(Stefano Rossi) – Premetto che, come genitore, nutro la più sincera compassione per la perdita di un figlio nei confronti di tutti i genitori, in questo caso, per il figlio dell’on. Andrea Romano. Ma veniamo ai fatti.

Andrea Romano aveva un figlio di 24 anni il quale, per le condizioni di salute, è da poco deceduto. Dice che sono due mesi che aspetta di seppellirlo. Allora informiamo l’onorevole che da oltre 25 anni i romani aspettano anche sei-sette mesi prima di trovare una sepoltura nei cimiteri della Capitale. Alcuni rinunciano e perdono contatto con la bara del proprio caro che, in qualche modo, viene poi smaltita.

L’on. Andrea Romano è deputato, se non sbaglio dal 2013. Vorremmo sapere se giace presso la Camera dei Deputati un disegno di legge, una proposta di legge, una interrogazione parlamentare, un discorso che portino la firma di Andrea Romano per i fatti gravissimi che da circa trent’anni (forse sono molti di più) avvengono nei cimiteri di Roma con arresti, condanne, indagini che ogni anno la procura svolge.

Lo sanno anche i sassi di Roma che i cittadini sono vessati, ricattati, umiliati da impiegati che dovrebbero essere licenziati quando non vengono arrestati, certo non saranno tutti di questo livello ma la misura è colma da decenni. E tutti noi assistiamo ad un silenzio vergognoso della politica e del Vaticano su questa vicenda, altro che la Raggi. Ora che si avvicinano le elezioni per il sindaco di Roma, ed il Pd vuole a tutti i costi che la Raggi faccia un passo indietro, Andrea Romano sfrutta, lo ripeto, sfrutta un tragico evento a cui va tutta la nostra compassione e vicinanza.

Ma come fatto politico, visto che è lui che ha tirato per i capelli l’ultima arrivata e sicuramente l’unica che non si è mai sporcata le mani su certe vicende, non bisogna tacere. L’elenco sarebbe troppo, troppo lungo ma ricordo che, nel 2015, venne arrestato un giardiniere del Verano che aveva danneggiato una cinquantina di tombe del settore ebraico. Si chiamava Claudio Romani. L’indagine si allargò ad altri 5 dipendenti, al vice direttore ed ad un dirigente dell’Ama per altri reati. I reati sono talmente diffusi che vengono eseguiti anche fuori dai cimiteri. Parcheggiatori che estorcono soldi altrimenti danneggiano le auto.

Sempre nel 2015, vennero arrestati due cubani parcheggiatori abusivi. A Prima Porta la DDA e la squadra mobile avevano chiamato operazione “fiore calabro” un’indagine per la spartizione dei posti per la vendita dei fiori da parte di alcune cosche di una delle tante ‘ndrine. Nel 2019, per tangenti vennero arrestate due persone e indagati due dirigenti e 3 direttori dei lavori dell’Ama e 9 imprenditori per lavori di ristrutturazione nei cimiteri del Verano,  Prima Porta, Laurentino. La Raggi, in quell’occasione, disse: “Un fatto grave e sconcertante, faremo di tutto per far luce su questa vicenda, senza fare sconti a nessuno. Chiederò ai vertici di Ama di vigilare più attentamente sull’azienda, entro febbraio cambieremo i dirigenti, quelli vecchi sono ancora molto potenti e non vogliono sanare ciò che non va”.

Potrei continuare per giorni. Concludo ricordando un fatto che la dice lunga sulla politica e il malaffare. Chi si ricorda “Parentopoli” all’Ama di Roma? Tra il 2008 e il 2010, all’Ama avvennero assunzioni senza alcun concorso, in barba alla Costituzione e alle leggi, di circa 150 persone. La Cassazione, VI Sezione Penale, nel 2018, confermava le condanne emesse dalla Corte di Appello di Roma, per alti dirigenti dell’Ama. Uno di questi è stato imputato nel processo c.d. “mafia Capitale”. A seguito di questa sentenza la stessa Cassazione disse che era legittimo licenziare coloro che erano stati assunti senza alcun controllo. In questa vicenda rimasero invischiati l’allora sindaco Alemanno per l’assunzione dei figli del suo capo scorta.

Con Virginia Raggi al Campidoglio vennero licenziati molti di questi assunti che, tra le tante anomalie, avevano un basso livello di valutazione all’atto dell’assunzione, e la Cassazione diede ragione alla Raggi. E’ bene che l’on. Romano e chi legge sappiano cosa disse la Raggi in quell’occasione: “Abbiamo voltato pagina e chiuso quel brutto capitolo che è stata Parentopoli. L’alternativa a quel vecchio e marcio sistema esiste e noi lo stiamo dimostrando: da tre anni, infatti, Roma Capitale è tornata a bandire concorsi in modo trasparente, seguendo la sola stella polare della legalità”. In quell’occasione il Pd volle dire che in verità erano stati loro ad avviare le procedure per il licenziamento. Certo, per quelli assunti da Alemanno. Quella vicenda fece mergere un malaffare che coinvolgeva il centro destra tanto quanto il centro sinistra tanto è vero che risultava anche il figlio del capo scorta di Walter Veltroni sia pure alla Sta e poi passato all’Atac e stretti parenti di persone che hanno lavorato con i sindaci Veltroni e Rutelli (qui i nomi https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/parentopoli_ama_assunzioni_bipartisan_le_liste_delle_assunzioni_eccellenti-180323.html). Si parla   di 850 assunzioni, in due anni, per chiamata diretta che riguardavano anche parenti, amici, persone legate ai soliti partiti politici.

Ecco la tipica politica nobiliare e ZTL. Fino a quando la sozzura tocca i cittadini, il tipico politico medio italiano sta zitto, se ne frega. Ma se tocca a lui, no, allora partono i proclami. Questo è vergognoso non la figura della Raggi.