I più giovani hanno provato in tutti i modi a dire la loro: al referendum sulla giustizia, all’esame di Stato, nelle proteste pro Palestina, sui social, nelle loro aule ma non è bastato. Nessuno li ha presi sul serio

(Alex Corlazzoli – ilfattoquotidiano.it) – Si chiama schizofrenia sociale ed è il risultato di un governo di Destra che dal 2022 risponde ad ogni problema con la punizione, la forza, la disciplina, l’arroganza del potere. Ciò che è accaduto in questi giorni a Milano altro non è che la prevedibile risposta a chi da quattro anni prova a zittire tutti. Ve lo ricordate il contrasto ai rave party? E il Decreto Caivano? Le norme più stringenti contro le occupazioni abusive? I metal detector nelle scuole? Il voto in condotta? L’introduzione del reato di “blocco stradale”? L’inasprimento delle pene per la criminalità minorile? Il divieto dell’uso degli smartphone in classe fino alla terza media? L’esame orale obbligatorio alla maturità? L’articolo undici ter del codice di comportamento disciplinare per i dipendenti dello Stato che impedisce di pubblicare sui social contenuti, commenti o espressioni che possano ledere il prestigio, il decoro o l’immagine dell’amministrazione di appartenenza? Le ispezioni di Valditara?
L’elenco è lungo e a questa lista va aggiunto l’aumento delle disuguaglianze economiche oltre al fatto che alcuni studi universitari basati sulle metriche Istat hanno isolato una categoria sociale in forte aumento in Italia: i “cittadini scontenti” (disgruntled). Si tratta di italiani che, a differenza del passato, partecipano attivamente alla vita sociale (votano, fanno volontariato, si informa), ma nutrono una profonda e radicata sfiducia negli altri e nello Stato.
Questo contrasto genera un atteggiamento cinico. Proprio i più giovani hanno provato in tutti i modi a dire la loro: al referendum sulla giustizia, all’esame di Stato, in occasione delle proteste sulla guerra tra Israele e Palestina, sui social, nelle loro aule ma non è bastato. Nessuno li ha presi davvero sul serio. Risultato? Il cortocircuito di un Paese: giovani (pacifici) contro altri giovani (violenti); adulti contro i ragazzi; adolescenti migranti contro compagni italiani e viceversa; politici che si accusano a vicenda; insegnanti contro i poliziotti; poliziotti contro i ragazzini e quest’ultimi in guerra con i primi.
Non è un caso nemmeno che il tutto sia avvenuto a Milano: una città edonista dove si respira l’individualismo e dove si toccano con mano le differenze sociali solo camminando per la strada. Inutile ora cercare di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Troppo tardi. Scriveva Sartre: “Che cosa vi aspettavate quando si sciolse il bavaglio che aveva reso mute le loro bocche? Che cantassero le vostre lodi’”.