(tag43.it) – L’ultima proposta è quella della Grecia: a tutti gli under 26 che decidono di vaccinarsi il governo darà un bonus di 150 euro, che si accumulerà con un “portafoglio digitale” da poter usare in estate, per una vacanza o per partecipare a degli eventi culturali a partire dal 15 luglio. In aggiunta, sarà anche concesso un mese gratis di dati internet per il cellulare. I meccanismi di ricompensa per chi decide di vaccinarsi non sono nuovi, e anzi hanno preso piede in tutto il mondo: punto di partenza, neanche a dirlo, gli Stati Uniti, dove sono stati offerti panini, videogiochi, ciambelle, soldi e anche marijuana. Hanno fatto il giro del mondo le immagini di Bill De Blasio, sindaco di New York, mentre mangia hamburger e patatine in diretta “offrendole” a chi decide di vaccinarsi. Il governatore dello stato, Andrew Cuomo, ha invece messo a disposizione biglietti gratis per assistere alle partite di Mets e Yankees, le squadre di baseball della Grande Mela. Nel New Jersey e a Washington il premio è invece una birra (“Shot and Beer”).

Il vaccino ti rende attraente

Molto particolare, invece, la scelta del governo inglese di stringere una partnership con le app di dating (tra cui la più popolare, Tinder) per “premiare” chi decide di vaccinarsi. La scelta è stata dettata da un dato: il 59 per cento degli adulti britannici preferiva incontrare dei potenziali partner già vaccinati, e a un appuntamento con una persona non immunizzata avrebbe preferito rimanere a casa. Così, grazie all’iniziativa di Downing Street, sui profili degli utenti vaccinati appare uno sticker, che testimonia l’aver ricevuto la dose, e l’algoritmo “premia” gli utenti immunizzati mostrandoli più in alto rispetto agli altri.

Vaccino ai dipendenti, le iniziative aziendali

Per promuovere l’immunità tra i dipendenti, alcune aziende hanno deciso di premiare i lavoratori disponibili a farsi vaccinare: Lidl ha previsto, in America, un aumento di 200 dollari in busta paga ai vaccinati, mentre Mc Donald’s ha concesso quattro ore di ferie pagate. Iniziative simili sono state prese anche da aziende come AT&T, Instacart, Target e Trader Joe’s. American Airlines ha promesso un premio in miglia pari a 50 dollari e un giorno di riposo per i propri dipendenti, mentre Amazon riconoscerà un bonus di 80 dollari per chi si farà somministrare entrambe le dosi.

Buoni sconto per vaccinarsi

Se in alcuni Paesi, come Israele e Messico, il premio consiste nel poter finalmente assistere a spettacoli e concerti all’aperto, altrove si è scelto di guardare al portafoglio dei cittadini, ma non con bonus in busta paga: negli Emirati Arabi, infatti, sarà previsto uno sconto del 10 per cento nei ristoranti a chi dimostra di aver ricevuto la prima dose di vaccino. Per chi si è fatto somministrare anche la seconda, lo sconto raddoppia al 20 per cento.

Vaccini all’italiana

Non poteva mancare l‘Italia: a Messina, a giugno, era stata data la possibilità di acquistare una birra artigianale a 50 centesimi, per i giovani che avessero dimostrato di aver fatto il vaccino. Non erano però mancate le polemiche, e infatti l’iniziativa era stata subito ritirata. Nella provincia siciliana però non si sono fermati davanti a quello stop: la Coldiretti, la Asl e il Commissario per l’emergenza Covid locale, infatti, hanno stretto un accordo per regalare una bottiglia di olio per ogni vaccinato di Alcara Li Fusi. E a Roccafiorita, comune più piccolo del Sud Italia sempre nel messinese, in regalo ai vaccinati è stata donata una confezione di pistacchio dei Nebrodi. Le due iniziative fanno parte di una campagna per portare il vaccino a tutti, anche a chi vive nei paesini più piccoli e difficili da raggiungere, con un camper fornito dalla Regione.

Dopo una lunga attesa e tanti rinvii, la Toscana ha fornito una corsia preferenziale per vaccinare chi si sposa: per i futuri marito e moglie  è stato dedicato uno speciale numero verde: necessario, però, mostrare il documento di pubblicazione delle nozze una volta arrivati all’hub. C’è chi lo considera un premio, qualcuno magari una punizione, ma sta di fatto che, pur non trattandosi di un “regalo” in senso stretto, è sicuramente un modo per non scoraggiare ulteriormente chi ha deciso di sposarsi.