E se avesse avuto ragione la Svezia?

(Elena Tebano – corriere.it) – E se la Svezia avesse ragione? Ci siamo occupati molto, nella Rassegna stampa del Corriere, della via svedese all’epidemia di Covid-19, e spesso con toni critici.

Ma i nuovi dati che arrivano da Stoccolma inducono a una riconsiderazione: mentre in molti Paesi europei — primi fra tutte Spagna, Francia e Regno Unito — i contagi da Sars-Cov-2 sono tornati a crescere esponenzialmente, in Svezia rimangono bassi. «Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), i 14 giorni totali di nuovi casi nei paesi scandinavi martedì erano 22,2 ogni 100 mila abitanti, contro i 279 della Spagna, i 158,5 della Francia, i 118 della Repubblica Ceca, i 77 del Belgio e i 59 del Regno Unito, tutti casi che questa primavera hanno imposto il blocco — scrive il Guardian —. Ventidue dei 31 Paesi europei esaminati dall’ECDC hanno registrato tassi di infezione più elevati.

I nuovi casi, ora segnalati in Svezia solo da martedì a venerdì, sono all’incirca al ritmo di fine marzo, mentre i dati dell’agenzia sanitaria nazionale hanno mostrato solo l’1,2% dei 120 mila test della settimana scorsa sono risultati positivi».

«Non abbiamo la recrudescenza della malattia che molti Paesi hanno» ha detto, in un’intervista all’emittente France-24, Anders Tegnell, il principale epidemiologo del Paese e colui che ha guidato la risposta svedese al coronavirus. «Alla fine, vedremo che differenza farà avere una strategia più sostenibile, che si può mantenere a lungo, invece della strategia di chiudere, aprire e chiudere più e più volte» ha aggiunto. Nel complesso nel Paese ci sono stati 5.800 decessi attribuiti al Covid-19 su 10 milioni di abitanti.

«Ovvero, una mortalità di circa lo 0.06%, praticamente uguale a quella dell’Italia» come spiega Ugo Bardi, docente presso il dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze, che fa il punto sul Caso svedese sulla pagina facebook Pillole di ottimismo. «Il rapporto fra risultati positivi e test si mantiene costante intorno a 1,3%, circa lo stesso valore che troviamo in Italia. Nemmeno in termini di ospedalizzazioni risulta che ci siano problemi» scrive ancora Bardi.

Errori ce ne sono stati sicuramente anche in Svezia, come ammette lo stesso Tegnell: per esempio la mancata protezione delle case di cura per anziani, dove si è registrata la maggior parte dei decessi per Covid del Paese. Ma nel complesso la strategia leggera ha funzionato. Strategia che non era quella di cercare l’immunità di gregge, ma di rallentare l’epidemia in modo che non travolgesse il sistema sanitario: la Svezia per esempio ha chiuso le scuole per gli over 16, ha vietato i raduni con più di 50 persone e ha chiesto agli over 70 e ai gruppi a rischio di autoisolarsi, ma invece di imporre tutto questo per decreto, lo ha «consigliato», e ha avuto fiducia nel fatto che i suoi cittadini seguissero i consigli e le regole di prudenza. Lo hanno fatto.

«Gli svedesi sono rimasti a casa il più possibile, come gli era stato raccomandato di fare — racconta ancora Bardi —. Nei momenti più difficili dell’epidemia, in Svezia nessuno cantava dai balconi ma l’atmosfera generale era molto simile a quella che c’era in Italia. Niente traffico, locali vuoti, poca gente in giro, distanziamento, eccetera. Fra le tante cose, i viaggi aerei interni alla Svezia sono stati praticamente azzerati durante l’emergenza, pur non essendo proibiti».

Questo di per sé non significa che il lockdown sia stato inutile in Italia, un Paese dove l’epidemia è andata avanti per mesi senza che le autorità sanitarie se ne accorgessero (e come sia stato possibile è un problema di cui dovremmo occuparci) e in cui i contagi avevano già fatto saltare il sistema sanitario di una delle Regioni, la Lombardia, in teoria più attrezzate da questo punto di vista.

