Report, controffensiva della Lega: verifica delle spese e stop ai consorzi investigativi

(di Ilaria Proietti – Il Fatto Quotidiano) – Sbirciare i conti, compresi i compensi di tutti i collaboratori. Imporre l’interruzione del rapporto con due consorzi giornalistici investigativi, pure se da premio Pulitzer. Tutto con l’obiettivo di tagliare le unghie alla trasmissione Report, tanto seguita e amata dal pubblico quanto detestata da una lunga serie di potenti e politici. A partire dalla Lega che con l’autore e conduttore del programma Sigfrido Ranucci ce l’ha a morte per via delle inchieste sui commercialisti di Matteo Salvini finiti ai domiciliari, sul contratto per i test sierologici della DiaSorin per cui la Finanza ha bussato alla porta del governatore Attilio Fontana, sugli incarichi all’avvocato Andrea Mascetti, uomo di fiducia di Fontana e di Salvini, che ha supervisionato il programma culturale del Carroccio. Che ora ha fatto partire la controffensiva: Mascetti ha chiesto alla Rai di entrare in possesso di tutti i contatti serviti a Ranucci per ottenere informazioni e documenti utilizzati per l’inchiesta. Poi il membro del cda Rai in quota Lega, Igor De Biasio, si è rivolto all’ad Fabrizio Salini per chiedere conto dei costi della trasmissione. De Biasio non conferma e non smentisce con il Fatto, ma autorevoli fonti aziendali forniscono altri dettagli: il consigliere leghista ha chiesto una due diligence sulle spese per i collaboratori e per quelle legali sostenute da quando Ranucci è al timone della trasmissione. Si vuole impedire a Report di avvalersi della partnership gratuita con i consorzi internazionali di giornalismo investigativo, che al presidente della Rai Marcello Foa (in quota Lega) non sono mai piaciuti: “Siamo sicuri che si tratti di giornalismo?”, si domandava nel 2016 a proposito dell’inchiesta sui Panama Papers condotta dal Consortium of investigative journalists (Icij) che l’anno dopo vinse il Pulitzer. Pure Maurizio Gasparri (FI), promette vendetta per via delle mail pescate da Report nel database dell’altro consorzio giornalistico Organized crime and corruption reporting project che tirano in ballo Mascetti, Armando Siri e il collaboratore della Rai Alessandro Giuli che aveva messo nero su bianco il famoso programma culturale della Lega: Gasparri ha presentato un’interrogazione e spera che il cda Rai tagli ogni contatto tra Occrp e Report accusata di avere violato la privacy.

3 replies

  1. Come funziona una dittatura?
    Imbavagliando innanzitutto il giornalismo che fa il proprio dovere, INFORMARE CON LA VERITÀ DEI FATTI.
    Questi legaiolo prenderanno probabilmente il potere e sarà la fine definitiva dell’Italia.

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  2. Il solito verminaio politico corrotto. Invece di cercare di fare pulizia in casa (ricordate le scope di Maroni, evidentemente rimaste in un angolo intatte a prender polvere) la Lega ladrona se la prende con chi fa del VERO giornalismo e per unico padrone ha i telespettatori, i contribuenti, le persone per bene. Difendere Report e Ranucci contro tutte le interferenze, comprese quella inammissibile del legaiolo Foa, è un dovere per chiunque abbia a cuore la libertà di espressione, la libera stampa e la democrazia. In quanto a Gasparri, come diceva una pubblicità, basta la parola per squalificare simile personaggio. E Foa, vada a sfruculiare i conti del viscido Fazio, che di certo nulla apporta alla società in confronto a Ranucci ed ai suoi, eccellenti, collaboratori

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