
(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] Coraggio, fatti ammazzare. “Meglio farsi ammazzare combattendo al fronte che lasciarsi massacrare, vecchi e donne compresi, come a Bucha. Gli ucraini sembrano pensarla cosi. Che fessi. Per fortuna c’è Marco Travaglio che si preoccupa di loro” (Antonio Carioti del Corriere della sera, X, 7.10). Ma infatti: a proposito, tu quando parti?
Villa Arzilla Certosa. “Confalonieri, Letta e Dell’Utri. Gli amici storici e la famiglia a tavola nel nome di Silvio a Villa Certosa per i 90 anni dalla nascita” (Corriere della sera, 30.9). Stavolta niente mignotte. Peccato.
Un po’ Clint un po’ Ettore. “La Leopolda, la festa del ritorno a Itaca, in questa Firenze che è ancora la ‘Renzi School of stratagemma’, il ‘credeteci e candidatevi’ senza garanzia, la polizza che per Clint Eastwood si chiede soltanto quando si acquista un tostapane. Si fa chiamare ‘Kraken’… ma questo ultimo Renzi somiglia a Ettore, il vinto vincitore che ad Achille, ai tanti Conte che non lo desiderano, risponde: ‘Io non fuggo più davanti a te, il cuore mi spinge’. Sembra di ascoltarlo sotto le mure di Troia, in fiamme, il campo largo, quando, insieme a suoi Deifobo, le capogruppo Boschi e Paita, acclamata con la sua gonna spavalda, sfida gli Dei, i numeri, per quel romantico sogno…” (Carmelo Caruso, Foglio, 5.10). Lo portano via.
[…]
Il lancio. “‘Non devo dare garanzie ai 5Stelle’. Renzi reagisce e lancia Calabresi” (Corriere della sera, 4.10). Ancora provvisoria la stima dei danni.
I veri problemi. “Renzi ha sempre agito nell’interesse generale?”. “Sì, quello che lo ha rovinato è un ego gigantesco. Se si togliesse un po’ di quella sbruffoneria da toscanaccio, diventerebbe il miglior politico in circolazione” (Corrado Augias al Corriere della sera, 2.10). Ecco perchè sta al 2%: per il caratteraccio e per la toscanità: come non averci pensato prima?
L’esperto. “Fenomenologia di uno vale uno. In Italia solo i 5stelle votano online” (Francesco Merlo, Repubblica, 6.10). Infatti le primarie del Pd vinte da Schlein nel 2023 si svolsero anche online “per dare uno strumento in più contro l’astensionismo”, disse lei stessa ad Avvenire. L’ha ricordato Rep il 5.10: “E non fu l’unica volta. La consultazione digitale entrò anche nelle primarie per scegliere i candidati (Pd, ndr) a Roma, Torino e Bologna”. Delle due l’una: o Merlo non legge il suo giornale, o non lo capisce.
Memento Mori. “Mario Mori: ‘Scarpinato deve dimettersi dall’Antimafia’” (Giornale, 5.10). Quello che trattava con la mafia vuole cacciare quello che la combatteva.
Voi chi. “Ugo Volli: ‘Israele combatte per noi’” (Riformista, 30.9). E parlare per te?
L’arcangelo Gabrielli. “Ho deciso di impegnarmi sena chiedere garanzie. Accompagnerò il progetto di Ruffini. Avrei potuto aspettare qualche incarico da un governo, ma è più importante costruire una nuova idea di Paese” (Franco Gabrielli, Corriere della sera, 2.10). Così magari gli danno qualche incarico di governo.
Prontotaxi. “Tabacci: ‘A 80 anni porto Ruffini in Parlamento’” (Repubblica, 9.10). E chi sei, Uber?
[…]
Super partes. “Augias e Fubini, un aiuto per capire il passato e il futuro. Serata molto densa a La7” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 7.10). E niente, malgrado lavorino entrambi per il suo stesso editore, gli sono piaciuti un sacco.
Altruisti. “Se avessimo potuto scegliere in base al nostro interesse, a noi sarebbe convenuto che Ranucci fosse rimasto alla conduzione di Report” (Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario FdI alla Presidenza del Consiglio, Foglio, 8.10). Ah ecco, l’hanno epurato per noi.
Urge pallottoliere. “Perché è falso dire che le tasse sono aumentate” (Alessandro Sallusti, Libero, 6.10). In effetti passare in quattro anni dal 41,2 al 43,5% del Pil è un bel taglio.
