Dal Piano Ue ai decreti il Parlamento ormai s’è ridotto a passacarte

IMMOBILISMO – SI DECIDE TUTTO CON I DL DEL GOVERNO

(di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – Mercoledì 12 maggio, interno Senato. Di fronte alle due mozioni di Lega e Forza Italia in cui si chiedeva di “abolire il coprifuoco”, il ministro dei Rapporti col Parlamento Federico D’Incà è costretto a riunire i capigruppo di maggioranza per evitare la spaccatura in Aula. Il centrodestra vorrebbe eliminare subito il coprifuoco e riaprire tutti i locali al chiuso, ma Pd e M5S si oppongono. E così inizia una lunga trattativa sull’ordine del giorno di maggioranza da presentare il giorno successivo. Il capogruppo leghista Massimiliano Romeo vorrebbe usare la parola “abolizione” in riferimento al coprifuoco ma è troppo, il fronte rigorista spinge per “allungamento”. Alla fine, dopo una buona mezz’ora di litigi, arriva la mediazione: “Superamento progressivo”. E così via: su ogni singola virgola, una trattativa. E raccontano che questo copione si ripeta sempre più spesso nella maggioranza del governo Draghi. Risultato: il Parlamento è immobile da mesi. “L’iniziativa legislativa delle Camere ormai è ferma – racconta un ministro – e ne vedremo delle belle quando in Parlamento arriveranno le riforme legate al Recovery”. E non è un caso che sabato Matteo Salvini lo abbia detto senza tanti giri di parole: “Questo governo non farà le riforme”.

D’altronde basta seguire i lavori parlamentari per farsi un’idea. Il Parlamento, da quando si è insediato il governo Draghi, ha solo fatto da passacarte all’esecutivo: dal 13 febbraio le Camere hanno approvato 9 leggi, escludendo le 4 ratifiche, di cui 8 conversioni di decreti approvati dal governo (4 di questi risalgono al Conte-2). Una media di 3 leggi al mese, molto più bassa, secondo i dati di OpenPolis, della media di 4,9 dall’inizio della legislatura. L’unica legge di iniziativa parlamentare approvata è stata quella che ha istituito la giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid, il 18 marzo.

Di fronte all’immobilismo delle Camere, è stato il governo a sostituire di fatto il potere legislativo. Nei primi 90 giorni, l’esecutivo ha approvato 10 decreti legge e 5 decreti legislativi. Per quanto riguarda i decreti legge, se già il Conte-2 ne aveva fatto largo uso per rispondere all’emergenza pandemica, il governo Draghi non si è fatto problemi: ha una media di 3,3 al mese. La più alta degli ultimi 10 anni, secondo i dati OpenPolis: il governo giallorosa aveva una media di 3 decreti al mese, quello di Enrico Letta di 2,78 e di Mario Monti di 2,41. Senza considerare che questa settimana ne arriveranno altri due: il nuovo dl sulle riaperture e il Sostegni bis.

Che i parlamentari ormai siano diventati solo degli “schiaccia bottoni” lo dimostra anche l’iter delle conversioni dei decreti. Le Camere sono talmente ingolfate che non c’è mai il tempo per il doppio passaggio parlamentare – almeno uno alla Camera e uno al Senato – e quindi, visti i tempi contingentati (entro 60 giorni un decreto decade), ognuno degli 8 dl convertiti è stato veramente discusso in una sola delle due Camere prima di arrivare blindato nell’altra. Senza alcuna discussione. Con l’effetto tragicomico che, per quanto riguarda i decreti Covid, quando vengono convertiti risultano già superati da un decreto successivo: il Parlamento deve ancora approvare quello del 31 marzo e del 21 aprile.

L’immobilismo del Parlamento è dovuto anche dalle divisioni di una maggioranza così ampia. E così ci sono progetti di legge che non vedono mai la luce. Il caso più noto è il ddl Zan che fa litigare Lega e Pd-M5S: è fermo in Senato da 192 giorni. Ma non è nemmeno quello che da più mesi giace nei cassetti delle commissioni. La legge sul conflitto d’interessi è ferma da 220 giorni, il voto ai 18enni per il Senato da 247 e la legge elettorale “Brescellum” da 246. Per non parlare del ddl sul processo penale su cui si è posato uno strato di polvere: per arrivare alla presentazione degli emendamenti ci sono voluti 420 giorni. In Parlamento ora sono arrivati anche il ddl sullo Ius Soli e sul fine vita. Ma, vista la malaparata, se ne riparla dalla prossima legislatura.

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1 reply

  1. Io posso rammaricarmi della fine ingloriosa che hanno fatto i 5stelle in Parlamento che si sono imbagliati e castrati da soli per ordine di Grillo, o per vigliaccheria o per non perdere la poltrona, ma la sorte di tutti gli altri partiti non è diversa, dal momento che il dittatore Draghi tratta il Parlamento come quegli applausi registrati che si accendono in tempo di pandemia in mancanza di un pubblico, tant’è che si potrebbero tranquillamente sostituire i loro 945 culi da poltrona con una cassetta di applausi registrati e mandarli tutti a casa, ma, per il piacere di quei (o di quel multinik) di servi a libro paga che su questo blog aggrediscono Travaglio in modo continuativo e demenziale, lascio al loro gradimento la trascrizione di un intervento di Travaglio a un Convegno sulla storia:

