(Marco Giannini) – Il M5s, secondo i media mainstream e le truppe mastellate presenti in rete, avrebbe ottenuto una schiacciante vittoria in queste elezioni amministrative/regionali. Di Maio parla addirittura di “trionfo del modello coalizione“.Ci sarebbe da ridere se non fosse che c’è da mettersi le mani nei capelli… Non bastava la quasi cancellazione della nostra presenza nei Consigli Regionali ma si arriva ad una omologazione col PD anche nell’abuso della manipolazione mediatica: rendere impercettibile la realtà, per fornirne un’altra, distorta e comoda! Comoda come certe poltrone.Alle elezioni amministrative del 2016 il Movimento 5 Stelle, forte di una identità, vinse in 4 comuni al primo turno e in altri 19 comuni su 20 al ballottaggio, tra cui Roma e Torino;si andarono ad aggiungere alla realtà conquistate nel 2014, quella storicamente simbolica di Livorno e Caltanissetta.

I nomi dei “primi cittadini” eletti 4 anni fa:

LAZIO
Roma: Virginia Raggi

Nettuno: Angelo Casto
Genzano: Daniele Lorenzon
Marino: Carlo Colizza
Anguillara: Sabrina Anselmo

PIEMONTE
Torino: Chiara Appendino
San Mauro Torinese: Marco Bongiovanni

Pinerolo: Luca Salvai

LOMBARDIA
Vimercate: Francesco Sartini

VENETO
Chioggia: Alessandro Ferro

EMILIA ROMAGNA
Cattolica: Mariano Gennari

MARCHE
Castelfidardo: Roberto Ascani

PUGLIA
Noicattaro: Raimondo Innamorato

Ginosa: Vito Parisi

BASILICATA
Pisticci: Viviana Verri

SICILIA
Alcamo: Domenico Surdi
Porto: Empedocle Ida Carmina
Favara: Anna Alba

SARDEGNA
Carbonia: Paola Massidda

Fu proprio questa diversità a permetterci questi numerosi successi schiaccianti, sorprendenti e generò il percorso seguente: spinta propulsiva, Governo, Contratto (Decreto Dignità, RD Cittadinanza, 11 Md all’idrogeologico, Spazzacorrotti, avanzi primari ai comuni). Conquiste sociali! Non è un caso che la strada del contratto (strada scelta con la Lega) sia ben diversa da quella della alleanza (strada scelta col PD): Zingaretti ricattò i Parlamentari 5s “o alleanza o si torna al voto!” (tradotto “se si torna al voto il 50, 60% di voi grillini non sarà rieletto e tornerà cittadino comune, magari disoccupato, precario ecc”).

Il contratto con la Lega ci permise di mantenere una identità e ottenemmo punti programmatici fondamentali mentre l’alleanza col PD ha portato i politici “M5s” a parlare di poltrone e potere, promuovendo le loro ambizioni, mascherando le loro fragilità (umane ci mancherebbe), spacciandole per questioni che riguardano i cittadini, gli elettori. Se con la Lega le uscite pro immigrazione incontrollata dei vari Fico, Nugnes ecc provocarono un forte calo di consensi (facendo ricadere sul M5s l’instabilità del primo Governo Conte, “causa caciara”…), l’alleanza col PD fa percepire “rompete le righe, è finita“, drammatico.

Di Maio, agli occhi della gente che non si occupa di politica, è il simbolo, che “il M5s è finito” e, ancora peggio, che “si sapeva che finiva così“. A un amico attivista ho perfino detto “guarda, ti dico la verità, ci proverò ma nell’aria temo che la gente non ci creda più, ci ha già collocati tutti nel passato, come una parentesi affascinante, ma ormai finita, da chiudere a chiave in un cassetto, dimenticata con quello schifo sottofondo che i politici tipicamente suscitano nelle persone“. Chiaramente il cerchio magico M5s (quelli alla Fabio Massimo Castaldo per intenderci, o i Fico, i Di Maio, i Taverna, Patuanelli ecc) ostentano felicità perché, più che il successo/sopravvivenza del M5s, per loro conta la prospettiva di metterci le mani sopra: cadreghe calate dall’alto, listini bloccati e il pensiero fisso se il partito scivola via via al 5% per poi sciogliersi nel PD chissenè! Basta che in quel 5% di eletti ci sia io“! C’è sempre una dose di opportunismo in un falso trionfalismo.

Conclusione… Nelle recenti amministrative il M5s ha ottenuto quanto segue: ha “preso” Manduria (in provincia di Taranto) sconfiggendo però il PD al ballottaggio, mentre ha ottenuto un proprio Sindaco alleandosi con il centro sinistra a Matera e Termini Imerese. Il resto sono Sindaci di area PD eletti secondo lo slogan della neolingua orwelliana “Sindaco della alleanza“, (tradotto “M5s partito progressista alleato, flebo del PD”, Giugliano, Ariano Irpino, Pomigliano d’Arco). Quindi… io lo so che a preoccuparmi dovrebbe essere la strada (non detta ma che tutti già conoscono) del futuro scioglimento nel PD del MoVimento versione Di Maio/Fico (costoro avranno sempre un posticino… nel grande cuore, con soldi pubblici, del PD), ma, in realtà, ciò che è ancor più scandaloso, è veder fare tutto questo da parte di Di Maio e soci (uniti ai media mainstream contro Rousseau, Davide Casaleggio, Alessandro Di Battista e perfino contro Antonella Laricchia) per ottenere un terzo mandato… poi un quarto… poi un quinto… per vivere di politica a vita. Non ci rappresentate!

Nota bene.
Agli eletti al secondo mandato terrorizzati all’idea di trovarsi un vero lavoro si uniscono, per lo stesso motivo, i loro “peones” (cioè di coloro che non partecipano alle decisioni ma si limitano ad eseguire le consegne decise dall’alto) che cercano di vivacchiare almeno fino al 2023 con mega stipendio. 

Ps: E intanto a Mazara del Vallo le famiglie attendono un Ministro degli Esteri che, anziché apparire sempre in TV a parlare di potere, salvi i loro cari…