Troppe balle su energia e ambiente

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Il filosofo Lao Tzu non l’ha letto nessuno ma questa sua massima la conoscono tutti: “un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa”. Esattamente quello che abbiamo visto ieri dopo l’annuncio del ministro Cingolani (nella foto) su un nuovo maxi-aumento dell’energia.

Lasciamo proprio perdere Salvini, che vuole tornare al nucleare e che il leader dei 5S, Conte, ha autorizzato ad andarsene in Francia dove è pieno di centrali, ma sono i giornali delle destre e filo industriali a lasciare senza parole. Libero apriva la prima pagina col titolo “Bollette +40%, Il conto dei verdi”, specificando che il rincaro “è colpa delle politiche ambientaliste”.

Una scusa perfetta, no? Persino più diretto Il Giornale, che sempre in prima pagina dava la colpa dell’aumento “al no dei grillini che non vogliono il nucleare”. In realtà i “grillini”, come li chiama il quotidiano di Berlusconi, non vogliono il massacro dell’ambiente alla pari di un salasso che si può evitare. Così, invece di cercare scuse sui rincari – che dipendono essenzialmente dalla fluttuazione delle materie prime, a cominciare dal gas – Conte ha incontrato Cingolani e gli ha indicato la “strada” per non far pagare tutto questo agli italiani, senza tornare indietro sulla sostenibilità ambientale.

Misure che d’altra parte il nostro governo ha già adottato il mese scorso compensando i costi con i fondi dei parchi, o replicando quanto si fa in Europa, riducendo le accise e gli altri oneri di sistema che gravano in bolletta più della componente energetica. Serve Lao Tzu per capire chi è il vincente e chi i perdenti?

15 replies

  1. Altro che salario minimo, sembra lo Spotify dello sfruttamento

    (di Alessandro Robecchi – Il Fatto Quotidiano) – Il Reddito di cittadinanza è ormai un genere letterario, credo che dovrebbero istituire dei premi appositi. La prima cosa che si fa nei giornali quando c’è una notizia di reato (rapina in banca, furto con scasso, spaccio, sequestro di persona, furto di cavalli) è andare a controllare se il colpevole prende il Reddito di cittadinanza, in modo da completare la facile equazione: delinquente uguale sussidiato.
    È solo la punta dell’iceberg, il resto è garrula narrazione diffusa: non hanno voglia di lavorare, meglio il divano, è diseducativo alla fatica (Renzi), è diseducativo alla fatica (Salvini, la ripetizione non è mia, ndr), eccetera eccetera.
    Come dicevo, un vero genere letterario.
    Lo dico subito a scanso di equivoci: chi prende il Reddito di cittadinanza e non ne ha diritto va sanzionato, in primis perché magari lo toglie a chi ne ha più diritto e bisogno e in secondo luogo perché ricorda le vecchie storie di quelli che congelano il cadavere della nonna per continuare a prendere la pensione (non è che per questo si chiede l’abolizione delle pensioni).
    C’è però un altro genere letterario che meriterebbe attenzione, e che riguarda sempre il mondo del lavoro: quello delle offerte di impiego.
    Basta sfogliare uno dei tanti portali di annunci per assaggiare meravigliosi stralci di prosa italiana del XXI secolo, roba che dovrebbe entrare nelle antologie.
    Tipo il barista per dieci ore al giorno, ma ve ne pagano quattro, il banconista a due euro l’ora, la commessa “stagista con esperienza”, eccetera eccetera. Lettura ricca di colpi di scena, per cui ognuno potrà farsi la sua top ten dell’annuncio più spericolato.
    Il mio preferito – me l’ero segnato a suo tempo – era un’inserzione per banconista in un negozio di autoricambi a Messina: dieci ore al giorno per sei giorni alla settimana, più la mattina della domenica: totale 66 ore settimanali per 400 euro al mese (ve lo faccio io, il conto: fa 1 euro e cinquanta all’ora).
    Ma non voglio consigliarvi la mia playlist preferita, fatevi la vostra, tra baristi, commessi, addetti alle pulizie, eterni stagisti, avrete un campionario infinito, una specie di Spotify dello sfruttamento, un pozzo senza fondo.
    Trattandosi di annunci di lavoro, c’è sempre un riferimento, un contatto, un numero da chiamare o una mail a cui scrivere, e ci si chiede come mai, ogni tanto, non risponda l’ispettorato del lavoro: è lei che cerca un commesso a un euro e cinquanta l’ora? Venga con noi.
    Non sarebbero indagini difficili, ma non le fa nessuno, peccato (lo dico anche per i giornali, sarebbe una fonte inesauribile di spigolature divertenti).
    Intanto, in Europa, ventuno Paesi su ventisette hanno un salario minimo garantito.
    Traduco: se lavori non puoi prendere meno di una certa cifra. E sono, in certi casi, cifre da capogiro 1.555 euro mensili in Francia, 1.626 in Belgio, 1.685 in Olanda, per non dire del Lussemburgo, dove nessuno, per legge, può lavorare per meno di 2.202 euro mensili.
    Per chi vuole guardare oltreoceano, negli Stati Uniti siamo a 1.024 euro, niente male.
    Qui no.
    Qui il salario minimo era in una bozza del famoso Recovery plan, che sciccheria, ma poi è sparito – puff! – quando il testo è arrivato in Parlamento.
    Mistero: chi sarà stato?
    Come mai?
    Come si dice in questi casi, le indagini sono ferme, si brancola nel buio, si seguono tutte le piste. C’è evidentemente un caso di sordità selettiva, perché un salario minimo, a ben vedere “ce lo chiede l’Europa”, ma da quell’orecchio, chissà perché, l’Italia non ci sente.

