Senza scudo e spada ora Kiev rischia di capitolare allo zar. Privato dei satelliti Usa, il Paese invaso non può tracciare droni, missili e non può più spiare o colpire alle spalle delle linee nemiche

(di Gianluca Di Feo – repubblica.it) – L’Ucraina all’improvviso teme di restare senza scudo, né spada. È come se le ali dei droni, lo strumento che gli ha garantito finora la resistenza contro un’armata di gran lunga più potente, fossero state spezzate. L’incantesimo tecnologico si è spento con l’interruzione dei servizi militari di Starlink: quel sistema chiamato Starshield che, come ha precisato Elon Musk, dipende esclusivamente dal Pentagono. Con un incredibile ribaltamento di alleanze, adesso la Casa Bianca soccorre il Cremlino e gli offre l’occasione di sfondare le difese di Kiev.
Tutti i comandanti ucraini, infatti temono la paralisi delle attività al fronte. I reparti hanno riscontrato una degradazione delle connessioni satellitari già sulle apparecchiature che viaggiano a oltre cento chilometri orari mentre il segnale scompare completamente quando si superano i 160 l’ora. «È come combattere con le gambe legate», ha commentato a Repubblica un ufficiale impegnato in prima linea.
Adesso ogni drone che decolla affronta un salto nel buio. Non c’è certezza che i piloti saranno in grado di ricevere le immagini per dirigerlo sugli obiettivi. E questo vale per i ricognitori che sorvegliano senza sosta le posizioni russe e per i bombardieri che vanno a colpirle: l’arma più potente di Kiev è stata spuntata, con effetti che potrebbero essere drammatici. I velivoli devono rallentare e accorciare il raggio d’azione oppure avventurarsi dove il collegamento con la base rischia di dissolversi. La prima conseguenza è ovvia: gli sciami più lenti saranno una preda più facile per la contraerea. Ma l’impatto è più ampio: le retrovie delle brigate di Putin hanno ottenuto un salvacondotto, ritrovandosi al riparo da spionaggio e incursioni. Poiché la trasmissione delle immagini è molto meno affidabile, le vedette alate ucraine potrebbero perdere di vista i movimenti degli invasori e non essere in grado di contrastarli.
Anche la popolazione si trova esposta: la defaillance delle comunicazioni satellitari mina l’efficacia dei droni intercettori, che vanno a oltre 200 chilometri orari per abbattere i Geran copiati dagli Shahed iraniani. Il Cremlino aveva già ottenuto un vantaggio per l’introduzione dei nuovi droni a reazione, che penetrano gli sbarramenti antiaerei e la scorsa settimana sono stati i principali artefici dell’uccisione di 150 civili, ma d’ora in poi infliggerà danni superiori grazie all’immunità concessa pure alle vecchie versioni a elica.
Paradossalmente, le missioni a lunghissimo raggio per distruggere raffinerie, fabbriche e centri logistici nel cuore della Russia subiranno ostacoli minimi dal blocco di Starlink. Gran parte delle bombe volanti lanciate contro Mosca trovano la rotta in maniera autonoma, riconoscendo il terreno attraverso l’intelligenza artificiale o agganciandosi ai ripetitori dei cellulari. Lo si è visto la scorsa notte: il blackout è iniziato mentre gli stormi di robot ucraini stavano superando la frontiera, senza impedire che raggiungessero i bersagli. Un drone si è letteralmente infilato nel data center di Sberbank passando dalla porta e ha mandato in tilt i pagamenti, intensificando i problemi dei servizi digitali russi creati dai raid contro i server di Yandex.
Gli scenari per l’Ucraina sono cupi perché non esistono alternative concrete a Starlink. Quando lo scorso febbraio la compagnia di Elon Musk ha isolato i terminali utilizzati senza licenza dalle brigate russe sul campo di battaglia, il comando di Mosca ha registrato gravi difficoltà per mesi e ha dovuto mobilitare tutte le capacità tecnologiche e spaziali del Paese per inventare dei ripieghi. Kiev non dispone delle stesse risorse: i droni servono proprio a colmare l’inferiorità rispetto agli invasori e adesso il miracolo rischia di spegnersi. L’Europa non è in grado di dare aiuto: non ha costellazioni orbitanti che suppliscano alla copertura del colosso statunitense. E non può neppure colmare l’interruzione dell’intelligence americana, perché non dispone di satelliti spia che monitorino la partenza dei missili balistici. Sono carenze note da anni ma l’autonomia strategica invocata dalla Ue finora è rimasta uno slogan: anche la nostra difesa dipende dai capricci di Donald Trump.
che dire… saranno felici qua dentro.
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Non sono felice dal luglio 1982
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Forza ucraini!! Sacrificatevi per difendere l’Europa dai russi Solo la giusta pace potrà fermarvi. Cantiamo in coro “bella ciao” o in alternativa l’esercito del 3%
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Forza ucraini!! Sacrificatevi per difendere l’Europa dai russi Solo la giusta pace potrà fermarvi. Cantiamo in coro “bella ciao” o in alternativa l’esercito del 3%
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Scusate la ripetizione
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Un esercito di cartone costretto a rubare i microchip dai tostapane guidato da un affetto da cento patologie mortali e con un’ economia allo sballo tutto ad un tratto è così potente che per batterlo c’è bisogno di tutte le super tecnologie d’avanguardia ? Forse qualcuno ci ha mentito un po’ negli ultimi anni o forse da sempre.
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