(Tommaso Merlo) – I popoli sono per la pace, i politicanti per la guerra perché la mafia bellica impone la sua volontà su quella popolare. La mafia bellica è composta da mega produttori di armi e cioè di marchingegni per ammazzare altri esseri umani e radere al suolo città. Uno dei business più redditizi e parassitari perché i clienti sono le nazioni che con qualche scusa commissionano armamenti sempre più devastanti e costosi prendendo i soldi dalle tasche dei poveri cristi che faticano ad arrivare a fine mese. Ricchi e potenti scatenano guerre ed i poveri cristi le pagano sia in contanti che con la vita propria o quella dei loro cari. La mafia bellica si compone poi di sciacalli finanziari che ad ogni escalation investono sull’indotto della morte sapendo che le azioni voleranno alle stelle insieme ai loro profitti. E quando cesseranno i massacri, passeranno ad investire sulla ricostruzione. Mega profitti sporchi di sangue e sempre più globali e quindi potenti che esercitano una enorme influenza sugli altri membri della mafia bellica, la politica e l’informazione. La politica ha il compito di trovare qualche scusa per scatenare guerre oppure sposare quelle che gli suggeriscono e a quel punto infinocchiare le masse. Devono cioè convincerle che ricorre alla violenza e quindi alla guerra è inevitabile e indispensabile. Politicanti e istituzioni che pretendono la pace tra i cittadini e condannano e puniscono ogni forma di violenza salvo poi ricorre con fierezza alla violenza e quindi alla guerra con le altre nazioni anche senza veri motivi e nel caso dell’Occidente anche calpestando le proprie costituzioni e il diritto internazionale e senza ovviamente che mai nessuno risponda dei crimini di guerra e delle disfatte. Il compito della politica è coprire tale immonda ipocrisia e fare in modo che la guerra permanente continui tenendo a bada le masse mentre gli svuota le tasche. Per riuscirci i trucchi sono sempre gli stessi, demonizzare qualche nemico immaginario, esasperare minacce inesistenti ed alimentare odio e paura riempendosi la bocca con panzane di ogni risma e grotteschi doppi standard. Tipo buttando benzina sul fuoco con la Russia e girando la faccia dall’altra parte davanti ad un genocidio. Una manipolazione della narrazione pubblica che richiede il supporto di un altro elemento della mafia bellica, la stampa o meglio la propaganda. Il suo compito è fare da megafono a chi comanda. Molti media sono stati direttamente comprati dalla mafia bellica per far prima mentre altri si adeguano a delle linee politiche decise a tavolino diventando così mera propaganda. L’unica linea del vero giornalismo dovrebbe infatti essere la coscienza di chi lo fa e l’unica rotta da seguire la ricerca della verità. Solo chi è totalmente libero fa giornalismo, gli altri fanno comunicazione per conto di chi li paga. E se la guerra non è stata ancora ripudiata e la pace non è ancora diventata normalità, è propio perché la corruzione della politica e della stampa impediscono una essenziale maturazione personale e collettiva. La pace è infatti una scelta di fondo frutto della propria evoluzione. La guerra è il modo infantile e barbaro con cui persone e popoli affrontano le controversie. Persone e popoli maturi e consapevoli dialogano e ragionano e in caso di contrasti insanabili ricorrono alle leggi ed alle istituzioni preposte e la lotta rimane sempre a livello civile. Quanto al mantra della sicurezza con cui la mafia bellica manipola le masse da sempre, noi siamo sicuri quando viviamo in un sistema anche socialmente giusto e funzionante e quando sviluppiamo rapporti con chi ci circonda, non quando ci barrichiamo in casa e ci armiamo fino ai denti in attesa di regolare i conti da soli con qualche uomo nero. Ed era questo il solco delle Nazioni Unite emerso a seguito del secondo conflitto mondiale che è stato progressivamente tradito dal guerrafondaio ed ipocrita Occidente. Aggressioni illegali, grottesche crociate e la depravazione bellica arrivata al punto da partorire la guerra preventiva e cioè aggredire il vicino al solo sospetto ci possa nuocere. Mafia bellica nel suo momento d’oro con lo sceriffo americano e noi sguatteri europei al seguito ad insanguinare il mondo per portare pace e democrazia o meglio per ingrassare le pance e i conti correnti dei mafiosi dell’indotto della morte e della distruzione e dei loro burattini politici e mediatici. Una guerra permanente il cui tragico epilogo è l’autodistruzione. L’unica speranza è che i politicanti sono per la guerra ma i popoli per la pace e grazie alla democrazia prima o poi emergeranno leader che si opporranno alla mafia bellica e combatteranno per la pace. Pace frutto di una scelta di fondo e coronamento della nostra evoluzione personale e collettiva che ci porta a ripudiare ogni forma di violenza tra persone come tra nazioni.