Ma, come scrive Walter Münchau sul Financial Times, dalla via svedese all’epidemia possiamo trarre moltissime lezioni utili. La prima è che esistono delle alternative valide al lockdown duro di matrice cinese a cui quasi tutto il mondo si è ispirato (Münchau definisce «il riflesso automatico al lockdown» come «la più grande minaccia per le democrazie capitaliste occidentali» in questo momento).

La seconda è che dobbiamo smettere di trarre conclusioni affrettate. «Ora, le nuove statistiche svedesi sulle infezioni sono migliori di quelle di gran parte dell’Ue. Ma non dovremmo ancora trarre conclusioni. È stato sbagliato due mesi fa condannare la strategia svedese basata su quei dati, e sarebbe altrettanto sbagliato trarre ora la conclusione opposta».

Ci vorrà tempo per capire, perché il fenomeno è molto complesso e si sviluppa in un periodo medio-lungo. Intanto, aggiungo, la priorità è fare in modo che i sistemi sanitari non si sovraccarichino. Se c’è una cosa chiara è che nessuno vuole un altro lockdown: il costo, stavolta, sarebbe intollerabile sul piano economico, sociale e politico. Anche per questo dobbiamo essere prudenti.

11 replies

  1. E se avessimo avuto venti lombardie invece di una? E se la finissimo di scrivere cazzate basate sul nulla? E se ci paragonassimo alla Svezia sempre, invece che solo quando fa comodo? Ad esempio, un Parlamentare svedese guadagna circa la metà di un suo omologo italiano. Ecco un illuminante parere di un italiano residente in Svezia, scritto in tempi non sospetti (2013):

    http://italienaren.weebly.com/riflessioni-italo-svedesi/i-privilegi-dei-politici-e-quel-gap-tra-italia-e-svezia

    Ricordo anche a chiunque parli di Svezia che sta parlando di un Paese che ha gli abitanti della Lombardia distribuiti su di una superficie che è una volta e mezza quella dell’Italia intera.

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  2. Sante parole Jonny Dio.
    Poi fa solo i paragoni che fanno comodo. Qui in Germania la mortalità è dello 0.011%, poco più di un sesto. Ogni 6 morti in Italia o in Svezia ce n’è uno in Germania.

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    • Gioia Maria, quale senso civico, scusa?
      Quello di negare agli ultrasessantacinquenni la terapia intensiva, in caso di contagio, in nome della civilissima immunità di gregge?
      Bene.. pare che l’abbiano raggiunta.
      Complimenti!

      Intanto hanno un tasso di mortalità (nr di decessi in rapporto alla popolazione), se non erro, tra i più alti d’Europa. Sicuramente superiore al nostro.

      Ricordiamoci che ridevano divertiti nel sentir parlare di distanziamento… Ciò che lo è per noi, per loro è INTIMITÀ.

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  3. E se dalle statistiche togliessimo la Lombardia, come saremmo messi?
    Di fatto inoltre, come ammesso anche nell’articolo, gli svedesi si son messi da soli in lockdown, inoltre la densità abitativa in Svezia é di 22 ab. /km2 contro i 200 ab./km2. Ragionateci sopra

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  4. Ma in finale il lockdown con modalità diverse lo ha comunque attuato. Se dici agli anziani di autoisolarsi e loro lo fanno ,se inviti a nn spostarsi ed evitare quindi di andare in ufficio o a scuola ,solo per il fatto di aver consigliato e non oblicato a farlo, non sigifica che non hai attuato il distanziamento sociale e l’iterruzione di molte attività produttive.

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  5. Difatti, della Svezia ha gia’ parlato il sito Bufale Un Tanto Al Chilo, Butac, in maniera documentata e neanche prolissa (data la necessita’ di documentazione). Riassunto: Svezia meglio di Italia per “i morti”, ma assai peggio dei suoi vicini scandinavi.

