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(Stefano Rossi) – Non ci sono soldi per farsi pubblicità. Difatti, noi romani possiamo vedere le facce di Calenda e Gualtieri su ogni bus locale. Quello di Virginia Raggi non è pervenuto. Soldi non ce ne sono per queste cose.

A proposito di soldi. La Raggi ieri sera è giunta con notevole ritardo per via del fatto che aveva regalato la Lupa Capitolina alla Nazionale di calcio. Anche i pennivendoli non sono pervenuti: ampia risonanza a Mattarella e Draghi; censurata la sindaca. Non ha avuto il tempo nemmeno di finire una pizza che si è messa in mezzo ai tavoli ed ha raccontato alcune delle cose fatte in questi anni.

Mi limito ad una che grida vendetta.

Quando Virginia Raggi entrò in comune, l’Atac era fallita, nel bilancio del 2015 risultava un DEBITO DI 1,3 MILIARDI DI EURO! La Raggi ha spiegato che ha cercato di capire dove fossero spariti quei soldi. Non compravano pezzi di ricambio; non compravano bus nuovi; non compravano locali nuovi; dove siano finiti i soldi ancora non è dato sapere. Eppure chi ricorda cosa diceva il Pd? Il partito che oggi vuole presentare ben due candidati, uno della sua scuderia (Gualtieri) e uno che si è autocandidato e non si capisce da che parte sta (Calenda). Ebbene, il Pd di allora intendeva portare i libri contabili in tribunale per il fallimento e procedere quanto prima alla vendita dell’azienda ai privati. Difatti, Pd e radicali avevano già organizzato un referendum per la privatizzazione.

La cosa più ignobile è che lo facevano per fare guerra al Movimento che li aveva sderenati alle elezioni. Avrebbero rovinato i milioni di utenti che per vivere utilizzano quotidianamente il trasporto pubblico. Ad onor del vero alcuni del Pd, per lo più la base, Fassina, CGIL, erano contrari a questa scellerata scelta di svendere a prezzo irrisorio per accontentare i soliti “privati”. La Raggi e il Movimento si sono fortemente opposti per via del fatto che il privato, giustamente, poteva sopprimere le corse meno remunerative, poteva limitare gli orari ed aumentare il prezzo del biglietto e seguire scelte aziendali che avrebbero massacrato gli utenti.

Dopo tante fake che si sono dette (“l’Atac è fallita”, “il tribunale va contro la Raggi”), l’azienda, nel 2019, ha chiuso con un utile di esercizio, pari a 839.558 euro. E’ vero, la Corte dei Conti ha ravvisato criticità e opacità ma chi è intelligente e non babbeo dovrebbe capire che nel 2015, il buco era di un miliardo e trecento milioni di euro!!!

Altro che opacità. Questi magistrati hanno mai cercato di capire dove sia finita quella montagna di soldi?

La foto di ieri sera, al Cocomerino, via Cortina d’Ampezzo, Roma.