I danni dello stallo 5S

I danni dello stallo 5S: rinvio sulla Rai e ora la grana della giustizia. I sette saggi discutono, Giuseppe Conte e Beppe Grillo se ne stanno zitti nelle rispettive trincee, e intanto il M5S deve restare fermo, paralizzato…

(pressreader.com) – di Luca De Carolis e Gianluca Roselli – Il Fatto Quotidiano – I sette saggi discutono, Giuseppe Conte e Beppe Grillo se ne stanno zitti nelle rispettive trincee, e intanto il M5S deve restare fermo, paralizzato. Incapace di trovare dei nomi per il Cda Rai, ma soprattutto boccone facile del governo Draghi che accelera volentieri sulla giustizia, perché di certi doni è meglio approfittare. Meglio provarci ora, perché il Movimento, unico ostacolo alla rimozione della riforma sulla prescrizione e in generale a diversi punti della ventilata (o minacciata) revisione del processo penale, è un campo di battaglia senza capo e rotta certa. Anche perché il governo annuncia per oggi un Consiglio dei ministri con cabina di regia sulla giustizia. Un’accelerazione, nero su bianco, visto che oggi il governo dovrebbe presentare i suoi emendamenti alla riforma del processo penale. Temutissimi dal M5S, che aveva chiesto a gran voce di rinviare la revisione delle norme penali. Ma l’esecutivo è andato dritto, “ e noi di questi emendamenti non sappiano nulla, è un pacchetto al buio” sibilavano ieri i 5Stelle, furibondi. “Siamo facili prede” commenta secco un deputato di rango appena la notizia plana sulle agenzie di stampa. Spiacevole ma non sorprendente, anche perché fonti del M5S assicurano: “Da giorni avevamo notato l’attivismo della ministra Cartabia, con molti interventi e dichiarazioni”.

Ed eccoci qui, con il Movimento che in serata convoca una riunione in videoconferenza con il suo sottosegretario alla Giustizia, Anna Macina, per cercare una linea. Si discute, ma senza trovare un punto di caduta. Però oggi il Movimento in Cdm potrebbe anche chiedere di non votare, lamentando il fatto di non aver potuto leggere prima i testi. Un problema per nulla insolito nell’era Draghi, visto che spesso i ministri ottengono i testi di legge pochi minuti prima dei Consigli. Ed è una croce ulteriore per i già dissestati 5Stelle, che pochi giorni fa alla Camera era riusciti a spaccarsi pure sull’ordine del giorno sul Ponte di Messina, approvato anche con una parte dei voti grillini: e salutoni a un altro vecchio tabù. Addio non inatteso (anche Conte settimane fa aveva aperto all’opera) ma comunque rumoroso e soprattutto caotico, con ognuno libero di votare per conto proprio. In questo scenario, non può stupire che ieri il M5S abbia chiesto il rinvio del voto per i quattro membri del Cda Rai previsto ieri in Parlamento. E le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato, hanno concesso lo slittamento, con tutti i partiti d’accordo tranne Italia Viva. Nuova consultazione fissata per mercoledì 14 luglio, quando forse il Movimento avrà trovato una tregua interna. E dire che i pentastellati un nome l’avevano anche trovato, frutto di un approfondito studio dei curricula da parte dei loro otto membri in commissione di Vigilanza Rai. Il prescelto era Antonio Palma, avvocato amministrativista preferito ad altri due legali entrati, Luigi Di Majo (quasi omonimo) e Paolo Favale. “Ma i capigruppo di Camera e Senato non ne avevano ancora parlato, occupati da tutto il resto…” racconta una fonte. Sta di fatto che lunedì pomeriggio il reggente Vito Crimi ha fermato tutto, o meglio “ha suggerito di attendere” come racconta un big. E i capigruppo si sono detti d’accordo.

Troppo rischioso ora scegliere un nome, in assenza di una guida politica. Calcolo basico ma comprensibile, anche se i 5 Stelle in Vigilanza, raccontano, non l’hanno presa affatto bene, anche alla luce del lungo lavoro svolto. Il rinvio, però, fa tirare un sospiro di sollievo anche agli altri partiti. Nel Pd, per esempio, le perplessità sul nome di Francesca Bria vanno crescendo, mentre nel centrodestra Forza Italia è in agitazione e punta al posto di Fdi. Mentre lo slittamento non è stato preso bene a Palazzo Chigi, dove però sono consapevoli della difficoltà del M5S in questa fase. Al momento l’assemblea dei soci è confermata per lunedì 12 luglio e non si esclude che Mario Draghi, in quella data, possa indicare amministratore delegato e presidente. Anche se pare difficile. “Il presidente del Consiglio non vorrà fare uno sgarbo al Parlamento. Aspetterà”, sussurra una fonte della maggioranza. Dove il M5S cerca di restare vivo.

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7 replies

  1. E di Merdaio ieri sera parlava della vittoria dell’italia, ecco a che servono gli utili ‘idioti’ del tifo e dello sport. A distrarre gli itagliani in vacanza e senza più manco le mascherine.

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  2. Sono passati anni luce da quando Grillo esultava sul suo blog quando con le sue liste civiche aveva “iniettato un virus” nel Sistema… e si parlava di percentiuali dell’1-2%…
    Dato che il Sistema ha sviluppato gli anticorpi, occorre ripartire da una variante del virus, e dalle stesse percentuali, altrimenti si rischia di diventare la malattia che si voleva combattere…

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