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    • Per restare sul macabro si potrebbe “non ” dire che sembra la genesi di un nodo scorsoio per una nazione che era considerata la perla artistica del pianeta e quindi, ci si potrebbe anche domandare come è stato possibile che una terra, che calamitava gelosie stratosferiche, si sia ridotta a venditore e a promuovere forme d’impiego così fumose e decisamente ridicole se non delinquenziali per arginare il fossato della crescita economica, che pur che crescita è oltre un ristagno tossico; la crescita economica, paradigma super abusato e, concetto sparato ai quattro venti dai nostri timonieri, nella pratica, assume un aspetto assurdo se non grottesco e tante domande restano sospese in un sottovuoto spinto.
      La politica del PD è stata devastante nel ridurre beni e servizi di circolazione, nell’accorpamento e dislocazioni di produzioni, nell’incrementare il servizio privato e nel disintegrare ogni diversa formulazione del mercato che non fosse meramente speculativo, abusando della suddetta foglia di fico e dell’altra parolina magica: progresso.
      Molto della vecchia economia è quasi all’asfissia totale e si percepisce un’assenza capillare che si addensa su sfere dove il comune cittadino non ha accessibilità ma, sempre ricordando che di crescita si tratta sarebbero necessari i dovuti distinguo, in questa terra così umanamente immiserita e preda di fameliche fucine senza scrupoli.

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  2. Serve Lao Tzu per capire chi è il vincente e chi i perdenti?Basta aver vissuto il culo è sempre lo stesso.Caro Gaetano Pedullà avvocato d’ufficio del massimo della pena.Chi volete prendere per il culo.Siete pure favorevoli al green pass…misura che definire fascista è un complimento.Gaetano tu che sei tanto vicino a certi “fenomeni” per votare che avete in “mente” di fare?Green pass pure lì?

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  3. certamente è colpa del gas che oggi ha raggiunto i 950$ per 1000m3
    ma pure dei costi legati ai certificati sulla CO2 che sono aumentati

    e il signore che scrive non ha tenuto conto che la richiesta di energia elettrica aumenterà
    e che l’attuale apporto delle rinnovabili, idroelettrico escluso -visto che ormai quello è e quello rimane-
    si attesta, rispetto alla energia totale prodotta, ad un 9.16% e quella da fotovoltaico ad un 18.18%
    rispetto al termoelettrico (che comprende pure il geotermico anche se una frazione minima) che è il 53.29%
    -dati Terna 2020 verificati-

    questo vuol dire che è il 53.29 che deve essere “aggredito” dalle rinnovabili che però sono arrivate al
    27,34% dal 1979 (primo impianto fotovoltaico in Italia) ovvero in 42 anni ed attualmente o li fai fare
    obbligatoriamente o altrimenti dubito se ne vedrà un incremento così eclatante

    inoltre i costi per la de carbonizzazione, le aziende li ribaltano sulla clientela
    e le sovvenzioni statali non sono altro che prelievi fatti alla comunità

    a meno di non vivere sul magico mondo di Papalla

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  4. io non capisco perchè tanti poveri cristi che fan una vita al ribasso,eleggano rappresentanti da cui vengano sadicamente malmenati ed avviliti . è come se delegassi ad un vicino di casa, di badare alla stessa in mia assenza ed una volta di ritorno, trovassi la cantina vuota, la camera svaligiata, la credenza saccheggiata ed una richiesta d’aumento perchè il bel tomo ce l’ha messa tutta! e la farsa continua, anzi, con l’aggiunta di iniezioni per tenerli calmi. se nessuno li votasse, si troverebbero soli a guardarsi, mentre da lontano si alza un boato…

