CRITICHE BIPARTISAN NEGLI USA A ESECUZIONE IN STREAMING, ‘COME IRAN E STATO ISLAMICO’
(ANSA) – WASHINGTON, 09 OTT – La trasmissione in diretta streaming dell’esecuzione tramite fucilazione di Nidal Hasan, l’ex maggiore dell’esercito Usa che nel 2009 uccise 13 soldati a Fort Hood ferendone altri 32, raccoglie critiche nel mondo politico americano sia tra i repubblicani sia tra i democratici. “Hasan deve affrontare la pena capitale, ma rendere pubblica la sua esecuzione e trasmetterla in streaming?
È assolutamente ripugnante”, ha scritto il senatore Thom Tillis, repubblicano della Carolina del Nord, in un post su X. “Le esecuzioni pubbliche sono pratiche tipiche di dittature oppressive come l’Iran e l’Afghanistan. Non dovrebbero accadere in America”, ha rincarato Tillis. Simili i commenti del senatore dem Chris Murphy: l’idea è “ripugnante” e ricorda le esecuzioni compiute dal gruppo Stato Islamico.
Prevista per il 3 dicembre, si tratterebbe della prima esecuzione militare tramite fucilazione dalla Seconda guerra mondiale e la prima pubblica negli Stati Uniti da quasi un secolo. “La gente deve capire che ci sono gravi conseguenze per questo tipo di azioni”, ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth, in merito alla decisione di renderla pubblica: alcuni sostengono la mossa, ma altri criticano lo streaming, sostenendo che violi i diritti umani e crei un pericoloso precedente.
VESCOVI USA, ‘L’ESECUZIONE IN STREAMING È UNA BARBARIE’
(ANSA) – CITTÀ DEL VATICANO, 09 OTT – “Il nostro Dio è il Dio della vita: in nessun modo le azioni di Hassan possono essere giustificate ma questa decisione è una promozione barbara di una cultura di morte e deve essere riconsiderata”.
Così il presidente della Conferenza episcopale dei vescovi degli Stati Uniti, l’arcivescovo Paul Stagg Coakley, commenta ai media vaticani la decisione del Dipartimento della guerra di Washington di trasmettere il diretta streaming la condanna a morte per fucilazione di Nidal Hassan, l’ex maggiore dell’esercito condannato per la strage di Fort Hood del 2009.
Il presidente dei vescovi degli Stati Uniti, parlando con i media vaticani, afferma di aver appreso “con shock e grande dolore” la decisione del Pentagono. “La parola di Dio ci esorta: ‘non rendete a nessuno male per male’ – prosegue l’arcivescovo Coakley -.
L’esecuzione pubblica, anche di uno che ha commesso un grave danno, non farà che danneggiare ulteriormente il tessuto morale della nostra nazione e sarà ruggine sulla coscienza del suo popolo”. Il presule, in conclusione, afferma di pregare affinché “noi come nazione possiamo sempre scegliere la vita anche nelle circostanze e nei tempi più difficili”.
ONU, DECISIONE USA DI TRASMETTERE IN STREAMING UN’ESECUZIONE COSTITUIREBBE TORTURA
(ANSA-AFP) – GINEVRA, 09 OTT – La decisione delle autorità statunitensi di trasmettere in diretta streaming l’esecuzione del condannato per omicidio Nidal Hasan equivarrebbe a tortura: lo ha dichiarato l’Onu. “La trasmissione in diretta streaming di un’esecuzione equivale a un’esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura”, ha affermato l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani in un messaggio inviato all’Afp.
“Il divieto assoluto di tortura vieta le esecuzioni pubbliche”, ha poi affermato Shabia Mantoo, portavoce l’Ufficio dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani, nel corso di un briefing. “Il mancato rispetto di tale divieto renderebbe inevitabilmente l’esecuzione arbitraria, configurando una violazione del diritto alla vita”, ha affermato. “Come sottolineato dall’Alto Commissario per i diritti umani in relazione alle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e Iran, tali esecuzioni costituiscono una forma di trattamento o pena crudele, inumano o degradante”, ha precisato.