State sereni. “Renzi invita i centristi. Ma delle sue offerte non si fida nessuno” (Domani, 6.9). Strano, un tipo così affidabile.
Lo storico. “D’Alema non fa i conti con la storia” (Fabrizio Cicchitto, Riformista, 7.10). Ma ora la tessera P2 numero 2232 gliela insegna.
Il vizio di votare. “L’anno elettorale che rischia di disfare l’Unione Europea” (Nathalie Tocci, Stampa, 7.10). Tipo uccidere un uomo morto.
L’ombra. “L’ombra di ingerenze Usa per Bolsonaro” (Repubblica, 4.10). Gli americani che ingeriscono in un’elezione? Impossibile, mai successo.
Er Moviola/1. “‘Conte dovrò fare i conti con la realtà. L’Italia non può sottrarsi al sostegno a Kiev, non può fare come Orbàn’, ha detto Paolo Gentiloni” (Dubbio, 3.10). Se no?
Er Moviola/2. “Gentiloni: al centro serve un alchimista” (Repubblica, 3.10). A lui un esorcista.
Fate la carità. “Draghi: per la crescita servono il mercato unico e 100 miliardi nell’AI” (Corriere della sera, 2.10). Aspetta che accendo subito un mutuo.
Due gocce d’acqua. “Dal Colle lezioni di grazia. Mattarella cancella parzialmente la condanna al gioielliere che nel 2008 uccise due rapinatori. Il detenuto, malato, s’è detto pentito e la pena è stata in parte scontata. Nessun’analogia con Roggero” (Repubblica, 8.10). Invece è identico alla Minetti.
[…]
Il titolo della settimana/1. “Scarpinato attacca la Colosimo, ma nemmeno il Pd lo difende più” (Verità, 7.10). Ed è la sua fortuna.
Il titolo della settimana/2. “Malagò commissario della Federcalcio già pensa al voto: ‘Chiusa una vicenda triste’” (Repubblica, 7.10). Con una soluzione comica.
Il titolo della settimana/3. “Il capo degli 007 tedeschi spiava per i russi” (Giornale, 7.10). Era per l’Azerbaigian, ma tanto è sempre nei paraggi.
Il titolo della settimana/4. “Stabilicum: il voto torna agli italiani” (Giornale, 9.10). Prima invece votavano gli svizzeri.
Repubblica è il vero covo dei reazionari italiani….. Scalfari creò una bella squadra che tutt’ora detta legge ovunque nei media. ma niente paura loro si preoccupano di noi anzi per noi
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I pidioti dovrebbero commissionare i seguenti sondaggi:
1- Quanti voti perderebbe o guadagnerebbe (ahah) il PD con Renzi dentro??
2- Quanti voti perderebbe nell’astensionismo il M5S con dentro Renzi?
Da cui dedurre se conviene o no all’ALLEANZA imbarcare il Bomba.
Ne va della vittoria o della sconfitta del CSX, a parte le questioni dei costosi riarmo & armi all’Ucraina, i cui denari servirebbero per realizzare le cose che la Schlein continua a ripetere a macchinetta nei suoi interventi comizianti.
Già che dobbiamo sorbirci la maledizione della presenza dei cosiddetti riformisti (destri) del Pd… manca solo Renzi come ultima spinta per farci precipitare nel baratro.
Elementare Watson!
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…e si che dovrebbero averla capita, che Renzi è un ostacolo e basta.
Ribadisco la mia ” idea complottista”: Renzi è un infiltrato voluto dalla destra, per fermare il campo largo e proseguire a sgovernare in lungo e in largo come vogliono.
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Continuo a pensare che la sig.ra Schlein sta dov’è perché il PD non vinca le elezioni.
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L’unica certezza è che il M5S perderebbe voti e l’unico responsabile sarebbe Conte. Strano che non facciano decidere gli iscritti.
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@ Massimo Luvisutti….. ineccepibile porsi questa domanda….ed è quello che personalmente mi aspetto….Mi dispiace solo di non poter essere presente a Lavagna, mi trovo in Namibia, per chiederlo direttamente a Pirondini e Licheri…
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Non lo chiedono perchè conoscono già la risposta.
