
(di Silvia Truzzi – ilfattoquotidiano.it) – La creatività penale dei Fratelli di Giorgia non ha né limite né pudore . In quattro anni hanno inventato una ventina di nuovi reati, alcuni inutili, altri controproducenti rispetto al fine che si promettevano, altri ancora gravemente lesivi delle più elementari libertà costituzionali: la disobbedienza civile è diventata reato, le rivendicazioni sindacali pure. Dal decreto Rave del 2022, passando per il decreto Cutro e i decreti Sicurezza dell’anno scorso, fino all’ultima mostruosità di martedì, il governo Meloni passerà alla storia per una pericolosissima ossessione securitaria che non guarda in faccia ai profili di merito (come hanno osservato magistrati e avvocati, l’apparato normativo che esce dai decreti Sicurezza mal si concilia con i principi costituzionali di offensività, tassatività, ragionevolezza e proporzionalità) né a quelli di forma perché il decreto è diventato sistematica fonte del diritto penale. E con modalità che di fatto hanno cambiato la Costituzione: sia per i decreti dell’anno scorso che per il più recente, esistevano già disegni di legge in Parlamento. Così il governo scippa al Parlamento la funzione che la Costituzione e qualche secolo di dottrina gli conferiscono, ovvero quella legislativa. Qualcuno sostiene che la “bulimia punitiva” questa volta sia giustificata dalle violenze dello scorso weekend, ma a parte l’ovvia considerazione che la legge penale non può essere retroattiva (articoli 25 Costituzione, 2 Codice penale, 7 Cedu), non ci si era mai spinti a ipotizzare di dare all’esercito per le strade poteri di polizia giudiziaria. Il presidente della Repubblica ha respinto al mittente la proposta, ma come ha spiegato ieri su Repubblica Franco Gabrielli, è gravissimo anche solo il fatto che ci abbiano pensato: “Questo Paese ha faticosamente costruito un sistema che distingue le responsabilità civili della sicurezza pubblica da quelle militari della difesa contro le minacce esterne. Un argine fondamentale per una democrazia liberale”.
A Milano saranno inviati 500 parà della Folgore e mezzo governo li avrebbe voluti in strada ad arrestare gente: pare che il ministro Crosetto sia rimasto deluso dalla bocciatura del Colle (“Dovete spiegarmi cosa farà l’esercito a questo punto”). Il capo delle forze armate è il presidente della Repubblica e non il ministro della Difesa a cui però spettano le funzioni di direzione politica e amministrativa dell’esercito e a cui, per esempio, risponde il capo di Stato maggiore. Non è affatto confortante l’idea che Crosetto pensi seriamente di mandare i parà della Folgore – che non hanno alcuna formazione in materia di ordine pubblico – ad arrestare gente a Milano: come ha detto Gabrielli, “quando si apre un varco del genere è difficile richiuderlo”. Non evocheremo i colonnelli (o i generali), la Grecia, la Spagna, il Cile: però attenzione perché stiamo attraversando una mutazione esecutivizzante della nostra democrazia (non solo per l’abuso cronico dei decreti, ma anche per una generale marginalizzazione del Parlamento e il tentativo di ridurre il capo dello Stato a un notaio, come la nuova legge elettorale dimostra). Se a questo quadro si aggiungono trovate pericolose (e potenzialmente eversive) come il conferimento di poteri straordinari all’esercito, la situazione può facilmente scappare di mano. Nel 2005, commentando il pacchetto Sicurezza dell’epoca (il decreto Pisanu in tema di terrorismo internazionale), Stefano Rodotà ricordò che ai tempi della Legge Reale “l’estensione del fermo di polizia fu almeno accompagnata dall’obbligo del ministro dell’Interno di presentare periodiche relazioni al Parlamento sull’uso di quello strumento”. Non è stata la legge Reale a sconfiggere il terrorismo interno, ma occhio perché ha continuato a fare danni anche molto tempo dopo l’emergenza durante la quale era stata approvata. Fin qui.
Leggo sul Corriere di oggi 22.10 che il ministro Salvini vorrebbe che i parà a Milano avessero in dotazione anche i blindati Lince. Ignoravo che il ministro aderisse alle idee del partito COMUNISTA cinese che nel 1989 represse con i carri armati le manifestazioni sulla piazza Tien an men a Pechino. Dopo 128 anni si ricorda ancora il ” feroce, monarchico Bava” che prese a cannonate a Milano chi protestava. Sembrerebbe che il ministro voglia l’insurrezione nazionale che accadrebbe dopo il primo minorenne schiacciato come uno scarafaggio. Chi lo consiglia ? Non ha un parente, un amico, qualcuno che gli spieghi le cose ? Non riesco a stimarlo.
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Salvini accetta consigli esclusivamente dal suo gastroenterologo ed il risultato é un rutto senza soluzione di continuità….
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La storia del Fermo Preventivo è da epoca buia e signori in impermeabile ….
La Meloni ha perso il referendum costituzionale ma a colpi di decreti e di fiducia parlamentare si muove rapidamente verso un regime distopico che utilizza addirittura una sorta di strumento predittivo per indicare i criminali prima pensino di commettere un reato. Siamo al regime fantastico!
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