Il governo sta per approvare in Consiglio dei ministri il Dpb, il Documento programmatico di bilancio, che contiene lo scheletro della manovra e che sarà inviato a Bruxelles. Nel documento non ci sarà il dettaglio delle misure, ma nell’ultima riunione della maggioranza si è discusso degli interventi in cantiere: perde quota l’idea del nuovo taglio Irpef promesso per il ceto medio.

(di Annalisa Cangemi – fanpage.it) – Il nuovo taglio Irpef al ceto medio promesso dal governo rischia di saltare. Il vicepremier Antonio Tajani continua insistere sul punto, in vista della prossima legge di Bilancio, di cui oggi il Consiglio dei ministri esaminerà lo scheletro, approvando il Dpb, il Documento programmatico di bilancio, che sarà inviato a Bruxelles (per le misure vere e proprie bisognerà aspettare).

“In questa manovra troviamo 14 miliardi di flessibilità per quanto riguarda la sicurezza e l’energia”, ha detto ieri Tajani durante la trasmissione “10 minuti’ su Retequattro, riferendosi al primo ok incassato dall’Ue sull’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, che permette all’Italia di spendere in deroga al Patto di Stabilità quasi 29 miliardi per difesa e transizione energetica nel 2027 e 2028.

“Puntiamo moltissimo sulla flessibilità – ha aggiunto – e al prossimo consiglio europeo il presidente del consiglio insisterà a nome dell’Italia che venga concessa più flessibilità ai nostri conti perché c’è una inflazione galoppante provocata non da fatti interni ma esterni”. Meloni infatti spera di proseguire il negoziato con l’Ue, per ottenere maggiore flessibilità fiscale per contrastare l’inflazione, nonostante i ripetuti no giunti dalla Commissione.

Tajani ha indicato quindi tre interventi in vista della manovra: “Noi riteniamo che si debbano fare dei provvedimenti fiscali per ridurre la pressione fiscale sui giovani, quindi una sorta di no tax area sino a 30-35 anni; poi estendere a tutte le prime auto l’esenzione dal bollo, terza cosa, la riduzione ulteriore dell’Irpef, sino a 60 mila euro mentre ora è a 50 mila euro”. Ma quest’ultimo provvedimento, che consentirebbe di estendere la seconda aliquota Irpef al 33% alla fascia di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro è ora in bilico. 

Dopo l’ultima riunione di maggioranza che si è tenuta ieri quest’ipotesi sembra meno probabile. Secondo quanto scrive anche il Sole 24 Ore, il governo in sostituzione di questo sostegno al ceto medio pensa a misure che possano sostenere alcune categorie in particolare: da una parte gli anziani e i fragili, per i quali si pensa a uno sconto per le prestazioni sanitarie non coperte dal Sistema sanitario nazionale; e dall’altra i giovani, con misure di sostegno alla natalità. Il rischio che salti il nuovo taglio Irpef non sarebbe legato a un problema di coperture: il costo è di 2,7 miliardi. Ma la possibilità che salti, scrive la Repubblica, è legata piuttosto al dubbio sulla reale efficacia dell’intervento, perché la platea calcolata sarebbe piuttosto contenuta: circa 3 milioni di beneficiari. E poi, in vista delle elezioni politiche, al governo serve dare una misura molto più tangibile al suo elettorato

Governo pensa alla flat tax fino a 100mila euro
Per questo riprende quota il progetto di sostenere le partite Iva: resta in piedi l’idea di portare da 85mila a 100mila euro il tetto di ricavi entro cui autonomi e piccole imprese possono accedere al regime forfettario (misura che era nel programma del centrodestra per le elezioni del 2022). In questo senso però diventa ancora più urgente la trattativa con Bruxelles, perché per attuare una misura simile (il governo ha già alzato l’asticella da 65mila euro a 85) bisogna intervenire sulle norme comunitarie. Il provvedimento accontenterebbe la Lega, che ieri lo ha inserito tra le priorità per la Finanziaria.

Al consiglio federale “abbiamo parlato innanzitutto degli italiani e dei problemi che gli italiani ci portano sul tavolo tutti i giorni, quindi le priorità della Lega per la prossima legge di bilancio fra 1000 difficoltà internazionali, l’età pensionabile da abbassare dai 67 anni previsti da Fornero ai 64 – volontariamente ovviamente – , l’innalzamento della Flat tax per le Partite Iva a 100mila euro e il contributo che le banche dovranno dare a tutto ciò”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando con i cronisti in via Bellerio, in linea con le dichiarazioni del ministro Giorgetti sul contributo che verrà probabilmente richiesto alle banche.

Fdi e Forza Italia sarebbero d’accordo sull’innalzamento della soglia per la flat tax per le per partite Iva, ma avrebbero bisogno anche loro di una misura bandiera da poter sventolare per la campagna elettorale. Ed è qui che tornano le misure per sostenere le spese sanitarie per i fragili, sotto forma di bonus o di sconto. L’ipotesi è che tale contributo venga destinato agli anziani sopra una certa soglia e alle famiglie con minori a carico per le prestazioni e i servizi del privato (costo stimato 40 miliardi). Fratelli d’Italia punta anche alla detassazione delle tredicesime: la misura però non sarebbe per tutti, ma solo per i redditi più bassi.