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Conte potrebbe chiederle a Gentiloni le garanzie per la candidatura di Renzi e non alla Shlein,nel senso di metterlo lui nelle liste centriste insieme a Calenda e soci vari .
Ma parliamo seriamente: ma quale certificazione di buona condotta futura può dare chiunque su uno come Renzi ? A me sembra una grandissima str…ta.
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Non sembra. È una grandissima str…a.
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“I veri problemi. “Renzi ha sempre agito nell’interesse generale?”. “Sì, quello che lo ha rovinato è un ego gigantesco. Se si togliesse un po’ di quella sbruffoneria da toscanaccio, diventerebbe il miglior politico in circolazione” (Corrado Augias al Corriere della sera, 2.10). Ecco perchè sta al 2%: per il caratteraccio e per la toscanità: come non averci pensato prima?”
Che Augias fosse innamorato di Renzi si sapeva, ma che si dichiarasse cosi apertamente è una sorpresa.
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“I veri problemi. “Renzi ha sempre agito nell’interesse generale?”. “Sì, quello che lo ha rovinato è un ego gigantesco. Se si togliesse un po’ di quella sbruffoneria da toscanaccio, diventerebbe il miglior politico in circolazione” (Corrado Augias al Corriere della sera, 2.10). Ecco perchè sta al 2%: per il caratteraccio e per la toscanità: come non averci pensato prima?”
Che Augias fosse innamorato del bullo di Rignano si sapeva ma che arrivasse a dichiararlo cosi apertamente non era prevedibile.
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” Delle due l’una: o Merlo non legge il suo giornale, o non lo capisce. “
Entrambe!
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Super partes. “Augias e Fubini, un aiuto per capire il passato e il futuro. Serata molto densa a La7” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 7.10). E niente, malgrado lavorino entrambi per il suo stesso editore, gli sono piaciuti un sacco.
Si leccano a vicenda come fanno i cani.
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Super partes. “Augias e Fubini, un aiuto per capire il passato e il futuro. Serata molto densa a La7” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 7.10). E niente, malgrado lavorino entrambi per il suo stesso editore, gli sono piaciuti un sacco.
Si leccano a vicenda come fanno i cani.
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Super partes. “Augias e Fubini, un aiuto per capire il passato e il futuro. Serata molto densa a La7” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 7.10). E niente, malgrado lavorino entrambi per il suo stesso editore, gli sono piaciuti un sacco.
Si leccano a vicenda come fanno i cani.
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Non riesco a commentare e neanche a mettere dei like… sarà un gombloddo???
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Infatti il sito NON funziona.
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Per il CdS i “busificati” non vedono proprio l’ora di andare al fronte.
Allora per i boccaloni decerebrati che credono solo al msm, una notizia sulla guerra ibrida.
Anche per quelli che credono ai fatti, non alle fonti (e postano elenchi di fatti; che non possono che provenire da una fonte; però dai, Kiev Today non è una fonte: una lista di fatti è una lista di fatti).
Io invece cito la fonte: Ukrainska Pravda; un po’ di parte, lo ammetto.
Sui famosi droni russi sconfinati in Polonia: la Polonia ha chiuso l’indagine.
“Unfortunately”, nessuna prova che si sia trattato di un attacco russo, ma gran parte del materiale di indagine viene secretato (mah, chissà perché), comprese le motivazioni dell’archiviazione.
Sorpresa, alcuni droni avevano sim polacche; forse rubate o illegalmente acquistate; non si sa da chi, o forse sì: anche qui, i risultati completi non si sanno, perché vengono secretati.
https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/08/8056991/
Insomma, una bolla di sapone (nella migliore delle ipotesi; nella peggiore, una -delle tante – false flag mal riuscite, in attesa di quella buona; ah, i bei tempi in cui bastava agitare una provetta piena di borotalco per poter invadere l’Iraq!).
Chissà, il nostro eroe avrà dato la notizia al suo TG, o si sarà nascosto un minuto sotto la scrivania?
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Non è il momento di arrendersi
Conosciamo la storia recente del nostro Paese e sappiamo quanto sia difficile cambiare gli equilibri politici. Per molti di noi, il Movimento 5 Stelle ha rappresentato una ventata di aria fresca e continua a essere un’alternativa concreta alle forze che hanno governato e governano il Paese.
Conosciamo bene le altre forze politiche e non ne condividiamo l’operato. Al tempo stesso, ricordiamo ciò che il M5S ha realizzato e ciò che potrebbe ancora fare, se avesse maggiore forza e peso politico.
