L’acqua come l’oro, diventa “future” e sarà quotata

(Francesco Pontorno – fondazioneleonardo-cdm.com) – Lex Luthor ci aveva avvertiti nell’Uomo di acciaio. Prendiamoci la terra perché sarà la nuova ricchezza. Lo hanno capito pure gli eroi della Silicon Valley, che infatti comprano o sono già proprietari di grandi tenute. Peter Thiel, per esempio, imprenditore seriale, co-fondatore di Paypal e tra i primi investitori in Facebook, possiede circa 200 ettari in Nuova Zelanda. Pronti ad accoglierlo in caso di catastrofi planetarie, magari insieme ad altri prepper (survivalisti, gente che si tiene preparata per eventuali cataclismi, disastri, disordini sociali e politici, fine del mondo). Se non è ancora sufficientemente luminoso il concetto, si pensi al periodo covid più delirante, quello centrale della pandemia, in cui non si sapeva bene dove saremmo andati a finire. Prima che cominciassimo a elaborare i primi effetti, qualche soluzione per vivere la nuova normalità, come si dice. Ebbene, in quel periodo, chi aveva un fazzoletto di terra sembrava avesse un tesoro, la salvezza. Già al di là del marino south working, si iniziava a pensare di dover fuggire in campagna e nutrirsi con i frutti della terra. L’idea di città che finora aveva accolto l’evoluzione dell’uomo sembrava (e sembra) in crisi.

Con un salto di undici millenni si tornava alla nascita dell’agricoltura che ha permesso lo sviluppo attuale, lentamente, con lo stratificarsi della conoscenza. Non pare sia successo, ma davvero il pensiero è circolato durante i primi inauditi mesi dell’era covid. La terra come ricchezza è oggi certamente un elemento importante. Scarsità di suolo, disastri ambientali che lo rendono ancora più prezioso e scarsità d’acqua. Non a caso entro l’anno Cme Group e Nasdaq lanceranno il primo future sull’acqua, come quello sul petrolio e sull’oro. L’acqua diventa quindi una commodity su cui avrà incidenza la speculazione finanziaria. La stessa Cme dichiara che entro il 2025 due terzi della popolazione mondiale potrebbe affrontare crisi dovute alla scarsità delle riserve d’acqua. Un rischio crescente, insomma. E i villain dei fumetti potranno andare a lezione di distopia dai maghi della finanza, o dai siliconvalliani.

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

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2 replies

  1. Sono gli stessi di prima, si rinchiudono su isole stato, portano il mondo al collasso, ne bevono il sangue, quando tutto è finito una bella glaciazione e al disgelo si riparte con i sopravvissuti.

    Cazzo, vedo troppi film.

    "Mi piace"

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