Conte: “Durigon si dimetta. Frasi su Mussolini aberranti”

Sul caso Durigon, Giuseppe Conte sembra pronto a combattere una delle prime battaglie da leader dei Cinque Stelle. Quella per le sue dimissioni…

(pressreader.com) – di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano – Sul caso Durigon, Giuseppe Conte sembra pronto a combattere una delle prime battaglie da leader dei Cinque Stelle. Quella per le sue dimissioni: “Trovo grave e sconcertante – dice l’ex premier al Fatto – il proponimento del sottosegretario al Tesoro di cancellare l’intitolazione del parco di Latina a Falcone e Borsellino, con l’aggravante di volerlo restituire alla memoria del fratello di Mussolini. È aberrante voler cancellare anni di lotta alla mafia e il sacrificio dei nostri uomini migliori, per giunta allo scopo di restaurare il ricordo del regime littorio”.

Conte si aspetta che il braccio destro di Matteo Salvini nel Lazio sia allontanato subito dal governo: “�Il Movimento chiede che Durigon si batta pure per questo suo progetto ma dismettendo immediatamente l’incarico di sottosegretario di Stato, che richiede ben altri proponimenti”. Per l’ex premier, le parole di Durigon “mettono a nudo l’ipocrisia di forze politiche che, come la Lega, non hanno alcuna reale intenzione di contrastare il malaffare delle organizzazioni criminali”.

A tre giorni dalla proposta “nostalgica” del leghista, nel perdurante silenzio del premier Mario Draghi e dei suoi ministri, la questione Durigon non si sgonfia. Il centrosinistra si muove nella stessa direzione. Anche il Pd considera “grave” il caso Durigon e la posizione del segretario Enrico Letta – come fanno sapere dal Nazareno – coincide integralmente con quella del deputato dem Filippo Sensi: “Le dimissioni del sottosegretario mi paiono un requisito minimo di dignità, opportunità e senso delle cose”, aveva detto venerdì, a caldo. “Non è un semplice scivolone o una caduta di stile. Si è superato un punto. Va posta la questione della sua permanenza nell’esecutivo”, ha confermato Sensi al Fatto. Parole sottoscritte dal collega di partito Emanuele Fiano: “Un uomo che ha nostalgia di Mussolini, e addirittura ne cita il nome ingiuriando la memoria di Falcone e Borsellino, non può servire la Costituzione con disciplina e onore, non dovrebbe restare al governo”.

Una linea condivisa a sinistra anche da Articolo 1, come ha dichiarato Arturo Scotto: “Durigon ha giurato sulla Costituzione che è antifascista. Mi aspetto che arrivi qualche parola da Palazzo Chigi”. Per Nicola Fratoianni di Sinistra italiana, “il braccio destro di Salvini nel Lazio non dovrebbe stare nel governo Draghi da tempo, da ben prima della genialata di intitolare il parco Falcone/Borsellino a Mussolini, non avendo chiarito alcunché dei rapporti opachi con i clan di Latina.”.

Ma pure il mondo associativo esprime “profondo sconcerto”, con Libera e Anpi che ritengono inaccettabile la presenza del leghista pontino all’esecutivo. Per Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo, “Durigon andrebbe radiato immediatamente, ha dimostrato un’assoluta mancanza di qualsiasi forma di sensibilità. Trovo semplicemente assurdo che una persona del genere possa far parte di un governo”. Ha parlato anche Maria Falcone, sorella di Giovanni: “Dichiarazioni che lasciano allibiti, tanto da credere impossibile che siano state realmente pronunciate. Confidiamo che il premier e i ministri prendano le distanze”.

A maggio il tema della permanenza di Durigon nell’esecutivo era stato oggetto di un’interrogazione parlamentare, in seguito all’inchiesta di Fanpage in cui diceva di aver influenzato la nomina di un generale della Guardia di Finanza che indaga sui soldi della Lega. Draghi aveva liquidato tutto con una replica di un paio di minuti. Stavolta forse sarà più complicato.