    Per tutto il resto, l’informazione scientifica mi offre un gioiello che mi sto slurpando in questi giorni: https://cattiviscienziati.com

    Finalmente una fonte accreditata e controllabile! Finalmente il taglio dei parlamentari inutili nel Parlamento della nostra coscienza!

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  6. Questa passione per la Svezia che non ha adottato il lockdown rivela solo una forma di anarchismo. Intanto la Svezia avrà pochi contagi ma batte il record dei morti. Il quotidiano britannico The Telegraph ricorda che la Svezia ha segnato il record per le vittime da Covid-19 con 5.832 decessi (su una popolazione di 10 milioni di abitanti), “oltre sei volte in più rispetto a quelli di Danimarca (627 morti, con una popolazione di 5,8 milioni di abitanti) e Norvegia (264, con una popolazione di 5,4 milioni di abitanti) messi insieme”. Da considerare inoltre che Stoccolma sta eseguendo meno tamponi (1,2 ogni mille persone) di quanto stiano invece facendo Copenhagen (5,9) e Oslo (2,2). Un livello di test più basso che contribuirebbe a fare scendere la curva dei casi nel Paese che ha sempre puntato sul raggiungimento dell’immunità di gregge.Le previsioni del governo svedese però, secondo quanto si legge in un editoriale sul Journal of the Royal Society of Medicine, erano che a maggio fosse stato infettato il 40% della popolazione, mentre gli studi sierologici parlano di una percentuale che si ferma intorno al 15%. Quindi l’immunità di gregge non è stata affatto raggiunta. Migliaia di vittime sono state registrate nelle case di riposo – dove gli operatori hanno denunciato la mancanza di guanti e mascherine – e anche la comunità scientifica ha bocciato l’assenza di rigide misure di contenimento dell’epidemia.Ricordiamo comunque che gli svedesi sono molto pochi, dieci milioni di abitanyi, come una delle nostre Regioni e che per effetto del clima e di altri stili di vita non conoscono gli affollamenti né delle nostre spiagge né delle nostre movide mentre hanno una sanità di territorio che noi ce la sogniamo.

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  7. Anche ieri sera Sgarbi tuonava da un canale Mediaset dicendo che in Svezia non hanno messo le mascherine e non hanno preso il contagio. Peccato non sia vero e sarebbe l’ora di bloccare le sue fake. C’è stato un momento in cui la Svezia batteva il record dei contagi ma forse Sgarbi era troppo occupato a sbraitare per accorgersene. La discussa decisione di non imporre il lockdown ha portato più contagi e morti dei paesi vicini, e non ha salvato l’economia. Lo scrive il Post.
    In Svezia – 10 milioni di abitanti– sono stati individuati quasi 75mila casi di contagio con più di 5.500 morti. È paragonabile alla Lombardia, dove dall’inizio della pandemia ci sono stati 95mila casi di contagio e 17mila morti. I morti per milione di abitanti mettono la Svezia tra i paesi con il valore più alto, dietro a Belgio, Inghilterra e Italia. Rispetto alla Norvegia, i morti sono stati più di 10 volte tanto: quasi 550, contro meno di 50 per milione di abitanti. In Svezia il picco dei nuovi casi giornalieri (2mila al dì) è stato a giugno, in ritardo rispetto al resto d’Europa. Le attività commerciali non hanno chiuso ma la Svezia non sembra in una situazione economica migliore degli altri, nemmeno nelle previsioni per i prossimi mesi.
    Il New York Times scrive: “La Svezia è diventata l’esempio che il mondo non deve seguire“. Il motivo è che «l’ipotetica scelta tra vite e stipendi è sbagliata», perché non è detto che una cosa sia alternativa all’altra. E soprattutto sembrano minime le possibilità che nei prossimi mesi la Svezia possa avere un’economia migliore di chi ha scelto di contenere il contagio in modo più drastico. (non che l’UK sia stata meglio)
    Magari se Sgarbi si ricredesse non sarebbe male, ma sappiamo che assumere posizioni estreme e scandalistiche fa parte della sua follia esibizionistica ed egocentrica e B lo paga apposta per questo.

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