
(di Pino Corrias – ilfattoquotidiano.it) – Chissà cosa fuma Francesco M. Del Vigo, vicedirettore del Giornale. Nel suo patriottico commento “Quel volto è la nostra bandiera”, celebra la fotografia di Angelo De Simone, dirigente di polizia ferito alla testa da un pezzo di pavé negli scontri di Milano. Il sangue gli cola sulla faccia. Si è tolto gli occhiali, lo tampona col fazzoletto. Del Vigo, in quel sangue, vede molto di più: “Sul volto scivola del sangue rosso. Ma noi ci vediamo anche il verde e il bianco”. Oh bella. Ecco che il sangue diventa bandiera. La ferita diventa Patria. Il poliziotto diventa Italia. Ancora uno sforzo e apparirà Garibaldi a cavallo. È la vecchia retorica del sangue e del suolo, l’insopportabile patriottismo che ha bisogno di vittime per sentirsi vivo, di nemici per sentirsi unito, di martiri per sentirsi innocente. Del Vigo non si domanda perché quel funzionario sia stato mandato a fronteggiare una piazza violenta, con quali ordini, protezioni, errori di valutazione da parte dei suoi superiori. Non gli interessa capire. Gli interessa celebrare l’eroe. Il poliziotto, che stava semplicemente (e giustamente) facendo il proprio lavoro, diventa “il senso della Patria”, anzi “lui è tutti noi, anche se non tutti noi meritiamo di essere lui”. È facile esaltare il coraggio altrui, soprattutto quando si sta a una scrivania. Il sangue degli altri è sempre un ottimo inchiostro. Nessuna indulgenza per chi ha lanciato il cubo di porfido, ci mancherebbe. Ma nemmeno per chi trasforma un ferito in un santino, la cronaca in liturgia, la divisa in reliquia. È un’antica specialità della propaganda: sacralizzare il sacrificio, sostituire le domande con gli inni. Il patriottismo ha una lunga storia e non precisamente pacifica. Comincia con il vittimismo, meglio se insanguinato, finisce in ribollenti massacri. Il povero De Simone aveva bisogno di cure, non di essere trasformato in un cimelio. Ma ai patrioti da scrivania non basta mai il sangue versato. La retorica non rischia niente, tranne il ridicolo. E l’antidoping.
Il Pilastro, a Bologna. Marzo scorso.
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Del Vigo…..quando compare a Tagada’ cambio subito canale…!!
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