(Giuseppe Di Maio) – La votazione si svolgerà esclusivamente utilizzando lo strumento telematico on line SkyVote. Ciascun iscritto può far pervenire eventuali osservazioni e/o considerazioni e/o opinioni entro le ore 12 del giorno 15 settembre 2021 al seguente indirizzo mail… Così dice l’avviso. E siccome sei tu a chiedere, caro Giuseppe, cioè ad aver previsto il desiderio di fare osservazioni, io te ne faccio arrivare almeno una.

Il Comitato di Garanzia per cui siamo chiamati a votare il 16 cm, è l’estremo organo di controllo di tutto il Movimento. Dà l’avvio alle modifiche dello Statuto, propone destituzioni di Presidente e Garante, accetta e ripudia un umile iscritto. Che questo smisurato potere sia affidato a gente onesta e capace è essenziale. Ma che la rosa dei prescelti sia indicata da uno solo, fosse anche il Garante, significa riconsegnare in mano a Grillo l’intero Movimento.

Ora, non discuto delle intenzioni di Beppe, che in quanto primitivo ideatore di questo percorso rivoluzionario è di certo tra i più adatti a prendere le decisioni migliori. Discuto però di uno statuto che ruota ancora attorno alla padronalità del Movimento, tratto dell’inopportunità di dare nelle mani di una sola persona tanto potere. La mia idea di democrazia non è questa. Per conto mio è solo e sempre l’Assemblea il supremo organo deliberativo, consultivo, e propositivo. Altrimenti essa si trasforma in un organo fantoccio che ratifica le decisioni prese altrove. E io non mi sentirei di far parte di una tale associazione. Si ricordi che il mio consenso al Suo Statuto, così come sono certo quello di tanti altri, è stato un consenso di fiducia e di attesa. Un consenso dato alla fiducia nella persona e alla sua onestà, e che attende le più opportune scelte politiche, e le maggiori distanze dal precedente guazzabuglio grillino.

Lei deve sapere che la storia del Movimento è stata tempestata da espulsioni non solo al vertice, ma diffuse e sommarie, che qualunque iscritto ha minacciato a qualunque altro. Questa ostracizzazione a catena è stata generata da un’incerta linea politica e da regole incomplete che un vertice padronale non ha saputo o voluto specificare per poter avocare a sé ogni scelta. E’ un fenomeno originato dalla presunzione di uno solo che aveva già previsto il percorso della sua creatura, e che non volle ammettere altre e successive interpretazioni assembleari. La democrazia non è questa. La fiducia nel popolo è una questione essenziale, e l’individuazione del bene comune non può essere di natura dispotica. Altrimenti non resterà che la solita via della mistificazione e dell’imbroglio, come avviene nei partiti di destra e in quelli che usurpano lo spazio elettorale della sinistra.

Noi siamo felici che Lei abbia delimitato i confini ideali di un Movimento 5 stelle che finora aveva oscillato dalle speranze più reazionarie a quelle più radicali e rivoluzionarie. Ma noi speriamo che il tempo della chiarezza e della democrazia sia possibile anche per le regole statutarie. Noi auspichiamo che l’Assemblea sia il luogo della volontà generale e che la comprensione sia alla base del vero progresso democratico. Tutto questo perché noi siamo gli amanti della coscienza, dell’unica vera cittadinanza.