Ricordiamo le elezioni del 2018, quando il Movimento diventò il primo partito del Paese, ottenendo circa il 33% dei voti. Da quella forza nacque un’esperienza di governo che introdusse misure a sostegno dei cittadini. Fu un’esperienza complessa e non priva di limiti, ma capace di portare nell’agenda politica temi e proposte che prima faticavano a trovare spazio. In seguito, il Movimento dovette misurarsi con forti resistenze e con equilibri politici che ne ridussero la capacità di incidere. È una lezione da ricordare: cambiare le cose richiede consenso, partecipazione e continuità.
Oggi ci lamentiamo dei problemi quotidiani e di ciò che vediamo accadere. Critichiamo le scelte delle forze politiche al governo, ma lamentarsi non basta: se vogliamo contrastarle, dobbiamo anche partecipare e sostenere le alternative in cui crediamo.
Anche l’esito dell’ultimo referendum costituzionale dovrebbe farci riflettere. Il No ha ottenuto circa il 53,7% dei voti, mentre il Sì si è fermato intorno al 46,3%: la riforma è stata respinta, ma il risultato mostra quanto il Paese sia diviso su questioni cruciali come l’assetto della magistratura e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Non possiamo dare per scontato che, al prossimo tentativo di modificare la Costituzione, si ripeta lo stesso esito. Non è quello che ci auguriamo, ma una distanza così contenuta dovrebbe spingerci a non abbassare la guardia. I prossimi tentativi potrebbero avere un risultato diverso.
E non si tratta di una preoccupazione astratta. È difficile non vedere un filo comune in una serie di interventi che, nel loro insieme, riducono gli strumenti di controllo e le garanzie di responsabilità di chi esercita il potere. L’abrogazione dell’abuso d’ufficio, il limite alla durata delle intercettazioni, le modifiche alla Corte dei conti e il tentativo di riformare l’assetto della magistratura riguardano ambiti diversi, ma incidono tutti sui presidi che dovrebbero prevenire gli abusi, accertare le responsabilità e mantenere autonomi i poteri di controllo. La riforma della Corte dei conti è intervenuta sulle funzioni di controllo e sulla responsabilità per danno erariale.
Il pericolo è proprio questa tendenza: restringere gli strumenti d’indagine, ridurre le responsabilità e mettere sotto pressione l’autonomia di istituzioni che devono poter controllare il potere senza condizionamenti politici. Non occorre aspettare che ogni contrappeso venga cancellato per capire dove può portare questa strada. La democrazia non si svuota necessariamente tutta in una volta: può indebolirsi passo dopo passo, mentre ci abituiamo a ogni nuovo arretramento e ci convinciamo che, preso singolarmente, ciascun provvedimento non sia poi così grave.
Cambiare le cose richiede anche una strategia: difendere la propria identità è importante, ma occorre spiegare come trasformare quei valori in consenso, maggioranze e risultati concreti.
C’è chi è insofferente perché vorrebbe una rivoluzione immediata, un salvatore capace di risolvere ogni problema da un giorno all’altro. Ma la realtà è diversa: servono pazienza, impegno e partecipazione. Occorre continuare a sostenere e rafforzare l’unica forza politica che, nei fatti, ha dimostrato di voler rappresentare gli interessi dei cittadini comuni.
Le sirene dell’astensionismo fanno leva sulla delusione e sulla rabbia. Ma quando chi è scontento rinuncia a votare, lascia più spazio a chi invece si mobilita. Non è una formula magica, non serve un genio per capirlo: è matematica, è l’effetto concreto della partecipazione democratica.
Il M5S non è perfetto, come non lo è nessuna forza politica. Ma per chi cerca un’alternativa concreta, resta una possibilità da sostenere e rafforzare. Questo non significa approvare ogni sua scelta senza discuterla: significa riconoscere che, senza partecipazione e senza una forza capace di incidere, le decisioni verranno prese comunque, ma da altri.
Non possiamo fingere di non vedere ciò che accade, né dimenticare che la democrazia richiede partecipazione e vigilanza. E soprattutto non possiamo lasciare che la rabbia si trasformi in astensione: se vogliamo che qualcosa cambi, dobbiamo far sentire la nostra voce.
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Travaglio in gran forma oggi.
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