presenta come piazze di barbari.
    Ed è ridicolo tira fuori l’antitetanica. Per quella ci sono precise disposizioni di legge che qui mancano perché il Governo non vuole prendersi la responsabilità di questo diktat discriminatorio sui lavoratori che li punisce e nega loro diritti costituzionali fondamentali.
    I portuali di Trieste ci danno una grande lezione storica. Non combattono per se stessi e per il loro gruppo, stanno combattendo per il Paese, per i principi costituzionali fondamentali. Sono loro gli antifascisti! Mentre l’infomazione è colpevole per quello che fa: una narrazione di regime!

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