    ITALIAni IN DISSIDIO PERMANENTE
    Affermazione paradossale: “Gli Italiani sono mossi da uno sfrenato bisogno di ingiustizia”.
    Travaglio: “Io credo che il nostro collante naturale sia di non avere nessun collante. Due italiani che discutono non sono di solito d’accordo su nulla e, se hanno un minino di iniziativa, fodando due partiti diversi. Noi abbiamo moltissimi partiti perché non andiamo mai d’accordo su nulla. Fenomeni come il Palio che non è solo a Siena ma ovunque sono completamente sconosciuti all’estero. A Siena ci sono strade dove alcuni non si parlano con altri perché 25 anni prima uno ha fatto uno sgarbo a un altro… Il nostro tasso di litigiosità è testimoniato da un numero altissimo di cause civili che intasano i tribunali. Facciamo causa per qualsiasi motivo a chiunque anche se sappiamo benissimo che difficilissimamente i giudici riusciranno ad esaminare le nostre cause. Per cui abbiamo un altissimo numero di avvocati. Non c’è un Paese al mondo che abbia 266.000 avvocati (la Francia ne ha 60.000. Noi 60.000 li abbiamo solo a Roma). Davigo dice giustamente: “Se tutti fanno causa a tutti, nessuno avrà ragione”. Sappiamo benissimo che fare causa non serve a niente però la facciamo lo stesso. (Renzi ha fatto un numero gigantesco di cause. A parte i genitori e la sorella, credo che abbia querelato quasi tutti). Ci vorrebbe una legge che mettesse un freno a questa causamania. La verità è che gli Italiani non vogliono essere governati. Come ha detto qualcuno: “Governare gli Italiani non è difficile, è inutile”. Tutti i tentativi di cambiamenti, di pulizia e di onestà poi si infrangono di fronte a quella grande voglia di ingiustizia che ci anima. E infatti quando in un paesino siciliano ad alto tasso di criminalità capita un sindaco onesto che fa pagare le tasse a tutti, fa pagare i rifiuti a tutti, vieta di circolare in senso vietato, vieta di parcheggiare dappertutto, tutti gli si rivoltano e chiedono di riavere il puzzone di prima. Questo è il nostro carattere nazionale, essere un insieme di individualità che tendono a farsi ognuno i fatti propri.
    I leader forti sono stati quelli che hanno coinciso con i periodi peggiori della nostra storia repubblicana. Da Craxi a Berlusconi, da Monti a Renzi.
    E non si può dire che abbiamo i governanti che ci meritiamo quando, dal 206 ad oggi, non abbiamo praticamente scelto nessun eletto e abbiamo avuto 4 governi che non sono passati dalle urne, due premier extraparlamentari. L’ultimo premier che si è presentato agli elettori con un suo programma e ha vinto le elezioni diventando Presidente del Consiglio è stato Berlusconi nel suo terzo governo, dopo di che non è mai più capitato che gli Italiani, avessero visto salire a Palazzo Chigi qualcuno che avesse vinto le elezioni.
    Prima di incolpare noi di avere prodotto la peggiore classe politica del mondo occidentale dovremmo almeno avere la possibilità di scegliere. Non solo questi politici non sono come noi quando dovrebbero essere il meglio di tutti ma io faccio il calcolo di quanti indagati, inquisiti e condannati ci sono nel Parlamento (945 parlamentari). Attualmente sotto processo o già condannati in via definitiva o in 1° o 2° grado ce ne sono 118, il 13%. Fate la prova se nel vostro caseggiato trovate 13 inquilini su 100 che hanno problemi con la giustizia. E’ impossibile che uno su 8 sia nei guai con la giustizia. In Parlamento questo è il tasso di devianza criminale. In realtà la nostra classe politica è molto peggio della media nazionale, paragonabile a certi quartieri malfamati come le Vallette a Torino o Scampia o il quartiere Zen di Palermo. A parte il fatto che questa classe politica non l’abbiamo scelta noi ma si è nominata da sola, sappia che chi vuole un altro sistema elettorale con i capi lista bloccati o con le liste bloccate che continuerà ad essere così. Sarei abbastanza contento se i partiti oggi fossero la Democrazia cristiana di Alcide De Gasperi o il Partito Comunista di Berlinguer .. ma abbiamo il giglio magico di Renzi, la corte di Berlusconi, il partito di Alfano o quella cosa che non è un partito ma è diretta da fuori da uno che non è nemmeno un politico come il M5S,…. c’è un sacco di gente che non ha mai rubato, no nha mai violato la giustizia, ha sempre pagato le tasse …non è affatto vero che rubano tutti, non è vero che tutti prendono le tangenti nemmeno tra i politici, esiste anche un elettorato leggermente maggioritario di persone perbene. Per quale motivo questa maggioranza silenziosa di persone perbene, normali, decenti, non riesce ad affermarsi? Questo è un problema che attiene molto alle leggi elettorali, all’organizzazione del consenso, alla struttura dei partiti. C’è le’elettore che quando va a votare pensa a chi gli sistema lui stesso o qualche famigliare o lo lascia rubare in pace . Poi c’è chi spera di votare qualcuno che faccia una buona politica. Questo lo conosco perché è competente, è onesto, l’ho già provato una volta e mi è piaciuto. Il primo tipo è il voto di scambio. Ma ogni altro voto dovrebbe tendere a scegliere il migliore. E io credo che tante persone vorrebbero votare così. Ma spesso nelle liste nemmeno le trovano perché la selezione che fanno i partiti è pessima mentre milioni di persone se potessero farebbero meglio.
    https://twitter.com/i/broadcasts/1YqGoydzkXbxv

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