(S. Rossi) – La vicenda del sequestro internazionale del bimbo Eitan merita una pacata riflessione.
Proprio mentre lo zio paterno, Or Nirko, esortava i politici italiani a prendere posizione contro il sequestro, Laura Boldrini rilasciava un’ampia intervista sui diritti dei “senza diritti”, naturalmente gli afghani.

Sul caso, silenzio assoluto.

Sergio Mattarella rappresenterebbe l’unità d’Italia, la magistratura in quanto massimo organo di controllo di questa e la Nazione intera. Sul sequestro del bambino da parte di uno straniero che ha violato l’ordine di un magistrato e la sovranità nazionale,  qualcosa avrebbe dovuto dire.

Silenzio assoluto.

Strano, il 29 agosto scorso si era lanciato ad difendere i diritti dei profughi afghani e ammonito l’Europa troppo distratta. Tutto giusto, per carità. Ma una parola su questo bimbo contesto, su un sequestro internazionale, sulla violazione della sovranità nazionale, la vogliamo dire o abbiamo troppa paura della reazione di Israele e della comunità degli ebrei a Roma e nel mondo?

Mentana?  Gad LernerPaolo Mieli?

Silenzio.