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9 replies

  1. MA MI FACCIA IL PIACERE
    di Marco Travaglio | 9 Agosto 2021

    Scherzi telefonici. “Per il Quirinale, sulla carta, noi il candidato l’abbiamo già. Ho appena sentito Berlusconi ed è in gran forma” (Matteo Salvini, segretario Lega, Corriere della sera, 6. Fantocci, è lei?
    La riforma delle pagelle. “Gli europei votano i leader. Prima Merkel, poi Draghi. Gli unici a prendere la sufficienza piena” (Corriere della sera, 2.. Poi leggi l’articolo e scopri che Draghi ha preso 5,73: per Lui, la sufficienza piena parte dal 5.
    Candido. “Palamara: ‘Destra o sinistra, mi candido alla Camera. Parto dal basso’” (Corriere della sera, 7. In effetti, più dal basso di così era difficile.
    Premio Stakanov. “Cerco di restituire con l’attività politica una parte della fortuna che il buon Dio e gli italiani mi han dato, e spero di meritarmi lo stipendio che mi pagate, vi dico grazie” (Salvini dal Papeete Beach, 31.7). Sì, però vedi di non affaticarti troppo.
    Il Ponte del Merlo. “Ponte sullo Stretto, cinque arresti: così la mafia puntava agli appalti” (Repubblica, 11.2.2005). “L’intossicazione ideologica mi sembra ormai marginale. E dunque aggiungerei che non c’è mai stato un momento migliore per farlo” (Francesco Merlo sul Ponte sullo Stretto, Repubblica, 6. Draghi lava più bianco che più bianco non si può.
    Il mafiologo. “Le mafie dicono no alle opere che creano lavoro e portano sviluppo. La criminalità organizzata preferisce dire di no al Ponte sullo Stretto e sì al Reddito di cittadinanza” (Matteo Renzi, segretario Iv, 7.8.2021). Cosa Nostra e ‘ndrangheta annunciano querela per calunnia.
    Il tossicologo. “Libero De Rienzo è stato de facto ucciso da un pusher extracomunitario del Gambia, da uno dei ‘suoi’. C’è tanto di quel dolore in quest’esito che attraversarlo indenni è impossibile” (Mario Adinolfi, leader Popolo della Famiglia”, Twitter, 28.7). Resta da capire come ci si possa ridurre così senza nemmeno un pusher.
    Specchio riflesso. “Il Fatto Quotidiano, con la consueta ferocia, ha attaccato Renato Farina, nostro prestigioso collaboratore… Sappiano quegli sciacalli che noi siamo orgogliosi di ospitare la firma di Renato, che in quanto a collaborazioni improprie… è un dilettante rispetto a tanti colleghi legati a doppio filo non solo con i Servizi ma pure con magistrati e politici. Guardatevi allo specchio e fatevi schifo, giornalisti faziosi e dalla doppia morale” (Alessandro Sallusti, Libero, 7. Scusa, per curiosità: ma ti sei mai visto?
    Mia Eccellenza. “… La Voce Repubblicana, un giornale politico – mai solo un giornale di partito – che formò alcuni eccellenti giornalisti…” (Stefano Folli, Repubblica, 3.. Tipo Stefano Folli e il suo direttore Maurizio Molinari. A riprova del fatto che non solo i gatti si leccano il culo da soli.
    Vedi sopra. “Di Maio lo stabilizzatore… tanto da proporsi agli occhi di Draghi, e in sostanza a quelli di Mattarella, come il garante della stabilità da oggi fino alla fine dell’anno” (Stefano Folli, Repubblica, 5.. Sono soddisfazioni.
    Bruti Cartabiati. “La riforma della giustizia è fatta, certi allarmi erano ingiustificati anche se alcune scelte sono criticabili. Nella magistratura prevale l’impegno ad attuare i cambiamenti. La fase transitoria sarà decisiva. Ora rimboccarsi le maniche” (Edmondo Bruti Liberati, ex procuratore di Milano, Foglio, 4.. Ma soprattutto rimboccarsi le lingue.
    Il Mago do Rinascimiento. “È un Rinascimento Italiano? Forse sì. Sport e non solo, l’Italia vive un momento magico” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 4. Per non parlare del giornalismo.

    Nun ce lassà. “Una richiesta a Mattarella perchè accetti un reincarico pieno – formulata per tempo e giustificata dall’eccezionale emergenza sanitaria ed economica – sarebbe un grande segnale di maturità e di unità nazionale delle forze politiche” (Ferruccio De Bortoli, Corriere della sera, 1. In effetti confessare che, su 950 parlamentari e 60 milioni di italiani, non ce n’è uno in grado di dire quattro banalità a Capodanno, tagliare qualche nastro e baciare qualche bambino, è proprio un bel segnale.
    Il titolo della settimana/1. “Una classe politica cleptomane sta tenendo in ostaggio il Paese” (Stampa, 2. Si sperava che La Stampa avesse capito la riforma Cartabia. Invece parlava del Libano.
    Il titolo della settimana/2. “’Fare luce su Gladio e Loggia P2′. L’impulso di Draghi alle indagini” (Stampa, 3. Quando basterebbe un colpo di telefono all’alleato B.
    Il titolo della settimana/3. “Franco Di Mare: ‘Ecco la mia Rai3, raffinata e colta, ma mai elitaria’” (Repubblica, 5. Uahahahahahahah.
    Il titolo della settimana/4. “Due pesi, due misure. Zingaretti passa per vittima. Ma se fosse il ko informatico successo a Fontana in Lombardia…” (Libero, 5. Il ko informatico nella Lombardia di Fontana è successo nel primo mese di non-vaccini, ma senza bisogno degli kacker.
    Il titolo della settimana/5. “Simonetta Matone: io punto sui termovalorizzatori” (Corriere della sera-cronaca Roma, 5. Pure noi.

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  2. Con tutti i problemi che abbiamo dobbiamo preoccuparci pure di questi stronzi nostalgici del fascismo, tra l’altro del peggiore fascismo, quello colluso con le organizzazioni criminali.

    Benissimo fa Conte ad opporsi, condivisibili le sue parole anche se ho il sospetto che le uscite alla Duringon non siano casuali, lisciano il pelo ai loro fascistelli dementi e, nello stesso tempo, distraggono l’attenzione da problemi più seri.

    Ma possibile che un Paese di 60 milioni di persone non sia in grado di selezionarne un migliaio decente?

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  3. “Il titolo della settimana/1. “Una classe politica cleptomane sta tenendo in ostaggio il Paese”. Si sperava che La Stampa avesse capito la riforma Cartabia. Invece parlava del Libano”

    Ah ah ah 🙂

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  4. “Il mafiologo. “Le mafie dicono no alle opere che creano lavoro e portano sviluppo. La criminalità organizzata preferisce dire di no al Ponte sullo Stretto e sì al Reddito di cittadinanza” (Matteo Renzi, segretario Iv, 7.8.2021). Cosa Nostra e ‘ndrangheta annunciano querela per calunnia.”

    Giustamente. Giuda🤬

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