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  5. qualcosa non torna. l’energia sgorga da terra o la si estrae comunque tramite energia. gli impianti, costruiti dai nostri nonni, costano di manutenzione meno che ad erigerli. le maestranze son pagate sempre meno, da un secolo. l’energia viene venduta ormai ad usura, generando profitti da urlo,dunque, una voce non torna e si chiama gestore. pensare che un ente di stato, li ha investiti anche in grecia, lucrando sullo sfruttamento di un popolo schiavizzato. scelta decisamente green, molto green, sulla scia del pass.

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  6. Sul magico mondo di Papalla non si pecula su tutto.Dalla “filosofia” pappaliana .Un limite deve pur esserci.Maiali & scrofe potrebbero “scoppiare” per greed.

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  7. Nessuno approfondisce l’argomento in questione analizzando la reale situazione sul prezzo del GAS NATURALE.
    L’acquisto del gas da parte di ENEL, ENI, EDISON, ecc. avviene attraverso contratti di lungo termine e in genere a prezzi fissi che in passato ci hanno penalizzati quando il prezzo del gas era sceso. Ora questi contratti esistono ancora e quindi gli acquirenti ora beneficino dei prezzi bloccati e, quindi, non dovrebbero ragionare ai prezzi correnti (quotazioni USA) nell’adeguare i prezzi ai consumatori finali. Noi acquistiamo dalla Russia, Algeria, e non dagli USA.
    E’ a tutti nota la polemica della realizzazione del TAP in Puglia che doveva servire per acquistare gas a buon prezzo e calmierare il mercato. Ma nessuno ne parla.
    Ora l’ARERA, non so che calcoli faccia, ma ha sempre aumentato quando il mercato a breve saliva, ma non ha mai fatto rettifiche quando scendeva o le faceva marginali.
    Si dovrebbero andare a confrontare i prezzi di acquisto mensili dei grandi acquirenti e poi, dopo i giusti margini, andare a determinare il prezzo giusto da applicare alle fasce protette e non solo.
    Nessun giornalista e/o politico intervenuto nella vicenda ha approfondito come suggerito.
    Spero che Pedullà, che è sempre attento alle questioni, intervenga come si deve.
    G. MAZZ.

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    • non più
      i contratti a lungo, la commissione EU non li ha voluti e, con il 3o pacchetto energia,
      ora sono a breve
      il risultato è quello che stiamo vedendo

      ce n’è poco rispetto ai tanti che consumano, quindi il costo sale
      il prezzo a 923 è un futures al TTF quindi un prezzo che guarda avanti

      i tubi russi sono, nel caso del nord stream 1 al massimo, mentre il 2, pur terminato, non è ancora operativo
      e, la commissione su citata, ha decretato che può essere riempito dai proprietari solo
      per il 50% il rimanete spazio deve destinarlo ad altri, che però non esistono e non esisteranno.
      quelli dall’ucraina sono secondo quanto concordato, o poco più (che non è il loro massimo
      ma i furboni, dopo averne rubato, essersi fatti rimborsare tramite il tribunale arbitrale in occidente,
      hanno fissato i limiti minimi del trasporto e a questi ora i russi si rifanno)
      ora pare ci sia anche il flusso turco che hanno allungato verso alcuni paesi est EU, ma il gas è in parte russo
      e in parte di altri ex CCCP, e in ogni caso serve a loro.

      in ogni caso è un mercato opaco, il prezzo d’acquisto reale non è noto e il gas cambia di proprietario
      ad ogni passaggio di frontiera con relativo aggiustamento del prezzo

      Il TTF (il Title Transfer Facility), è un mercato virtuale nel quale viene scambiato gas naturale
      sulla piattaforma olandese e rappresenta il mercato di riferimento tra i più grandi dell’Europa continentale.

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  8. Ho sentito per un attimo la Fornero (appena la vedo spengo immediatamente: chi è che auscpicava “le donne nei posti di potere”? Accontentato…) recitareb il solito, cattolicissimo leitmotiv: “Dobbiamo fare sacrifici – leggi pagare salatissimo – oggi per un futuro green di figli e nipoti”.
    Solita parafrasi del Ricco Epulone che sento recitare da quelli lassù daquando sono nata: il futuro. Mentre chi può si abbuffa qui ed ora ( se sei ricco ora figli e nipoti saranno a posto) il popolo deve fare sacrifici per il futuro. Non essere egoisti e pensare al prossimo…

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